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Il Trentino e la sicurezza sulle strade

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Osservatorio Continental sulla sicurezza stradale 2019. Rispettosi del codice della strada, sono gli italiani che si sentono maggiormente sicuri in bicicletta e temono di più i pedoni

Trento, 4 giugno 2019. - Redazione*

Responsabili quando guidano e rispettosi delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo (76,5%), ritengono l'automobile ancora indispensabile (70,5%) anche se usano spesso i mezzi di trasporto pubblici di superficie come tram e bus (12%), la bici (6%) e lo scooter (6%) per gli spostamenti quotidiani; sono gli italiani che si sentono più al sicuro quando si muovono in bici (il 16,7% rispetto all'1,6% nazionale) ma il timore maggiore in strada rimane quello di essere investiti o avere incidenti (68,6%): questo è il ritratto degli utenti che popolano le strade del Trentino secondo l'Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale 2019 [1], realizzato in occasione del Giro d'Italia 2019 da Continental Italia con l'istituto di ricerca Euromedia Research.

In qualità di Safety Sponsor della 102esima edizione del Giro, Continental ha voluto fotografare il vissuto, le percezioni, i valori e le aspettative di chi ogni giorno si sposta sulle strade delle regioni italiane con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della condivisione della strada in sicurezza partendo proprio dai ciclisti, la categoria tra le più penalizzate all'interno dei contesti urbani.

In una regione come il Trentino dove ogni mille abitanti ci sono 1.266 veicoli, sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di adottare comportamenti sicuri su strada risulta fondamentale – spiega Alessandro De Martino, AD di Continental Italia – Condividere la strada in sicurezza è un diritto di tutti, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti o autisti di mezzi pesanti".

L'Osservatorio evidenzia che il 76,7% degli utenti della strada in Trentino si sente abbastanza sicuro di sé stesso e delle proprie capacità alla guida mentre il 6% molto (per un totale positivi dell'82,7%); la maggior parte non percepisce sé stesso come un pericolo per gli altri definendosi un guidatore "rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di controlli" (76,5%) anche se il 12% ammette di non esserlo sempre e l'8,8% di non rispettare mai le principali regole.

Rispettare il codice della strada? Per il 41,3% significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri utenti della strada, ma per il 23,3% è solo un comportamento per evitare di incorrere in sanzioni.

Gli abitanti del Trentino cosa ritengono importante per la sicurezza stradale? Sono gli italiani che danno più importanza ai freni (23,3% rispetto al 9,7% nazionale) ma il guidatore rimane comunque l'elemento principale (il 61,3%). La sicurezza quindi dipende principalmente dalla distrazione di chi sta alla guida (23,3%) e dalla disattenzione di autisti di auto, moto e camion (23,3%) anche se i pedoni che trasgrediscono le regole stradali giocano un ruolo fondamentale per ben il 17,4% (la percentuale più alta in Italia).

Per arrivare ad avere sulle strade una maggiore sicurezza stradale, il 41,2% degli intervistati ripone fiducia nei guidatori e nel loro senso di responsabilità, il 17,3% conta su una presenza più estesa delle Forze dell'Ordine su strade e autostrade, mentre il 18,1% si affida alle aziende che producono automobili e pneumatici attraverso la costante evoluzione di tecnologie in grado di dar vita a nuovi sistemi che aiutino a frenare per tempo e in maniera efficace, a sistemi per il controllo della stabilità in caso di frenata, a sensori di rilevazione della stanchezza. Infatti i trentini e gli altoatesini sono gli italiani che si curano maggiormente dei sistemi di sicurezza e di alert affidabili in grado di evitare incidenti, ritenuti elementi fondamentali sui mezzi di trasporto "personali" del futuro (70,5%).

La sicurezza stradale, secondo la percezione degli intervistati, dipende quindi principalmente da chi è al volante. Un dato che accomuna tutta l'Italia e che trova conferma nei dati Ocse secondo cui il 93% degli incidenti stradali deriva dal comportamento di chi è al volante, confermando così quanto sia necessaria un'opera di sensibilizzazione sui temi della sicurezza e della condivisione della strada.

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[1] METODOLOGIA - la ricerca si è avvalsa di 2.000 interviste realizzate con metodologia mista CATI E CAWI su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Il campione è stato determinato attraverso una stratificazione proporzionale multipla, basata sui caratteri di sesso, età e area di residenza.

* comunicato

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