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Si ricominci a pagare le ingiustizie

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Monselice, 6 luglio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

I torti che questo Paese infligge ai cittadini sono molti e credo che nella storia repubblicana, fino ad oggi, l'elenco è come un grande cimitero monumentale, dove ognuno, vivo o morto, ha il suo "presente".

Silvio Berlusconi, vivo e vegeto, risponde al "presente" e non ricorda solamente lo storico caso Dreyfus, ma è il capro espiatorio che nella cultura vendicativa che si trova ad avere questa Nazione, dall'Unità d'Italia in poi, rappresenta il colpevole, colui che è indifendibile, il vinto a prescindere.

La clamorosa situazione che si viene a scoprire dopo 7 anni da quando fu processato per frode fiscale, ingiustamente e condannato proprio come se dovesse andare al muro, fucilato, fa capire, ormai, da molto tempo che l'Italia non ha una democrazia liberale ed il suo ordinamento repubblicano altro non è che un regime, dove cospirazione, odio e vendette attestano il male assoluto, in cui si attua ciò che Palmiro Togliatti voleva: il potere giudiziario nelle mani dei comunisti.

Silvio Berlusconi sia immediatamente riabilitato nel conferimento risarcitorio morale e materiale della carica di senatore a vita.

L'attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella prenda atto del danno fatto ad un uomo, al partito politico, agli stessi italiani ed alla democrazia. Pertanto si pronunci a favore per un riconoscimento morale di più torti subiti a questa persona.

La verità deve essere sempre pretesa se una società vuole essere civile e la ricerca della stessa deve esigere serietà e puntiglio. Se poi qualcuno oscura la verità alza il velo dell'omertà generale e della nefandezza, proprio perché tutti si scaglino addosso all'impudente.

Ma dopo gran fracasso nelle aule giudiziarie e sulla stampa la coltre del silenzio si ricompone, la palude inghiotte di nuovo la melma ed il fango gettato addosso. Possiamo essere certi che così avverrà ancora una volta? Vorrei sperare e dire di no. Solo un grande amore verso il proprio Paese può spingerne a ricercarne appassionatamente i mali da guarire, anche se a proprio rischio e pericolo.

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Non sono d'accordo. Se la sentenza di condanna per frode fiscale è stata dettata per superiori interessi sinistri, va riscritta, previo nuovo processo. Ma una vittima giudiziaria non può essere "risarcita" con la nomina a senatore. Allora quante "vittime di giustizia" si dovrebbero nominare senatori a vita (anche alla memoria), nella pur breve - spesso oscura - storia repubblicana? Tantissime! Comuque di danni Silvio Berlusconi ne ha fatti, eccome! La sua nomina a senatore altro non sarebbe che l'ennesima furbata italica. Di sicuro, più decorosa l'imperiale nomina caligoliana. Claudio Taverna

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