In attesa della riapertura dei casinò cresce il gioco online

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Trento, 8 luglio 2020. - Redazione

Con l'avvio della Fase 3 il nostro Paese tenta di lasciarsi alle spalle il lungo periodo di lockdown e l'emergenza sanitaria, non senza le crescenti preoccupazioni legate all'aumento di contagi durante questa stagione estiva. Per quanto riguarda l'economia la maggior parte delle attività sono ripartite, tuttavia in Trentino rimangono ancora chiusi i casinò e le sale scommesse.

La Provincia di Trento ha confermato l'autorizzazione alla riapertura per il 14 luglio, posizionandosi come una delle ultime zone a concedere il ritorno all'attività per il gioco d'azzardo legale. Al contrario la Provincia di Bolzano sta seguendo una strada diversa, posizionandosi verso la chiusura a oltranza e scatenando le dure reazioni delle aziende del settore.
Diverse imprese sono pronte a ricorrere al TAR, qualora le istituzioni locali non dovessero concedere il via libera a luglio, poiché convinte che si tratti di una scelta politica non supportata da reali timori sanitari. Intanto sono state 14 le regioni che hanno autorizzato la riapertura delle sale giochi, via libera arrivato il 15 giugno, mentre sono ancora in standby Abruzzo, Marche, Sardegna e Basilicata.

Secondo l'Istat è aumentato il gioco online durante il lockdown

La crisi sanitaria di Covid-19 ha senz'altro favorito le piattaforme digitali di gambling, con un numero crescente di utenti che si rivolgono ai migliori casinò online certificati AAMS, ovvero in possesso delle concessioni dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Durante i mesi del lockdown quasi il 60% dei giovani, con un'età compresa tra 18 e 34 anni, hanno trascorso il maggior tempo libero ricorrendo ai giochi di carte, mentre il 61% ai videogiochi e il 50% su internet con gli amici.

È quanto emerge dal Rapporto Annuale 2020 dell'Istat, con il quale l'istituto ha fotografato la situazione del Paese. In particolare il 3,8% della popolazione italiana ha scommesso online, con circa 560 mila persone che sono ricorse al betting almeno una volta alla settimana, nonostante il blocco dello sport e soprattutto dei campionati più gettonati, come la Serie A, la Premier League e la Liga spagnola.

Il maggiore numero di utenti, però, non è servito a tamponare la crisi del settore, con le principali società che hanno fatto registrare forti perdite nei primi mesi del 2020. Ciò ha interessato soprattutto il comparto delle scommesse sportive, con società come SKS365 che hanno registrato un calo fino al 40% secondo quanto riportato da AGIMEG, colpa specialmente della chiusura di migliaia di negozi per l'emergenza sanitaria.

Non è andata bene neanche oltreoceano, infatti negli Stati Uniti l'industria legata al gioco d'azzardo ha dichiarato una perdita di oltre 1 miliardo di dollari durante il lockdown. La chiusura delle sale da gioco ha messo a dura prova soprattutto le piccole e medie imprese del comparto, le più a rischio fallimento a causa di scarsa liquidità di cassa e una bassa capacità di far fronte a una crisi così estesa e prolungata.

Le normative italiane sul gambling piacciono anche in Europa

La riapertura di casinò tradizionali, sale giochi e centri scommesse rischia di non essere sufficiente per salvare migliaia di posti di lavoro, un indotto importante generato dal gioco d'azzardo legale nel nostro Paese. All'interno dei casinò le misure restrittive sono considerevoli, con la riduzione fino al 50% della macchine per garantire il distanziamento sociale minimo e diminuire il numero di persone nelle strutture.

Ciò però significa dimezzare le entrate per i casinò, i quali devono già fare i conti con una situazione estremamente difficile. Ad esempio nel casinò di Sanremo sono stati vietati gli ingressi per 30 minuti qualche settimana fa, dopo che il personale di servizio aveva notato un numero di persone eccessivo, facendo scattare le misure per il contenimento degli utenti del centro. Complessivamente il casinò ha speso oltre 100 mila euro per implementare la sicurezza.

Le condizioni attuali favoriscono il gioco online, infatti le principali società del settore stanno investendo nelle nuove tecnologie, nel potenziamento delle piattaforme e nell'offerta di giochi sempre più coinvolgenti. L'obiettivo è avvicinare l'esperienza dei casinò online a quella delle strutture fisiche, tramite sistemi di realtà aumentata e virtuale di ultima generazione e allo sviluppo di nuove applicazioni per i dispositivi mobili.

Allo stesso modo la linea dura presa dal nostro Paese, con l'introduzione del divieto alla pubblicità inserito nel Decreto Dignità, sta suscitando accesi dibattiti anche in altri Stati europei. Ad esempio si sta discutendo su misure simili anche nel Regno Unito, dopo le dure critiche mosse all'organo di vigilanza inglese UK Gambling Commission, mentre la Commissione UE ribadisce l'autonomia dei singoli paesi europei confermando che non sono previste al momento armonizzazioni normative sul gioco d'azzardo a livello comunitario.

In attesa della riapertura dei casinò cresce il gioco online