Chi diffonde il contagio va recluso

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Monselice, 17 luglio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Il soggetto non deve solo essere curato e se qualora non lo volesse, va fatto coattivamente e poi, contemporaneamente, segnalato all'autorità giudiziaria. Non ci si può sottrarre ad essere curati dal Covid-19. Ricordo che la libertà personale è inviolabile ed è ben sancito dall'articolo 13 della Costituzione italiana.

Chi, per qualsiasi motivo, diffonde, contagia più persone, non solo nuoce a chi è infettato, ma commette reati ipotizzabili pure con pericoli elevatissimi di stragi e quindi il o i soggetti, chiunque, che per chiunque non esiste una differenza di lingua nel parlare o del colore della pelle, è un criminale e merita la detenzione, pure pesante che il giudice deve sapere infliggere, possibilmente, senza tergiversare.

Chi sa di essere infetto da questo maledettissimo virus non può recare danno alla salute degli altri. A se stesso, da solo, è anche libero di auto eliminarsi, se la sua volontà non può essere bloccata, impedita, ma sapere di essere malato o comunque positivo a questa "bestia", perché è come l'incarnazione di Satana, provocando lesioni gravi o persino gravissime alla collettività, deve essere rinchiuso in un carcere dismesso, così che non ci sia nessuno e, in Italia ce ne stanno parecchi disseminati soprattutto nelle nostre isole.

Se entra in scena il fatto doloso o colposo, che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno e se poi si ravvisa un tentato omicidio plurimo, volontario come anche involontario, vale il cosiddetto principio del "neminem laedere".

Nessuno ha il diritto di danneggiare nessun altro. Si costituiscono reati penali e civili ben precisi, anche da parte di chi appartiene ai cosiddetti "corridoi umanitari", adesso, pericolosissimi per l'intera comunità. La scena del crimine diventa così evidente che la pubblica autorità ha l'obbligo di intervenire, senza che attenda autorizzazioni da altri livelli istituzionali, ovvero quelli politici!

Non se ne verrà mai fuori se i contagi avvengono per "superiori atteggiamenti", diciamo, indirizzi di voler garantire certi diritti... che poi vanno a nuocere la salute pubblica. I focolai che si ripresentano molto maldestramente non incrementano solo lo stagnarsi di una pandemia, ma generano pure lo schianto totale dell'economia. Ci vuole poco per capirlo, o no?

Dei contagiati in questa maniera e di quanti potranno esserlo in futuro è solo una o più catene cui dovrà provvedere, non con poche difficoltà, il Sistema sanitario nazionale, delegando ai servizi sanitari regionali. Non ci possiamo permettere che continuino anche ad arrivare persone solo perché le si devono salvare...

Se non si è capaci, ma con decisione e molta fermezza, cosa che non vedo più da anni, semplicemente, perché non esiste volutamente, l'atto di imporre normali regole, che non sono straordinarie, allora al buonismo, pure ipocrita e falso, sarà inutile poi lagnarsi o piangersi addosso, perché, mi limito solo a dire che l'imprudenza sarebbe non solo cieca, ma da perfetti incoscienti, da parte di chi sa e non si adopera per fermare, sospendere, almeno, ingressi di stranieri, che non sono soltanto extracomunitari!

Chi diffonde il contagio va recluso