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«Attacco alla diligenza cattolica»

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Monselice, 21 luglio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

In Europa bruciano le cattedrali. È successo, per ora, a Parigi, con la chiesa di Notre Dame e qualche giorno fa a Nantes, dove è andata in fiamme più di un terzo di un'opera anche monumentate, gotica, ovviamente, con danni non solo alla basilica (nella foto), ma a diversi oggetti molto antichi, distrutti e mai più recuperabili.

Hanno ucciso, sgozzato, un prete, il povero Jacques Hamel, il 26 luglio 2016, a 85 anni, mentre celebrava messa, di fronte ai suoi parrocchiani cattolici, a Saint Étienne - Du Rouvray, in Normandia e, sempre in Francia, un altro sacerdote, il 26 dicembre 2019, con un crocifisso piantato alla gola, Roger Matassoli, a soli 40 anni, a Froissy, in Piccardia, ha dovuto dire addio, così, alla sua missione scelta.

Non mi sono noti altri "accidentali" incendi di chiese cattoliche in altri Stati europei, come anche preti, morti ammazzati, con ferocia bestiale. La mano di questi continui episodi, per i tempi che corrono nel volerlo scrivere, benché, a pensarlo, la libertà non potrà mai essere attaccabile, tuttavia, per ragioni di opportunità, è meglio che io sintetizzi con un sommesso, rassegnabile... "omissis".

Meglio non avere "rogne" o andarsele a cercare, anche se la verità non è poi così difficile immaginarsela, soltanto leggendo il titolo che ho voluto attribuire a questo mio pensiero. Nel frattempo proseguo: ci sono talune scelte politiche, mirate, non in Europa, discutibili però, finché si vuole, che non m'impediscono di pensare che siano state congegnate "ad arte", solo per provocare l'intero Occidente, dove la mossa si è diretta su un antica chiesa, che pur rappresentando la fede Cristiano-cattolica, di rito bizantino e successivamente ortodosso, poiché dismessa nel suo esercizio spirituale, in quanto, fino a ieri si trattava di una realtà museale, un Capo di Stato ha pensato e comunque è stato nel suo pieno diritto farlo, di riconsegnare la basilica di Santa Sofia di Istanbul al suo passato di moschea, purché ritorni in pieno esercizio ad opera di altri fedeli. In tutto ciò che ho scritto, ma che vorrei lasciare intendere tante cose, Papa Francesco cosa dice?

È dispiaciuto, sembra aver profferito all'Angelus domenicale, dalla sua finestra, affacciandosi al colonnato del Bernini, sulla piazza di San Pietro in Vaticano, davanti al consueto pellegrinaggio. È probabile che sia veramente addolorato? E chi lo può dire! Per me non batte ciglio, non un cenno di lamento, non un grido di rabbia, figurarsi uno scatto di reni, come invece era solito avere un suo predecessore, riconosciuto Santo. È così: "mala, ma molto mala tempore currunt".

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