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I migranti sono alla ricerca del "sogno italiano"

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Monselice, 1 agosto 2020. – di Adalberto de' Bartolomeis

Adesso il governo se n'è accorto! Ma guarda un po'! Sono però anni che la politica nazionale, principalmente, facendo orecchie da mercante, ha allargato le braccia su suggerimento anche di questo Papa, Bergoglio, di emulare quanto di più Cristiano e Cattolico tutto il mondo appartenente a questa Fede professa: imitare la Madonna che a braccia aperte accoglie tutti.

Solo che ne il sommo pontefice, ne la politica di questa Nazione rappresentano la Madre di Gesù. La misericordia, quella che non è certamente divina, deve anche sapere incontrare il senso obiettivo della realtà delle cose e quindi dare, categoricamente il proprio valore ad un limite del diritto nel permettere una continua emigrazione, che oltre ad intravederne una nuova del XXI secolo, la costante, persistente accoglienza, a mio avviso, si configura devastante e persino illegale.

Chi sbarca, come sta accadendo, continuamente, in queste ore, pensa di rincorrere, ma illudendosi, il "sogno italiano", da parte di chi arriva dall'Africa, non certo più da parte degli italiani. Da questa parte non c'è più: è finito da un pezzo!

Gli americani sono abituati a vivere una loro strana democrazia nel culto del "sogno americano", ma i tunisini che arrivano adesso, pure, con il barboncino a guinzaglio, altri, agli occhi di tutti che sono ben in carne, vestiti accuratamente, belli, sani, pasciuti e robusti, con occhiali da sole, magari griffati, saranno delle copie, comunque non sono emaciati, non sono smunti o scheletrici, mi sia consentito il termine che lo vedo più che appropriato: hanno solo evidenti segni di paraculite acuta, quella sì! Sanno, ancora prima d'intraprendere il loro "sogno della speranza", che qui sverneranno quanto vorranno, molto bene, ma soprattutto oltre ai normali limiti della libertà, facendo quello che a questa gente più converrà e, naturalmente, tutto a spese di "zio pantalone", cioè dello Stato, ovvero di noi contribuenti.

Chi ancora ha il coraggio o la mancanza di pudore di venirmi a dire che ..."poveretti fuggono dalle guerre..." sospetto che sia, a questo punto, o un incosciente, o peggio, non tiene conto delle conseguenze oggettive di difficoltà a poter integrare tutti: è impossibile. Mi viene da pensare che questa smania di accoglienza abbia la complicità di una strategia ordita da tempo, pianificata e programmata. In una depauperante mentalità che appartiene ad una strana ideologia, mi limito a semplificarla in un termine, noto agli italiani, del "volemose bene tutti", che è divenuto l'andazzo di un certo modo di pensare che, politicamente ha molto dell' ideologico e sempre più allargato, oltre i nostri confini nazionali, con la complicità di chi detta regole all'Italia, ma da dove le detta se ne guarda bene di sobbarcarsi ogni giorno gente che arriva in questa strana Europa!

Non mi è difficile sospettare che questa situazione di un fenomeno sociale così gigantesco sia, sostanzialmente, mirato e teso ad un piano ben preciso: accelerare, appunto, un'evidente globalizzazione multi culturale, all'ammasso che, di soppiatto, continuando di questo passo, estrometterà gli italiani, tutti ed un giorno, in un Parlamento, non più italiano, gli eletti dal popolo saranno coloro che stanno adesso ringraziando chi, a braccia aperte, li accoglie, tutti, ma proprio tutti! Chissà mai quanti ancora, con piena soddisfazione da parte di chi sbarca, sia che si tratti di un benintenzionato, come altrettanto di un malintenzionato, oppure di un clandestino, o di un profugo, oppure di una vittima, o di chi viene salvato da annegamento sicuro, giungeranno "nei nostri porti sicuri?" Forse milioni.

Ammettendo che la politica nazionale e quindi l'Esecutivo riesca, mediante le istituzioni preposte al controllo degli sbarcati ad individuare e classificare le condizioni in cui si presentano e che ho elencato, chi continua a scegliere l'Italia come prosecuzione della propria esistenza non riesco a trovare quale livello d'importanza debba avere questo aiuto umanitario. La realtà è una sola: l'obiettivo di chi preferisce lo Stato italiano anziché altre Nazioni è teso a volersi assicurare un avvenire che, con tutta franchezza, non vedo come lo possa realizzare e non me ne voglia chi legge questo mio scritto, se diventa anche inevitabile il mio pregiudizio ad un fenomeno sociale di massa che va a sovrapporsi a realtà di una società sempre più complessa.

Non si può continuare a fare finta di niente e girare sempre la testa dalla parte dove fa più comodo perché nel frattempo che cosa ci ritroviamo? Stupri, sempre più diffusi, spaccio di droga, fughe continue dai centri di accoglienza, violenze che si perpetrano e che, di fatto, vediamo, non si possono prevedere, perché il controllo stesso diventa impossibile. Da parte di questa gente esiste un rifiuto totale a volersi integrare, non soltanto perché, di fatto, diminuisce pure lo spazio vitale, ma perché, molti giungono animati anche dal disprezzo verso la nostra cultura italiana ed occidentale. Ma allora che razza di società sta diventando la nostra?

Una società balorda, squinternata, retta dal mal costume e semplicemente dal degrado di una civiltà, come, in fondo, fu anche per quella dell'antica Roma. Corsi e ricorsi storici, insomma, si ripetono e noi li stiamo vivendo. Egregio Direttore non è poi così difficile essere profetici, come lo fu lo stesso Giampaolo Pansa, nel suo ultimo libro incompleto "L'Italia si è Rotta", uscito nel mese di giugno scorso ( Edizione Rizzoli), titolo mai più veritiero di così! L'autore aveva previsto anche quello di cui l'ipocrisia finisce dove da tempo, però, follemente, si nasconde l'indignazione. Un ex ministro rischia di essere processato e più volte magari, con sentenze di condanna, mentre gli italiani, se non hanno le mascherine, vengono multati, ma per chi viene dall'Africa, i nuovi ospiti diventano "sacri". Guai solo ad esprimere considerazioni o critiche su di loro: vieni tacciato di razzista e rischi di essere perseguito soltanto se apri bocca!

L'esasperazione, appunto, dell'assurdo è che anche un'esposizione come questa, la mia, arrivi a dare fastidio, solo perché pongo in evidenza delle realtà che sono così evidenti, perché inconcepibili, inconciliabili in un obbligo di doverle accettare e condividerle! Esisterà ancora la piena libertà di poter totalmente dissentire questo modo di gestire esodi di masse delle quali non c'è proprio una fine? A questo punto mi viene da sospettare che tutto ciò abbia uno scopo ben preciso, per cui e intenzionale: portare alla distruzione questa Nazione!

Sì Direttore: distruggerla, dissolverla se non viene posto un rimedio autorevole ed efficace che non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con il discriminare o altro di cui qualche politico si è messo in testa, inventandosi percorsi di legge da fare approvare, freneticamente, solo perché, addirittura, aberrante che ciò sia confermato in un ordinamento democratico che non lo prevede, il confine tra i reati di opinione e la libera espressione rischia di non esistere più, perché vorrebbe essere abbattuto, come il Muro di Berlino e allora mi domando: in quale direzione stiamo andando? Quale posto occupa la nostra Democrazia? Me lo sai dire tu, Direttore?

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