Come è stato vissuto lo smart working in Trentino

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Trento, 9 settembre 2020. - Redazione

Lo smart working è stata una tendenza imposta dalle contingenze attuali e molti italiani si sono ritrovati a lavorare da casa senza averlo mai fatto prima. In alcuni paesi stranieri la possibilità di lavorare dal proprio domicilio e conciliare così gli impegni familiari e domestici è all'ordine del giorno ma in Italia, per molti lavoratori, ha rappresentato un'assoluta novità.

Come si sono trovati i trentini al riguardo? Sono stati in grado di essere ugualmente produttivi lavorando dal proprio salotto o cucina e magari gestendo figli e una routine completamente nuova? Se lo è domandato il Coordinamento industria della Cisl del Trentino che ha realizzato tra fine giugno e inizio luglio uno studio sullo smart working degli ultimi mesi intervistando dipendenti di aziende di ben 11 settori del manifatturiero della regione.

Utile a risparmiare tempo

Le persone coinvolte sono state un totale di 238, il 64% uomini e il restante donne, di età compresa tra i 25 e i 55 anni. Più del 90% ha dato un giudizio positivo sull'esperienza e vorrebbe proseguire lavorando da casa anche in futuro, consapevole tuttavia delle difficoltà nel conciliare impegni professionali e familiari. Il 40% delle persone, di entrambi i sessi, che hanno preso parte a questa indagine ha affermato di essere la persona che si fa principalmente carico o che condivide in prima persona gli impegni familiari. Uno dei vantaggi principali del lavorare da casa è la possibilità di risparmiare il tempo che si spende solitamente per raggiungere il luogo di lavoro, il 63% dei soggetti intervistati tarda meno di mezz'ora per andare e tornare dal lavoro, solo il 9% impiega oltre 60 minuti.
Secondo lo studio, inoltre, non esiste ancora alcuna regolamentazione ufficiale sullo smart working, soltanto 6 aziende dispongono già di un accordo collettivo stipulato con i sindacati.
Per quanto riguarda la produttività, circa la metà delle persone ha dichiarato di aver lavorato durante gli stessi orari di lavoro che è solita svolgere in sede, il 39% sostiene di aver lavorato più del solito mentre il 12% di meno.

La tecnologia dietro lo smart working

Per la maggior parte dei lavori odierni è sufficiente disporre di un PC (o installare a casa quello che si utilizza solitamente in ufficio) per accedere a programmi aziendali o per comunicare con colleghi e superiori e coordinarsi sui compiti da portare a termine. Dalla pubblica amministrazione alle grandi aziende private, moltissimi enti italiani hanno permesso ai propri impiegati di lavorare da casa. Soprattutto le aziende più moderne e digitali, come Starcasinò.it che si occupa di giochi da casino digitali (come: jackpot, slot ecc. ecc.), che hanno permesso di continuare il proprio lavoro anche senza recarsi in ufficio. Esistono software per monitorare l'efficienza dello smart working, utili soprattutto se si lavora in team estesi e con tanti aspetti da tenere in considerazione. Ad esempio Slack, Riot e Wire sono degli ottimi servizi di comunicazione di squadra. Per chattare o fare videochiamate in tempo reale alcune delle alternative più valide sono rappresentate da GotoMeetings, Google Hangouts oppure Microsoft Teams.

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