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Stanno morendo di strazio

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Monselice, 29 settembre 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Sono gli anziani nelle case di riposo, l'ultima dimora e l'ultimo domicilio prima di andare avanti, dipartire. Ci voleva questo stra maledetto Covid-19 a fare aumentare i problemi che da tempo sono noti a tutti, nella disfunzionale gestione delle RSA.

Sembra che manchi tutto: personale infermieristico, medici, assistenti sociali, psicologi, cuochi, perché sono anche scappati, si sono licenziati, per paura di un contagio multiplo. Le misure che sono state disposte dal governo sono orrende: restrizioni a tutti, ai parenti che chiamano i loro cari con il telefono o facendo videochiamate, perché o viene ancora impedito di vederli, in quanto potrebbero portare il virus dall'esterno, oppure vengono fatti entrare con il contagocce, contingentati.

In certi casi le visite risultano ancora proibite; dipende dalla sensibilità del Direttore della struttura se ha capacità di trovare delle soluzioni. I dirigenti sanitari che sono per lo più medici si trovano da soli con queste persone che una sola cosa hanno capito: l'ingiustizia della natura si fa beffa sull'ingiustizia di una burocrazia demenziale e per incapacità, inerzia o lentezze a voler risolvere i problemi si lasciano andare, fino a morire, non mangiando più e spegnendosi, quindi, come delle candele.

Insomma, pare che siano stati dimenticati e loro, dei quali la maggior parte non è più autosufficiente o presenta altre problematiche di salute, si fanno scivolare verso la fine. Se già si trovavano in compagnia del tormento dell'anima, la depressione, per varie ragioni e i familiari altro non potevano che destinarli in questi ultimi soggiorni, senza ritorno per progressiva perdita di recupero, la psiche agisce ed accelera la "soluzione finale" ai problemi che divampano: annienta prima il corpo e poi lo spirito.

Se prima percepivano di doversi adattare in una realtà di solitudine a tempo, adesso con questa pandemia che ha portato, appunto, migliaia di problemi, essere ancora più soli li fa vivere come se fossero in tante celle, in isolamento, come degli autentici carcerati e il tempo della fine della loro esistenza diventa come se si trattasse di un'eutanasia. Non sarà atroce tutto questo? Indegno e vergognoso per una società che la si vuole definire civile. Si è pensato al plexiglas per le spiagge, possibile che per loro non ci sia nulla da fare? Certo, comprendo che la soluzione non sia semplice, ma da oltre otto mesi continuare ad emanare linee guida da parte delle ASL che sono per lo più di difficile interpretazione come si presentano, quasi assomiglino ai geroglifici egiziani e pertanto necessarie del "traduttore", perché incomprensibili l'applicazione delle disposizioni diventa poi penosa.

Mi domando allora perché negargli il rapporto umano? È una tortura senza motivo. Ci sono poi i disabili tra queste vittime silenziose. I familiari che riuscivano a passare i pomeriggi con il genitore gravemente colpito da questa patologia, a causa del virus, sono impotenti per il muro di una burocrazia che gli impedisce di rivederli e questi poveretti si stanno facendo morire di strazio. Ci sono casi pietosi di anziani che salutano i figli o nipoti affacciandosi alle finestre delle stanze e con la mano fanno cenni che solo a descrivere le scene che si presentano sono di uno sconforto lancinante. Alla fine di tutto ciò che scrivo cosa serve ancora? Sempre di nuove linee guida, subito e sarà inevitabile che la burocrazia dovrà sbloccare questo terribile impasse.

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