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Nel nome del Covid-19

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Sotto silenzio della popolazione succube i preparativi per nuovi attentati alla Libertà, tassa patrimoniale e limitazioni dei diritti

Trento, 1 dicembre 2020. - di Damiano Luchi

Ancora una volta la libertà di spostamento, lavoro e vivere serenamente verrà calpestata per decreto da un Governo che tuttavia pensa contemporaneamente a tassare con una importante patrimoniale un' economia giù messa in ginocchio e che rischia di non riuscire più a risollevarsi.

Il virus Covid-19 non va preso sottogamba ma non può nemmeno diventare un'arma contro i Popoli senza che nessuno alzi la testa.

Si dà per scontato che il virus di questa grave influenza debba modificare per forza le nostre vite, ma è davvero utile limitare i nostri tanto preziosi diritti cosi?

Tante persone si sono accorte delle molteplici e palesi incongruenze nei divieti governativi e nella logica dell'esecutivo, ma in pochissimi si sono ancora ribellati in modo efficace ed altri, seppur spinti da un comprensibile timore, si sono alleati al rispetto più rigoroso di ogni norma, anche quella apparentemente più ingiusta e liberticida.

Ci sono commesse dei supermercati che si sentono degli sceriffi nel gestire il traffico dei clienti che affollano i negozi mentre i ristoratori vengono messi in ginocchio con regole che farebbero chiudere anche i più appassionati.

Nel 1776 Benjamin Franklin, padre fondatore degli Stati Uniti d'America e uomo illuminato esordiva con una massima molto significativa: "Chi è disposto a cedere i propri diritti fondamentali in cambio di briciole di sicurezza non merita nè la libertà nè la sicurezza".

E' veramente difficile capacitarsi di come a pranzo il virus non circoli nei ristoranti per comparirvi la sera, di come in alta montagna sulle piste da sci sia possibile intravedere dei rischi che invece su metropolitane ed autobus sono realtà evidenti.

Anche il Signor Bergoglio, che pur occupando il Soglio di Pietro da molti anni ormai, si è schierato a favore di una patrimoniale, proferendo ancora una volta ingerenze nelle cose di "Cesare" e non considerando che la Costituzione del nostro Paese non è comunista ma tutela la proprietà, il lavoro e chi produce.

Secondo Papa Francesco occorre infatti costruire una "nuova giustizia sociale partendo dal presupposto che la tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto e intoccabile il diritto alla proprietà privata" e ne ha sempre invece sottolineato "la funzione sociale".

Il Governo farebbe meglio a farsi sentire in Europa con tutte le multinazionali enormi che hanno sede nei paesi dove hanno vantaggi fiscali tali da farci vergognare, contro i grandi elusori fiscali lasciando perdere quanto è stato costruito coni sacrifici che le famiglie italiane hanno fatto per generazioni.

Il covid-19 è una brutta storia non solo di emergenza sanitaria ma anche di manipolazione delle informazioni e nella quale vi sono molti che fanno profitti ingenti, con tamponi, vaccini e mascherine e da parte di molti fedeli ci si sarebbe aspettato che un Papa consolasse e pretendesse chiarezza, ricordando magari le Scritture, in particolare quelle sulla menzogna ed i disegni inqui "Sei cose odia l'Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli." (Pv 6:16-19)

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