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Il comunismo peggio del Covid

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Monselice, 5 dicembre 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Io credevo che il comunismo in Europa, principalmente, quello sovietico, fosse finito con la caduta del Muro di Berlino e quindi una trentina di anni fa. Il PCI italiano, quello delle note Botteghe Oscure incassavano a pioggia rubli da Mosca.

Ma in fatto d'incassare quattrini la "consuetudine" era antica, perché già con la resa incondizionata della Repubblica Sociale Italiana, nel 1945 affluirono nelle casse del partito comunista italiano tanti di quei soldi che, per conto di poco illustri, ma soprattutto poco onorevoli, per aggiungerci, anche, disdicevoli, squallidi personaggi politici di quell'epoca, molto noti, troppo, fecero cose talmente indicibili, solo perché speravano di aggiudicarsi la vittoria alle elezioni nel 1948.

Per fortuna ciò non avvenne, ma siccome la sicumera della nomenklatura di partito è sempre stata forte, il potere che riuscì a manifestare ed esercitare fu tale da condizionare intere generazioni successive, fino ai giorni attuali.

Prova ne fu che nonostante gli schemi politici vennero stravolti nel 1994, dopo le faccende di Mani Pulite, Silvio Berlusconi cercò un trasformismo, più formale che sostanziale, ma determinò pure un fenomeno stravagante: quasi ogni partito finí in galera con molti propri uomini, mentre il PCI si andò a sedere al governo.

Costoro cambiarono nome più volte, a partire da Achille Occhetto, ma hanno e continuano, tuttora, a conservare la propria formazione marxista. In altri termini, i sovietici sono stati sconfitti, la Germania si è riunificata con un Parlamento più liberale che progressista, mentre i compagni italiani continuano ad essere sempre gli stessi.

Incredibile, ma è così. È come se fosse avvenuto un "passaggio di mano", di volere "tramandare" ai giovani politici di oggi l'ideologia stalinista. C'è persino qualcuno che persiste a presentarsi, puntualmente, alle elezioni ancora con il simbolo della falce e martello. È così. In Italia è così.

Li vediamo, purtroppo, li ascoltiamo pure, tutti i santi giorni e non fanno che rilanciare sempre i soliti, stessi, luoghi comuni del passato: idee antiquate, ma rese immortali, anche perché si fondono con la sinistra genericamente cattolica, pauperista, socialistoide, falsamente democratica, sorretta, poi, anche dal capo della Chiesa romana di turno e che è tutto dire... Tanto si considerano gli eredi e prosecutori di un comunismo, solo bendato, ma che nei modi, nei discorsi e nelle disposizioni che danno, altro non fanno che inculcare il fumo progressista che avvolge le vite di tanta gente, che di politica, persino non ne vuole sentire parlare e ne ha tanto disgusto.

Sono riusciti ad infondere il cosiddetto "pensiero unico", con la passione per gli immigrati, per gli omosessuali, i transessuali, il politicamente corretto che è diventata una forma moderna di censura. In pratica i cittadini sono talmente condizionati dal pensiero unico che porta a disprezzare chi non si adegua al sempre più dilagante e massificante conformismo.

Come mai è potuto accadere una cosa simile in Italia? Ma perché c'è sempre stata una virulente tendenza a non volere mai chiudere con il passato di un regime, quello fascista, una guerra, l'antifascismo, i partigiani, la Resistenza e molto altro ancora!

C'è sempre un 25 aprile che deve "trionfare" su strani "ex fascisti" che, secondo certa gente, esistono ancora. Pazzesco! E così e si dia il caso che il vero anticomunismo non si sia mai organizzato e i risultati sono le elezioni politiche nazionali, prima di quelle regionali.

Niente da fare: il massimalismo si è mimetizzato e non cessa d'inquinare le menti e soprattutto i comportamenti, al punto che ne è diventato un vizio italiano. Ecco perché oggi, a distanza di decenni, siamo ancora a parlare, per esempio, di patrimoniale e molto altro... e quindi mai e poi mai un centrodestra flebile, poco agguerrito, potrà aggiudicarsi, un giorno lontano, molto lontano, la piena governabilità.

Ci sono individui che il comunismo ce l'hanno persino nelle budella ed altri personaggetti, figuri che sono ancora lì a sognare il più squallido leninismo. Cosa potremo mai aspettarci se la stessa reazione a questa sinistra che impera e comanda è, ripeto, debole, fiacca, poco reazionaria nel ruolo che gli stessi elettori hanno confidato ed ancora confidano in loro?

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