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Gli eventi prevedibili sono meglio che non ignorarli

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Monselice, 6 aprile 2021. - di Adalberto de' Bartolomeis

Nell'avvicinarsi al quarto di questo secolo, abbiamo, purtroppo, constatato che continuano ad espandersi sempre più le malvagità degli umani, con altrettanti malanni che questo Pianeta continua a dare.

Se ci limitiamo alle malefatte dell'uomo, le stesse sono innumerevoli, ma le più cronologiche sono gli attentati più disparati, legati da fanatismi incomprensibili, per poi passare alle continue guerre, sparse, un po' di qua ed un po' di là, alle persistenti minacce di ogni tipo: da quelle terroristiche a quelle politiche che sono talmente virali, a cui si è aggiunta nella sua piena accezione del termine virale una pandemia che risulta difficile da gestire, perché è diventata il nemico numero uno in tutto il mondo e comincia a detenere il suo primato in quantitativo di costi umani ed economici, devastanti.

La seconda guerra mondiale la ricordano a distanza, sempre più lontana, chi quel conflitto l'ha visto e subìto e vivono i grandi anziani che però, uniti a chi lo sono meno, o non lo sono affatto, non sorridono più perché adesso c'è questo nuovo nemico, molto subdolo, ingannatore ed invisibile.

È un virus micidiale che un giorno verrà ricordato come un altro conflitto. Si chiama Sars-2 Covid-19. Solo a scriverlo mette paura e intanto è un anno e mezzo che tutti siamo dentro fino al collo, perché come è arrivato è pure difficile fare pronostici scientifici di quando se ne andrà via. Non fa distinzioni di età perché quando intacca infetta e diventa di una spietatezza tale con chi vuole lui, perché è purtroppo letale. I decessi sono tanti e non c'è verso che cessino, nonostante tutto l'impegno che la sanità mondiale ci stia mettendo per strappare chi, più sfortunato, si trovi tra la vita e la morte.

Con patologie o senza, mi sembra che se l'organismo presenti immunodeficienze di fragilità in soggetti che, in aggiunta hanno problemi di salute, le speranze di vita siano molto poche e solo l'impegno medico-sanitario, che sembra spingersi fino all'inverosimile, renda questi operatori proprio degli "Angeli" mandati da Cristo! Questo Covid-19 è diventato il nemico in una realtà dove si sta vivendo proprio male. Ogni sforzo scientifico sanitario per poterlo scacciare a livello mondiale ha messo in moto una vera macchina da guerra. Con la creazione dei vaccini che tuttora sono esperimentali e quindi fatti, però, necessariamente, di corsa, si conoscono poco i contenuti di ciascuno di essi ed i foglietti illustrativi presentano un linguaggio che non è accessibile a chiunque.

Non si tratta di aspirine, ma di composti chimici-farmaceutici a cui ci si deve solo affidare, perché man mano che scorrono i mesi si spera che diventino sempre più immunizzanti contro un'infezione che però cambia sempre, muta e quindi anche questi dispositivi farmacologici devono "correre" affinché arrivino ad includere tutte le possibili variabili che questo virus riserva come incognite, sia che si abbiano stagioni fredde e sia che si abbiano stagioni calde.

Non importa: il virus c'è sempre e cade in errore, a mio avviso, chi è tentato di pensarla diversamente. Benché il Covid sia costantemente oggetto di studio, proprio per adattare, assicurare un maggiore perfezionamento di questi vaccini, le loro composizioni, se da una parte attestino che siano l'unica via d'uscita per scansare i rischi di contaminazione, dall'altra parte ci può essere sempre l'incognita che una metodica profilassi non possa escludere che nel tempo altri guai arrivino...

Allo stato attuale è così e mi sembra che al momento ci sia solo una liberatoria, chiamata anche atto di consenso, da firmare, quando si sta per ricevere la o le dosi, a seconda che si trattino di una o di due, a distanza di qualche settimana. Le azioni dei governi, sorrette da parte di chi può solo suggerire a loro come saper parlare alla gente su questi interrogativi che non possono escludere, a priori, che la collettività non abbia dei dubbi a riguardo, farebbero bene a non limitarsi nel fornire soltanto il numero di gente che viene vaccinata quotidianamente con un preparato farmacologico di un tipo o di un altro e seguendo criteri di priorità anagrafiche, per fasce di età più deboli e meno deboli. Io ritengo che sia doveroso che le autorità politiche istituzionali informino anche nel dettaglio ciò che viene iniettato e pertanto diano maggiori garanzie che questi vaccini siano somministrati rispettando scrupolosamente determinati criteri e che non vadano a nuocere con possibili alterazioni organiche, nel tempo.

Non si può escludere che ciò non avvenga, come altrettanto non si può escludere che anche con l'immunità, cosiddetta di "gregge" non si acchiappi ugualmente il virus! Purtroppo, dalla somministrazione di questi vaccini, gli effetti collaterali, per il momento, non sono stati esclusi, sia dai più lievi a quelli che sono anche diventati letali e perciò non è corretto che non se ne parli, solo perché la priorità è vaccinarsi a prescindere e quindi affidarsi alla speranza di ritrovarsi, sì, fuori dal virus, un giorno, ma non con altri problemi di salute, però! Più di qualcuno potrebbe anche dire: "vivi intensamente l'oggi che il domani non puoi sapere come sarà!" Per adesso è così: che si faccia o non si faccia il vaccino altre soluzioni, fuori dalla "logica salviamoci tutti", seguendo le indicazioni istituzionali, non esistono.

Il rischio che pavento per chi, per vari motivi, non riesce ad essere vaccinato o si rifiuta, potrebbe essere la discriminazione sul piano sociale come altrettanto su quella lavorativa. Brutto affare se si arrivasse a questa realtà! Sarebbe un disastro su scala mondiale perché chi sarà vaccinato e dovrà ripetere i continui richiami per una durata che non è conosciuta avrà una specie di "passaporto" che lo distinguerà da chi, invece, non lo avrà. Solo che così ci saranno cittadini di "serie A", cittadini di "serie B" e cittadini di "serie C". Ai primi sarà consentito un ritorno alla vita più o meno normale; ai secondi assolutamente "NO", perché subentrerà pure il pregiudizio sociale al punto che potrebbe paventarsi per loro l'ipotesi che non potranno nemmeno recarsi in un bar o peggio, non avere più rapporti affettivi tra gli stessi familiari, amici o conoscenti! A coloro, invece, che troveranno collocazione in un'altra lettera dell'alfabeto, la "C", non resterà che restare "inchiodati" sul gradino della scala sociale con la qualifica di "ultimi tra gli ultimi", perché o indigenti, o affamati, o senza tetto, oppure non censiti, in quanto immigrati a vario titolo, dai regolari a quelli irregolari e quindi clandestini, a piede libero, permanente.

Ecco dove questo virus ci potrebbe portare, lasciandoci alle spalle tanti sacrifici da parte di tutti, tanta desolazione ed una considerevole frustrazione, semprechè, vivendo sotto la "spada di Damocle", si abbia, anche, una buona dose di fortuna di non ammalarsi! Tutto ciò però cosa comporterà? Il fenomeno che è già molto evidente dell'egoismo aumenterà fisiologicamente e diverrà talmente incontenibile che arriverà a portare le civiltà a livelli di un degrado e di un imbarbarimento dal quale mi limito a dire che potranno esserci, già alla base degli stessi atteggiamenti umani, dei grossi mutamenti sociali, di ordine mondiale.

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