Il MART dispensatore di "Resilienza"

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Trento, 4 maggio 2021. - di Giannantonio Radice

Fino a poco tempo fa quanti di noi conoscevano il significato preciso di resilienza? Credo in pochi; una tollerabile ignoranza, peraltro, figlia di un termine inusuale e di scarso utilizzo ma prepotentemente riesumato dalla recente predisposizione del PNRR acronimo di Piano Nazionale Ripresa e Resilienza.

Così tutti a consultare il vocabolario dal quale abbiamo rilevato che trattasi, in senso lato, della capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Le modalità per raggiungere lo scopo sono naturalmente innumerevoli e abbracciano i più ampi e diversificati ambiti; spaziano da interventi di sostegno economico indirizzati a comparti produttivi ad altri ispirati al miglioramento del welfare e così via.

Ma ce ne sono altri efficacissimi e direi indispensabili che possono fornire un' accelerazione idonea a riconquistare una positività e un equilibrio interiore che da troppo tempo abbiamo scordato. Il propellente è innanzitutto rappresentato dalla ricerca da parte nostra di riavvicinarsi finalmente, con mente libera e disponibile, a quegli aspetti del nostro vivere che sono necessari per fare da contrappeso a cattivi pensieri e preoccupazioni. La nuova gioia di una gita in montagna o al lago, la visione di uno spettacolo cinematografico, la ritrovata partita a calcetto con gli amici sono esempi che bene interpretano questo auspicabile nuovo percorso da intraprendere.

Ma un ulteriore e, a mio parere, più completo aiuto che ci può essere riservato è quello offerto dalla frequentazione di chi può proporre cultura nel senso più ampio e completo; Musica, Teatro, Letteratura, Arte.

Il MART ha riaperto finalmente i suoi battenti e questa volta ci auguriamo in via definitiva. Visitare la mostra appena inaugurata – assolutamente da non perdere- dà risposte nei termini sopra evidenziati poiché non solo permette di vivere emozioni coinvolgenti, ma trasmette messaggi di capacità e speranza che trascendono la normalità. Poter idealmente colloquiare, a pochi centimetri di distanza, con giganti dell'arte come Raffaello, Picasso, Dalì e de Chirico immersi in una cornice dove sapienza e cura nell'allestimento si fondono con la bellezza e l'immortalità delle opere, annulla il divario che potrebbe esistere fra un genio e un comune mortale, stimolando il desiderio di una emulazione che probabilmente non si raggiungerà ma che sarà stimolo ad un personale impegno nella propria singola realtà.

La percezione di ciascuno sarà naturalmente diversa perché diverse sono le sensibilità, ma sicuramente ciascuno uscirà dal "Terapeuta" MART arricchito e rincuorato.

Il MART dispensatore  di