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Poliarchia politica italiana

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Monselice, 27 settembre 2021. - di Adalberto de' Bartolomeis

È l'attuale esercizio del potere esercitato da una pluralità di soggetti politici. Attualmente, nel governo italiano ci sono, intanto, due "autorevolissime" persone le quali rappresentano due importanti organi istituzionali dello Stato.

Queste persone stanno dimostrando di essere molto "sinergiche fra loro", nell'espletamento dei loro ruoli. Sono ben coordinate, risultano scrupolose nella cosiddetta messa "a punto" giornaliera, delle loro dichiarazioni pubbliche, tese a disporre tutte le misure possibili e necessarie affinché, in attuale regime pandemico, sempre queste due alte figure istituzionali risultino al mondo intero quanto "brave"siano!

Mi sembra di immaginarmele come due "diligenti" scolari, compagni di primo banco di una classe di una scuola rinomata. Ne discende, perciò che, con l'autorità del loro "proficuo" contributo, ci siano sempre, costanti, stime "aggiornatissime" di dati statistici quotidiani, affinché l'intera popolazione italiana, unita, immagino, necessariamente, ma ritengo anche doverosamente ai profughi, si attenga "timorosamente" alle disposizioni che i due signori impartiscono. Il presidente del Consiglio dei Ministri e il ministro della Salute Pubblica risultano essere, per l'appunto, molto attenti e meticolosi nell'emettere, distintamente, DPCM o decreti legge e, di concerto, dettagliate circolari che, tutti insieme, indichino ed aggiornino detti provvedimenti di Stato, come, per esempio, un buon panificio tiene, scrupolosamente a sfornare tutti i giorni il proprio pane fresco.

Le disposizioni che curano con doviziosa diligenza, ormai, tassativamente, non escludendo nessuno, sono, appunto, volte a "tutelare" tutte le categorie sociali, ma in particolare quelle economiche. Questo genere di potere va anche detto, però, che a mio avviso, sta altrettanto esasperando un clima di forti tensioni il cui accostamento ricorda epoche che non nomino, in quanto sta producendo ampi solchi di veri e propri schieramenti ideologici, divisioni e spaccature, forse, ancora appesi ad un libero pensiero, sempre che questo riesca a durare. Ha un preciso nome: si chiama emergenza più politica che sanitaria e verrà procrastinata ad un limite temporale che non è dato conoscere, ritengo, fino a quando anche un solo malato di Covid-19, uno solo, sarà ricoverato in un ospedale italiano.

Algoritmi, dati statistici in costante aggiornamento e comunicati per mezzo dei media faranno, puntualmente, da garanti per un'informazione di "servizio pubblico", limitata ad una sperata diminuzione della pandemia. Pertanto, se andasse bene, inclusi annessi e connessi obbligatori al vincolo della carta verde, o chiamata con il suo corretto nome di lasciapassare - green-pass, si dovrà attendere alle prossime elezioni politiche del 2023, in scadenza dell'attuale mandato di questo governo. "Se andasse bene!" Ripeto: "se andasse bene." Si rassegni, pertanto, chi ancora è ingenuo, ma in perfetta buona fede, che la proroga dell'emergenza sanitaria decada il 31 dicembre 2021!

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