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Così si rischia di nuovo una guerra dei 100 anni

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Monselice, 21 giugno 2022. - di Adalberto de' Bartolomeis

La guerra dei 100 anni, per ricordare cosa fu, avvenne tra Regno d'Inghilterra e Regno di Francia e fu la guerra più lunga in Europa che abbracciò due secoli, il XIV e XV secolo, dal 1337 al 1453.

La guerra Russia ed Ucraina, si è capito, non avrà né vincitori, né vinti. La Russia di Putin, da come stanno gli eventi, ha invaso più del 20% dei territori ucraini, in aree geografiche già funestate da guerriglie di secessione, iniziate nel 2014. Tutta quella parte di territorio oggi è un ammasso di rottami di case, fabbricati, città, porti e campagne distrutte, le cui rovine, tutto lì odora solo di morte e distruzione, per cui ci vorranno decenni per bonificare e ricostruire daccapo. Crimea, Donbas, Odessa sono, nientemeno, aree di nessuno, anche per gli occupanti, come per gli strenui difensori dell'identità Ucraina.

Sono milioni le persone che hanno perduto casa e lavoro. Vivono, si fper dire, come terremotati sotto le bombe, non solo nell'area occupata, ma anche negli altri "oblast" del Paese, minacciati da continui attacchi missilistici. Un disastro, insomma. La prima domanda che rivolgo è all'invasore, Putin: come pensa di amministrare i territori che ha occupato, ammesso che le ostilità finiscano un santissimo giorno?

La seconda, ma anche terza domanda che rivolgo è a Zelensky, l'occupato. Come pensa di far finire questa sciagurata guerra, i cui effetti stanno ponendo in ginocchio, ai piedi di Cristo, un'intera comunità internazionale? Lui, l'operativo, in maglietta verde-oliva militare, volendo far fare il partigiano, civili e militari, in modo, peraltro, che non sia possibile distinguere chi siano gli uni e chi siano gli altri, a tempo indeterminato, ma come può continuare a pretendere, imperterrito, armi all'ammasso? In questa maniera si profilerà soltanto in verminaio di odi, rancori, vendette ed azioni terroristiche che rischierebbero di proiettarsi in avanti per intere generazioni. Il mondo ne sa qualcosa, solo per fare esempi, come l'eterno conflitto tra Palestina ed Israele. Ne sanno qualcosa gli italiani/tedeschi dell'Alto Adige o gli italiani/sloveni della Venezia Giulia e Dalmazia. Ne sanno qualcosa i nord-irlandesi cattolici e protestanti. Ne sanno qualcosa i sunniti/sciti dell'Oman e dell'Irak, i talebani in Afghanistan. Come pensano di costruire le autonomie delle regioni russofone o entrare nell'UE e, magari, poi, nella NATO i nazi-ucraini del famigerato battaglione Azov?

Tutti questi territori dovrebbero chiedere a chi, qualcosa, ne sa di indipendenza, sia pure a Statuto Speciale. I Paesi Baschi, ad esempio, o la Catalogna repubblicana, per non parlare dei paesi balcanici, reduci da conflitti etnici, religiosi e sociali, di proporzioni mai viste in Europa ed in tutto l'Occidente. A trent'anni dalla guerra di secessione, per esempio, della ex-Jugoslavia, non allineata, Sarajevo ancora oggi non risulta essere pienamente pacificata. Insomma, la guerra ucraina si avvia a diventare una seconda guerra dei cent'anni, in chiave moderna.

Una guerra che le cosiddette grandi potenze non sono assolutamente in grado di gestire e governare, perché non riescono a capire una cosa sola che ha carattere puramente storico: l'assetto geopolitico del 1945 era tutta un'altra faccenda. Non riescono a capire che se continuano ad intestardirsi sulla "logica di potenza" la stessa sarà solo fine a sé stessa e finirà per produrre solo lutti e disumanità. Perseverano con atteggiamenti che sono molto discutibili in tutte le parti contrapposte, con sentimenti che s'ignorano, si sbriciolano, non contano nulla, perché... loro, tutti dicono: "siamo in guerra, perciò tutto deve diventare asettico ed anafettivo".

Altro non faranno, invece, che fare trionfare la sopraffazione ed una violenza gratuita che continuerà a ribollire per anni, accumulando cenere su cenere. Di fronte ad uno scenario così triste e desolante avanzare "suggerimenti" diventa difficile. Forse è ..." meglio arrendersi e vivere da schiavi o resistere nelle trincee fino all'ultimo uomo"? Oppure..."tu, generale russo, massacra, compi genocidi e poi dai il cambio ad un altro tuo sostituito macellaio"... Ma ce n'è ancora: "finiamola di rimpinzare l'Ucraina di armi perché aumenta il prezzo del gas e le sanzioni comminate a Mosca si stanno rivelando un boomerang per l'intera economia occidentale".

Avanti di questo passo esiste solo il caos. Nel frattempo assistiamo ad uno spessore culturale che è quello che è, rappresentato da una miseria morale ed una miopia politica quasi assoluta. Siamo soltanto all'epilogo di una civiltà: sta finendo un'epoca, come d'altronde finirono, puntualmente, una ad una, tutte quelle civiltà del passato. Stiamo per assistere ad un'altra forma d'invasione, come fu quella dei barbari. Oggi, questa invasione, diventerà, forse, planetaria, da parte di un vero e proprio impero che sostituirà tutto, probabilmente, anche le persone: la Cina.

Così si rischia di nuovo una guerra dei 100 anni

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