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Daria de Pretis, altro pezzo da 90 della Corte Costituzionale, anche se non conquista la presidenza

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Svanisce il sogno della trentina che perde 8 a 7 nei confronti della 74enne Silvana Sciarra

Trento, 20 settembre 2022. – di Carlo Martello

Battuta al fotofinish da Silvana Sciarra, la de Pretis non ce l'ha fatta. La presidenza della Consulta va alla prima che resterà in carica fino all'11 novembre 2023. Daria de Pretis, confermata vicepresidente, ma nulla più. Il suo mandato di giudice cesserà anche per lei l'11 novembre 2023: il sogno presidenziale resterà nel cassetto.

Daria de Pretis, nasce a Cles il 31 ottobre 1956. Figlia di Dario, alla fine del secolo scorso, presidente della Banca di Trento e Bolzano e presidente di ISA (Istituto per lo sviluppo atesino), forziere della curia tridentina, moglie del giudice e politico Gianni Kessler (deputato dell'Ulivo allo scadere del 900 e poi all'inizio del terzo millennio presidente del consiglio provinciale di Trento infine responsabile dell'europeo Olaf, cognata di Lorenzo Kessler detto "Signore del Project Financing" così definito da Sole 24 Ore, figli di Bruno Kessler, presidente della Provincia autonoma di Trento, poi parlamentare e sottosegretario di Stato, nipote di Giustiniano de Pretis, commissario del governo a Bolzano dal 1972 al 1979 e poi a Trento.

Relazioni parentali importanti, dunque, ma soprattutto amicali.......in confidenza con il prof. Giulio Napolitano, figlio di Giorgio, che la propose il 18 ottobre 2014 quale giudice costituzionale.

Scriveva il Manifesto, nell'edizione del 24 luglio 2013, sul primo appalto NOT e sull' intreccio affaristico della "finanza di progetto" dove compare Famas System che vuol dire ISA, dove emblematiche sono state le interrogazioni del consigliere Mauro Delladio.

In quell'articolo, il quotidiano raccontava che Daria de Pretis "si rifiutò di rendere pubblica la propria dichiarazione dei redditi".
Noi la ricordiamo a fianco di Donata Borgonovo Re contro l'Avvocatura dello Stato che riteneva illegittima l'aspettativa dalla facoltà di giurisprudenza per reggere, dal febbraio 2004, l'Ufficio del difensore civico.

Ora la de Pretis è a fine mandato. Percepisce dal 2014 una indennità annua di carica pari a 360.000,00€, mentre dopo la scadenza del mandato la sua "indennità differita" (alias vitalizio) sarà di 200.000,00.

Ci sorprende che abbia approvato, con tutti i 15 giudici, le sentenze confezionate dai colleghi Zanon e Buscema per il cambio di rotta sulla non retroattività delle leggi che intervengono sui diritti acquisiti da sempre sostenuta dalla Consulta.

Ora non è più così per la "situazione di grave crisi economico-sociale" così la "lezione" dell'attuale Corte Costituzionale.

Allora, dopo la lezione, logico sarebbero attendere che i consultori si riducessero le indennità di carica e differite.

(nella foto da sinistra Daria de Pretis, Giorgio Napolitano, Nicolò Zanon, Silvana Cartabia)

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