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Sale da gioco senza tregua, dopo il Covid ecco il caro energia: il rischio stavolta è il fallimento

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Trento, 4 dicembre 2022. - Redazione

Il mondo del gioco in Italia continua a vivere di alti e bassi. La pandemia – come è noto – ha costituito un notevole punto di frattura rispetto ad anni in cui la filiera è cresciuta ed ha aumentato il suo appeal.

Quantomeno per il gioco da retail ad oggi si parla di una tragedia: le chiusure degli ultimi due anni, e la ripresa post-pandemica, hanno portato ad una nuova svolta. Di cui, beninteso, il governo è stato prontamente edotto. EGP-FIPE ha inviato l'ennesimo SOS per la tutela del gioco legale, che ora deve far i conti col caro energia.

Chi ha superato il biennio rosso "bis" negli anni tra il 2020 e il 2021, ora ha da affrontare forse uno scoglio ancora più grosso, le cui dimensioni aumentano vieppiù crescono le tensioni russo-ucraine. I costi, ad oggi, sono esorbitanti. E a rischio sono le sale da gioco, e con esse come si sa famiglie e tantissime altre imprese. Tutti verso un ignoto 2023, ormai alle porte. Eppure, tra imprese, quella del gioco ha già superato grossi iceberg: 166 giorni di lockdown nel 2020, un totale di 178 nel 2021. Stavolta le conseguenze rischiano di essere drastiche.

Ci si aspetta conseguenze almeno pari a quelle dei mesi più acuti di pandemia: a rischio sono i posti di lavoro, l'avanzare sempre più inesorabile del gioco illegale, il crollo ulteriore del gettito erariale. Stavolta nemmeno i casinò online potrebbero attutire i colpi. I margini di manovra per le gaming hall sono ormai ridotti all'osso: i costi di gestione sono esorbitanti, il danno economico già esistente rischia di vedersi sommati altri danni collaterali. Senza interventi mirati, insomma, si rischia un naufragio stavolta irreversibile. Ulteriori aumenti metterebbero in discussione solo i conti delle sale da gioco: se non ci si adegua, insomma, non si riuscirà più a far fronte agli eventi.

I dati attuali sono eloquenti: coi ricavi di oggi si coprono esclusivamente i costi di gestione. Una situazione precaria, pronta ad esplodere. Rischiano le sale da gioco come imprese, e con esse centinaia di migliaia di lavoratori. Una crisi che può trasformarsi da lavorativa a sociale in un attimo. A rischio sono, infine, anche i giocatori.

L'Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici ha voluto, per questo, lanciare un appello all'Esecutivo: fare di tutto per mantenere in vita il comparto, che resta centralissimo dal punto di vista economico e sociale. I punti di gioco sono anzitutto punti di socializzazione, in cui il giocatore è al sicuro, certo di poter anche condividere la sua esperienza. Luoghi dunque protetti, senza cui si scopre il fianco a pericolosi isolamenti, e al gioco illegale, che serpeggia nascosto, un po' dappertutto.

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