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I Patti Lateranensi: 11 febbraio 1929 -11 febbraio 2014

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Trento, 11 febbraio 2014. - di Luigi Mezzi

Con l'occupazione e la successiva annessione di Roma al Regno d'Italia, lo Stato volle regolare i rapporti con la Chiesa per mezzo della cosiddetta "legge delle guarentigie" del 13 maggio 1871, che garantiva appunto al Pontefice il libero esercizio delle sue funzioni di capo della Chiesa cattolica, riconoscendogli nel contempo prerogative sovrane. Papa Pio IX, essendo la legge in questione scaturita da un atto unilaterale del governo, rifiutò di accettarla poiché sostanzialmente non riconobbe la nuova situazione creatasi dopo l'occupazione della capitale da parte delle truppe italiane.

Tra Chiesa e Stato si ebbe dunque un periodo di forti, accese tensioni. L'atteggiamento palesemente anticlericale manifestato da alcune forze politiche – rimarcato dalla formula "né eletti né elettori", con la quale si proibiva ai cattolici di prendere parte alla vita politica – contribuì a inasprire i rapporti determinando l'irrigidimento delle gerarchie ecclesiastiche. Il governo di Giovanni Giolitti, grazie anche alla comune preoccupazione di fronte alle affermazioni elettorali socialiste - iniziò un timido riavvicinamento tra le due parti. In seguito al patto concordato da Gentiloni nel 1913, i cattolici diedero il loro voto ai candidati liberali che avevano aderito ad alcuni punti programmatici come ad esempio l'opposizione al divorzio.

Poi, a seguito dell'avvento al potere del regime fascista, Papa Pio XI manifestò più decisamente (nel 1926), con una lettera indirizzata al segretario di Stato cardinale Pietro Gasparri, la volontà di aprire trattative concrete, finalizzate a risolvere l'annosa questione. Le trattative, condotte dall'avvocato concistoriale Francesco Pacelli per il Vaticano e da Benito Mussolini e Amedeo Rocco per il governo italiano, portarono agli accordi del Laterano, firmati da Benito Mussolini e dal Segretario di Stato cardinale Pietro Gasparri l'11 febbraio 1929, ratificati con la legge 27 maggio 1929, n. 810. I Patti lateranensi sono suddivisi in due protocolli: un trattato con annessa una convenzione finanziaria e un concordato.

"Sua Santità il Sommo Pontefice Pio XI e Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re d'Italia, hanno risoluto di stipulare un Trattato, nominando a tale effetto due Plenipotenziari, cioè per parte di Sua Santità, Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Pietro Gasparri, Suo Segretario di Stato, e per parte di Sua Maestà, Sua Eccellenza il Signor Cavaliere Benito Mussolini, Primo Ministro e Capo del Governo; i quali, scambiati i loro rispettivi pieni poteri e trovatili in buona e dovuta forma, hanno convenuto negli Articoli seguenti...". Segue l'elencazione degli stessi.

Il Trattato, garantendo alla Santa sede un'assoluta indipendenza, riconobbe la necessità di costituire un territorio autonomo sul quale il Pontefice potesse esercitare la sua piena sovranità. Con la creazione dello Stato della Città del Vaticano, si riconosceva altresì la Santa sede come soggetto del diritto internazionale. Quest'ultima, di contro, riconosceva il Regno d'Italia con la capitale a Roma. Un altro passaggio significativo confermò l'articolo 1 dello Statuto albertino, in virtù del quale la religione cattolica, apostolica e romana era considerata la sola religione dello Stato. La persona del Papa era dichiarata sacra e inviolabile, particolari privilegi venivano concessi alle persone residenti nella Città del Vaticano, mentre il suo cospicuo patrimonio immobiliare avrebbe goduto di numerose esenzioni tributarie.

La Convenzione finanziaria liquidava le pendenze economiche fra le due parti. Il governo si impegnava a risarcire i danni subiti dalla Santa sede - con l'occupazione di Roma nel 1870 e l'annessione degli Stati ex pontifici -, garantendo un versamento di 750 milioni di lire in contanti e di un miliardo in titoli di stato al 5%.

Con l'entrata in vigore del Concordato, che regola i rapporti tra la Chiesa e lo Stato eliminando la "Questione romana", cesseranno di applicarsi in Italia le disposizioni dei Concordati decaduti degli ex-stati italiani. Le leggi austriache, le leggi, i regolamenti, le ordinanze e i decreti dello Stato italiano allora vigenti "in quanto siano in contrasto colle disposizioni del presente Concordato, si intendono abrogati con l'entrata in vigore del medesimo". Fu imposto ai vescovi di giurare fedeltà allo Stato italiano, stabilendo nel contempo sostanziosi privilegi per la Chiesa cattolica; l'insegnamento della dottrina cattolica diventava obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado; al matrimonio religioso venivano riconosciuti effetti civili e le cause di nullità ricadevano sotto l'esclusiva competenza dei tribunali ecclesiastici; i preti spretati o colpiti da censura ecclesiastica non potevano ottenere né conservare l'impiego pubblico nello Stato italiano; l'assistenza spirituale veniva assicurata alle forze armate e agli ospedali; gli ecclesiastici conservavano alcuni privilegi come l'esonero dalla leva militare.

Il presente Concordato entrerà in vigore allo scambio delle ratifiche, contemporaneamente al Trattato stipulato fra le parti.

 

"Processo – Verbale"

I sottoscritti, debitamente autorizzati, si sono riuniti oggi per procedere allo scambio delle Ratifiche di Sua Santità il Sommo Pontefice e di Sua Maestà il Re d'Italia relative ai seguenti Atti stipulati fra la Santa Sede e l'Italia l'11 Febbraio 1929:

a) TRATTATO con quattro allegati : (1. Territorio dello Stato della Città del Vaticano. 2. Immobili con privilegio di extraterritorialità e con esenzione da espropriazioni e da tributi. 3. Immobili esenti da espropriazioni e da tributi. 4. Convenzione finanziaria);

b) CONCORDATO.

Gli istrumenti di queste Ratifiche essendo stati trovati esatti e concordanti, lo scambio è stato eseguito.

Le Alte Parti contraenti, nell'atto di procedere allo scambio delle Ratifiche dei patti lateranensi, hanno riaffermato la loro volontà di osservare lealmente, nella parola e nello spirito, non solo il Trattato, negli irrevocabili reciproci riconoscimenti di sovranità, e nella definitiva eliminazione della questione romana, ma anche il Concordato, nelle sue alte finalità tendenti a regolare le condizioni della Religione e della Chiesa in Italia.

In fede di che, i sottoscritti hanno redatto il presente Processo-Verbale e vi hanno apposto il loro sigillo.

Fatto in doppio originale, nel Palazzo Apostolico Vaticano il sette Giugno millenovecentoventinove.

PIETRO Cardinale GASPARRI

BENITO MUSSOLINI


I Patti lateranensi rappresentarono per il regime fascista una indiscutibile legittimazione di fronte alla pubblica opinione italiana e internazionale, mentre la Santa Sede, proponendo che il Trattato fosse accompagnato per necessario complemento da un Concordato, si tutelò da eventuali mutamenti unilaterali riservandosi in tal caso la possibilità di riaprire la "Questione romana". La firma dei Patti lateranensi, nel 1929, portò a conclusione il necessario processo di conciliazione tra Stato e Chiesa. La loro piena attuazione dovrà però attendere l'emanazione di alcune leggi interne al Regno d'Italia: legge n. 847 del 29 maggio 1929; legge n. 848 del 29 maggio 1929; legge n. 824 del 5 giugno 1930; decreto n. 1183 del 9 giugno 1930; Convenzione doganale del 30 giugno 1930; Regio decreto n. 1010 del 10 luglio 1930; Codice penale del 19 ottobre 1930; Accordo del 2 settembre 1931.

La stipula dei Patti lateranensi - accolta favorevolmente dall'opinione pubblica – fu contrastata da alcuni movimenti e intellettuali liberali della levatura di Benedetto Croce, ma anche dal cattolico antifascista don Luigi Sturzo. Per dovere di cronaca ricordiamo che a quell'epoca, nella Russia di Stalin, la religione veniva bandita, le chiese date alle fiamme, i cristiani e i preti ortodossi perseguitati, trucidati o mandati nei gulag. L'alto valore civile, religioso e simbolico dei Patti lateranensi fu confermato anche dopo la caduta del Fascismo, essendo stati recepiti dalla Costituzione repubblicana del 1947, che all'art. 7 dichiara: "Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai patti lateranensi".

I Patti Lateranensi: 11 febbraio 1929 -11 febbraio 2014

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