Tav/Tac del Brennero, il finto progresso

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No TavTrento, 12 febbraio 2014. - Redazione*

Alcune risposte all'editoriale di Mario Forni di martedì 11 febbraio 2014 su L'Adige.

"Corridoio Brennero: perché va fatto". Forni non la prenda sul personale, ma metterla un po' sul ridere e con un linguaggio colloquiale fa capire meglio l'assoluto delirium tremens della Tav/Tac del Brennero.

1. Anche Forni gioca con l'equivoco, tradizionale e ormai stucchevole, che il Tav/Tac sia indispensabile per andare da Trento a Monaco in 3 ore. Lo sa anche lui che il Tav/Tac non è progettato prevalentemente per il trasporto persone, ma per quello delle merci.

L'ingegner De Col a "Trentino in diretta" su Rttr ha parlato di quattro coppie di treni al giorno, il che vorrebbe dire costruire un tunnel da tanti miliardi di euro per 8 treni?

Vogliamo dire qualcosa sul trasporto persone attuale? 4 ore e 22 minuti da Trento a Monaco. Dove recuperiamo del tempo? In un Europa veramente unita non ci si dovrebbe fermare un quarto d'ora al Brennero per cambiare personale. Altro aspetto, la gestione del servizio. Brigitte Foppa, capogruppo regionale dei Verdi, ha coniato il gioco di parole Tränitalia (piangi Italia) per definire le miserie del vettore ferroviario "di bandiera". Fanno maggiormente gli interessi degli utenti italiani Öbb e DB, con le loro offerte convenienti, che spingono ad usare il treno anche per la vacanza. Per esempio un trentino che vuole andare in Austria e Germania per una vacanza in bici, può portare il proprio mezzo quasi ovunque al di là del Brennero. Al di qua, al solito miserie.

A proposito di servizio pubblico, le Olimpiadi invernali oggi le possiamo vedere in Trentino gratis, in chiaro e con un palinsesto ampio grazie ai contribuenti di Germania ed Austria, che finanziano Zdf e Örf. Accanto a Tränitalia ci può essere l'omologo gioco di parole (passiamo però all'inglese), cRai.

2. Forni non mette minimamente in discussione il paradigma dei sacri e gelosi custodi dell'ortodossia economica mainstream: più crescita, più Pil, più scambi, più merci. Le nuove forme di commercio di prossimità, di km zero sono promosse da alieni?

Veniamo agli interrogativi di Forni.

Perchè le ferrovie non devono strutturalmente essere adeguate ai nostri tempi?

Cominciamo dal "cambio della guardia" al Brennero e poi, visto che la valle dell'Adige ha già uno o più fiumi, un'autostrada, una statale e tante provinciali, paesi vari, campi coltivati, vale la candela fare della valle dell'Adige una gruviera costosissima (decine di miliardi di euro) o sederci e ragionare su una nuova politica di trasporti (a livello non locale, ma per lo meno europea)?

Interbrennero in rosso, poco lontana dalla sede di Trentino Trasporti, è il segno che non ci si crede veramente nell'intermodalità.

Perchè non battersi affinché i lavori vengano intrapresi con il minor disagio per i residenti e l'ambiente?

Fai della val d'Adige una gruviera (non sapendo nemmeno di preciso cosa c'è nella montagna), espropri ettari di terreni per mastodontici cantieri e ai cittadini cosa dai? Un mezzo per andare più velocemente al lavoro o in vacanza? No. Un miglioramento delle condizioni di vita? No.

Semplicemente un treno che passa a "manetta" per portare merci varie a nord e ogni tanto porta anche qualcuno in tre ore da Trento a Monaco.

Perchè non battersi perché nell'appaltare i lavori non ci siano infiltrazioni mafiose, speculazioni e sprechi?

Perchè i bambini rubano le caramelle dagli scaffali in cucina, mentre la mamma non li "sgama"? Mafia, speculazioni e sprechi sono talmente intrisi nella nostra quotidianità, che non ce ne accorgiamo nemmeno. Anche qui nell'eccellentissimo Trentino. Appalti senza mafia, speculazioni e sprechi è un po' come dire "Che cosa desideri? La pace nel mondo".

Perchè non battersi affinché, ad opera conclusa, lo Stato intraprenda una politica dei trasporti intelligente, che sappia valorizzare le peculiarità di ogni vettore e metta un freno all'anarchia oggi esistente nel settore?

Da quando Forni è nato (durante il boom economico italiano) in Italia ci sono stati 39 diversi Ministri dei trasporti, non contando chi ha fatto doppietta o tripletta in più governi. Quindi è più facile trovare il Sacro Graal che avere una politica dei trasporti (o dell'energia, o in altri settori) italiana. Realizzare l'opera vuol dire mettere lì un qualcosa (di assurdamente costoso) senza una strategia. Cioè so che posso mandare a "manetta" le mozzarelle di bufala al Nord, ma per andare da Trento a Torino ci metto ancora 6 ore in treno e tante volte devo cambiare 2 volte, a Verona o Milano. Oppure tra Verona e Bologna (non una "cavezzaia" alpina o tibetana, ma nella Pianura Padana) fino a poco tempo fa c'era un disseminarsi di piccole linee.

Intelligente è ad esempio il Treno dell'Avisio, nato dal basso, con un profilo di costi "umano", che dà servizio a chi abita nelle valli di Cembra, Fiemme, Fassa, è una soluzione per decongestionare le tre valli e per portare i turisti direttamente in treno. Ma era talmente normale, umana, dal "basso" che politici e alti funzionari provinciali l'hanno snobbata.

Caro Forni, i cittadini hanno bisogno di tante "vache nonese", ferrovie comode per spostarsi per lo studio o il lavoro, per andare in ferie o a trovare amici. Delle "sbanfate" come quella della Tav ce ne facciamo poco. A proposito di sprechi e lungaggini, per portare la "vaca nonesa" da Marilleva a Fucine quanto ci vuole?

 

* da  M5S Trentino

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