Un coro di No alla tassa di soggiorno

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Trento, 14 febbraio 2014. – di Claudio Taverna

Mentre è in corso, presso la sede dell'Associazione Albergatori ed Imprese Turistiche in Via Degasperi n. 77 – Palazzo Stella, la conferenza stampa di Asat ed Unat, con in testa i rispettivi presidenti Luca Libardi e Gianni Bort sulle dichiarazioni dell'Assessore Michele Dallapiccola circa l'introduzione di una imposta di soggiorno, giungono in redazione i primi commenti dei partiti. Contrari, per ora, il M5S e la Lega Nord.

E' paradossale che si ritorni a parlare di imposta di soggiorno, quando la stessa è stata abolita da un oltre un ventennio.

Forse è bene ricordare agli smemorati e informare chi non sa (nel caso l'assessore al turismo il veterinario autonomista Michele Dallapiccola) che esisteva, nella notte dei tempi,  la "tassa di soggiono",  istituita con legge nazionale (la prima legge risale al 1865, poi successivamente nel 1910 e in modo più organino negli anni 30' ecc). Da noi venne introdotta con legge regionale (L.R. 10/1976) perché c'è riserva statutaria. A livello nazionale, la legge 144/1989, l'abrogò per l'istituzione dell'ICIAP, (imposta comunale sulle attività di impresa, arti e professioni),  che l'assorbì. InTrentino, solo successivamente (io stesso fui presentatore di un disegno di legge di abrogazione) venne abrogata, ma solo per gli alberghi, rimanendo in vigore per le case, i cui proprietari non avessero la residenza anagrafica nel comune....... Ancora, sempre a livello nazionale, in epoca recentissima venne reintrodotta, per diventare......... facoltativa......... un vero guazzabuglio.

Tuttavia, al di là della farriginosità della produzione legislativa, di cui ho dato solo un piccolo esempio - ma molto altro ci sarebbe da dire - il problema è di fondo e cioè: il numero delle imposte, i diversi percettori, il peso delle imposte sulle famiglie e sulle imprese. Infine, non per questo meno importante, è necessario valutare l'economicità di un imposta. Un'imposta è economicamente giustificabile se le spese di gestione non superano il gettito.

Infine come si fa, anche dal punto di vista concettuale, che di fronte all'impellente necessità ridurre le tasse, sia come numero sia come entità, ad  indrodurre di nuove!?

Il commento immediato a simili proposte è che lor signori sono in preda a vero delirio.

Un coro di No alla tassa di soggiorno