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L'Italia che rischia di affondare!

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Trento, 17 luglio 2014. - di Claudio Riccadonna

Certo è un quadro a tinte fosche. In questi giorni sono stati pubblicati dati relativi alla salute economica del nostro Paese, che fotografano una condizione socio-economica disperata. Il Belpaese ha bisogno di cure forti e di terapie immediate, che non possono essere rimandate, visto che il paziente "Italia" rappresenta una sorta di malato allo stadio terminale. Infatti è la nazione degli oltre dieci milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa, pari al 16,6% della popolazione. Tra questi più di sei milioni (1 su 10) sono poveri assoluti, per cui non sono in grado nemmeno di acquistare beni e servizi di prima necessità ( si parla di cibo, non di beni voluttuari, superflui, all'ultima moda).

Poi ci sono coloro che sono a un passo dallo scivolare "nel precipizio". Una buona fetta di italiani, il 6,4% delle famiglie è a rischio, cioé quasi povero. Si tratta di nuclei che hanno livelli di consumo superiori di non oltre il 20% rispetto alla soglia di povertà relativa (a proposito, tanto per capirci, secondo l'ISTAT la soglia di povertà relativa nel 2012 corrispondeva per un nucleo di tre persone a 1318 euro, per un nucleo di quattro a 1615 euro, per uno di cinque persone a 1883 euro). Anche il Trentino, pur registrando dati migliori rispetto alla media nazionale, ha visto un peggioramento tra il 2102 e il 2013, con un incremento dell'indice di povertà dal 4,4% al 4,9%.

D'altra parte, un milione di posti di lavoro è svanito nel nulla, in sei anni dall'inizio della grande crisi. Si è coniata una nuova e disarmante espressione "No Pil? No job", testimoniata dalla crescita quasi raddoppiata della disoccupazione dal 6,7% al 12,2%. con una punta del 40%, dal 21,8% del 2008, di quella giovanile. Tuttavia coma fa notare l'agenzia ANSA "una persona su 3 in età lavorativa, nel 2013, ha conosciuto forme di sofferenza e insicurezza occupazionale. Si tratta di quasi 13 milioni di donne e uomini (+42,6% sul 2008) che hanno un lavoro instabile, che hanno subito una riduzione di orario o lo hanno perso". D'altro canto, l'Italia fa peggio rispetto ai Paesi dell'Eurozona, a parte Spagna e Cipro, con una disoccupazione che a marzo di quest'anno è arrivata al 12,7% contro l'11,8% europeo. Tuttavia, ciò che colpisce di più è la disoccupazione giovanile, tra gli under 25, che in Italia nel primo trimestre ha sfiorato il 43% contro il 24% dell'Eurozona. Quindi, quasi un giovane su due che non lavora. Che sciagura!

Insomma cifre pesanti che evidenziano la carenza di politiche concrete per risollevare il morale e i destini nazionali. Sicuramente, nemmeno gli 80 euro al mese destinati "selettivamente" stanno aiutando "il grande barcone" a risollevarsi. Del resto come ha affermato lo stesso governatore di Bankitalia Ignazio Visco in relazione , gli euro del bonus renziano "non potranno diventare forza trainante di ripresa senza un aumento dell'occupazione''.

Tuttavia "SuperRenzi" ha più volte rassicurato in tal senso, non ultimo all'assemblea di giugno del PD, in cui ha affermato "Su tre temi dovremo giocare la battaglia delle prossime settimane: l'Europa, la sconvolgente disoccupazione giovanile e una gigantesca campagna per l'educazione che riguardi anche 'Rai, scuola, università'". Staremo a vedere...

Certo non c'è tempo da perdere! Intanto, come si evince dall'ultimo Rapporto di previsione di Prometeia, società di analisi e di ricerca macroeconomica e che conduce previsioni a breve e medio termine sull'economia italiana e internazionale, si attende, per il 2014, un Prodotto Interno Lordo in crescita dello 0,3%, valore, questo, nettamente peggiore del +0,8% stimato nello studio precedente. Stessa musica per il PIL del 2015, valutato ora in miglioramento dell'1,2% rispetto al +1,4% previsto. Insomma, "l'Italia sta andando avanti ma adagio" e secondo Prometeia "servono più sostegno ai consumi delle famiglie, agli investimenti in beni strutturali e alle esportazioni".

L'Italia che rischia di affondare!

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