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Basta con il “politicamente corretto”: è il principio di accoglienza e solidarietà che va combattuto

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Trento, 19 agosto 2015. - di Claudio Taverna

Parliamoci chiaro, senza luoghi comuni e ipocriti infingimenti che passano sotto sigla del "politicamente corretto": è il principio di accoglienza e solidarietà che va contestato e combattuto. E lo si deve fare al più presto e con coraggio!

Siamo di fronte ad una invasione, perché di questo si tratta. L'Italia e l'Europa sono l'obiettivo. Popolazioni vecchie, con bassissimi tassi di natalità, mercati, dunque, in via di esaurimento che abbisognano di nuove popolazioni, con alti tassi di natalità. E' la risposta alle esigenze del consumismo più esasperatamente sfrenato che necessita, per essere più efficace ed invasivo, di coperture ideologiche o religiose. I "nobili" principi, quali l'accoglienza e la solidarietà, sono, pertanto, giustificativi del disegno.

In altri termini, è il pensiero unico (penseé unique) o multicuturalismo che trionfa e che porta all'americanismo dell'immigrazione che è sinonimo di sradicamento.

Ma sappiamo che lo sradicamento delle popolazioni dai territori di origine porta nefaste conseguenze e costi sociali inimmaginabili sia per le popolazioni immigrate sia per le popolazioni autoctone. Alla fine, costrette entrambe in conflitti sociali esasperati dalle ideologie, che pur apparentemente morte, sono lucidamente operanti sotto mentite spoglie, che danno origine, in un caso o nell'altro, ad interessi politici ed elettorali facilmente intuibili.

E il segnale che il "politicamente corretto" corrode le coscienze e il comune pensare e agire. Lo si rinviene, ripetutamente, nelle dichiarazioni dei politici. Ma quello che maggiormente preoccupa è che il "politicamente corretto" ha conquistato anche chi si oppone, almeno a parole, al disegno in essere.

Abbiamo denunciato il precedente del consigliere Claudio Cia che, usando ripetutamente in una interrogazione la parola "migranti" si è adeguato – come tutti i media da tempo hanno fatto – all'abrogazione della parola "clandestini".

Oggi, capita di leggere il commento del consigliere Civettini alla sua interrogazione sulle graduatorie delle case popolari della Comunità Val di Cembra dove risulta che nei primi 50 posti non ci sia nemmeno un italiano. Egli attacca il suo dire con un altrettanto preoccupante "Fermo restando il principio di accoglienza e solidarietà che nessuno intende mettere in discussione....".

Sbagliato, sbagliatissimo. Lo si deve mettere, invece, in discussione per i motivi detti.

Infine, a tutti e due, ricordo che vanno difesi i cittadini italiani e non solo quelli di origine trentina. Il trentinismo non ha senso, ancor di più nel terzo millennio!

Basta con il “politicamente corretto”: è il principio di accoglienza e solidarietà che va combattuto

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