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Bolzano: Fuga tossica dall'inceneritore

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Inceneritore di  BolzanoBolzano, 9 giugno 2012. - di Alessandro Urzì

La temuta conferma ad un episodio di cui sinora nessuno aveva aveva informato l'opinione pubblica bolzanina è arrivata in risposta ad una mia interrogazione urgente: il 15 maggio scorso alle ore 9 circa si è verificato un incidente agli impianti dell'inceneritore di Bolzano. Le conseguenze potevano essere molto gravi, l'immediato intervento del personale ha contenuto miracolosamente, dopo una prima "falla nel sistema di contenuimento dei fumi, l'emissione in forma incontrollata di sostanze tossiche e la questione si è stabilizzata in pochi minuti. Ma è stata sfiorata una disgrazia di altre dimensioni.

Erano stati numerosi cittadini dei quartieri residenziali della zona di Don Bosco ad avere avvertito una anomalia: la ciminiera dell'inceneritore, quella mattina del 15 maggio, eruttava fumi densi e neri che non facevano presagire nulla di tranquillizzante.

Interpellai immediatamente, già in giornata, il Presidente della giunta provinciale Durnwalder per avere spiegazioni. La risposta è arrivata ora:

"Il 15 maggio 2012 alle ore 9 si è verificato un evento di blocco dell'impianto dovuto a cause elettriche (avaria dello strumento di controllo del livello di caldaia). In questi casi - prosegue la nota della Presidenza della Provincia - la linea fumi viene automaticamente bypassata dal sistema computerizzato di supervisione processo (DCS) al fine di consentire l'evacuazione dei prodotti della combustione attraverso la ciminiera ed evitare il rischio di esplosione dei gas in camera di combustione dovuto all'accumulo di ossido di carbonio".

E' la conferma che è stato favorito necessariamente il rilascio in atmosfera di sostanze ad alto livello di tossicità come provvedimento di energenza per evitare un danno ancora peggiore, ossia l'esplosione della camera di combustione.

Procedure collaudate, ovviamente, previste, ma che hanno avuto carattere di criticità.

La nota di Luis Durnwalder precisa che "in pochi minuti è stato comunque ripristinato il normale funzionamento anche se logicamente il colore dei fumi è rimasto alterato per circa 15/20 minuti".

Un particolare sul quale esprimo dei dubbi. Il ripristino della catena di controllo dei fumi d*oveva azzerare immediatamente l'emissione dei fumi di colorazione alterata. In ogni caso si afferma che "per quanto riguarda le emissioni di inquinanti - sulle quali chiedevo un dettagliato rapporto - i valori limiti giornalieri non sono stati superati". Viene allegato effettivamente un rapporto che per l'appunto si riferisce al valore medio giornaliero. Non sono considerati i livelli di punta che devono avere conosciuto in fasce orarie precise dei picchi al rialzo abbondantemente fuori livello, benchè faccia fede infine la media nelle 24 ore, fortunatamente ripristinata dall'intervento del personale dell'inceneritore.

I dati forniti in ogni caso meritano un'attenzione del tutto particolare perchè mostrano indici entro le norme delle medie prescritte ma non eccessivamente lontani da queste soglie: "I valori di Ossido di carbonio (media 61,22 limite 24 h = 50 mg/Nm3) e TOC (media 14,24 limite 24 h = 10 mg/Nm3) rientrano nelle prescrizioni dell'Aia, che prevedono la possibilità di superamento inferiori al 3% (valori entro il limite del 97,8%)".

Insomma un evento picco isolato, concludono gli uffici provinciali, che in ogni caso ha modificato significativamente la media creando una condizione di allarme rientrata ma da monitorare. Avevo espresso preoccupazioni per la salute dei cittadini ma il Presidente Durnwalder annota nella sua risposta: "Nonostante il verificarsi del temporaneo disservizio non vi è stata violazione delle prescrizioni normative vigenti in provincia di Bolzano riguardanti i valori di emissione degli inquinanti dal camino". E la salute pubblica? "Si ritiene che l'evento non determini ragionevoli timori per la salute dei cittadini". Ma la paura è stata tanta e in ampia parte giustificata. I limiti non sono stati superati ma il problema c'è stato e la disgrazia evitata solo grazie allacapacità professionale del personale dell'impianto. Il che non giustifica un abbassamento della guardia.

Alessandro Urzì   *

*  E' consigliere provinciale-regionale di Fli

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