Mer10212020

Last update05:07:26

Back Magazine Magazine Energia ed Ecologia La navigazione sul lago di Garda

La navigazione sul lago di Garda

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Porto San Nicolò a Riva del GardaRiva del Garda, 22 agosto 2012. di Raffaele Ferroni

Il  20 agosto, cioe l'altro ieri,  è stato presentato al consiglio della Provincia Autonoma di Trento il disegno di legge nr. 329, volto a modificare l'Art. 32 della Legge Provinciale nr. 9 del  15/11/2001, il quale prevede le deroghe al divieto di navigazione a motore nello specchio acqueo relativo al Garda Trentino. A regolare il divieto di navigazione a motore è in realtà l'Art. 14 della succitata legge che al comma 3 recita quanto segue:

"Nelle acque di competenza della Provincia autonoma di Trento, considerate le particolari caratteristiche della parte settentrionale del lago e la vocazione della stessa alla navigazione a vela, è vietata la navigazione delle unità a motore."

Come si apprende da quanto sottolineato nel testo citato il divieto non è volto, come si è portati a pensare di primo acchito, a preservare il Lago dall'inquinamento bensì il tutto è stato pensato per preservare "l'immagine da cartolina".

Chi scrive, essendo stato del mestiere ed essendo comunque ancora tutt'oggi un velista, ha memoria di quando usciti i primi motori fuoribordo elettrici, alcuni corsero ad acquistarli nella convinzione di poter navigare liberamente a motore poiché non emettono fumi e gas. Forte fu la loro delusione quando le Forze dell'Ordine (pur senza sanzionare in nome di quell' "elasticità" di cui tanti son bravi a lamentare la mancanza) li resero edotti del fatto che l'utilizzo non era consentito. Venne quindi posto alla provincia, da parte di alcuni cittadini convinti di saperne di più, un quesito in merito e la risposta fu nella sostanza che "La legge n° 9 del 2001 vieta la navigazione a motore, non la navigazione con motore a scoppio".

Adesso giunge in consiglio il d.d.l. nr. 329 a firma del consigliere del PATT Mauro Ottobre, il quale recita quanto segue:

Art. 1

Modificazione dell'articolo 32 della legge provinciale 15 novembre 2001, n. 9 (Disciplina del demanio lacuale e della navigazione sul lago di Garda) 1. Dopo la lettera c) del comma 1 dell'articolo 32 della legge provinciale n. 9 del 2001 è inserita la seguente: "c bis) alle unità di navigazione dotate di motore elettrico o di motore ibrido elettrico-termico, a sola propulsione elettrica, dopo le ore 19.00 e sino alle ore 8,00; l'utilizzo del motore termico è consentito solo per il rientro in porto se risulta insufficiente, causa avverse condizioni meteorologiche, la potenza del motore elettrico;".

Probabilmente il consigliere autore di questo disegno non sa che: Esistono motori elettrici con potenze superiori a quella che la legge provinciale consente di usare ai pescatori per i loro motori a scoppio, o addirittura di alcuni installati su piccoli cabinati a vela, quindi decade il concetto di necessità dell'uso del motore a scoppio (che lui chiama più forbitamente "termico") in caso di condizioni meteorologiche avverse, se non specificando "qualora questi sia più potente di quello elettrico".

L'unico ibrido per ora comprovatamente funzionante è un prototipo ancora in fase di test realizzato dalla ZF Marine di Arco che, per ovvi motivi, ha ancora costi e dimensioni che ancora pochi si potrebbero permettere.

La legge provinciale nr. 9 del 2001 è piena di imprecisioni e lacune, scritta probabilmente da gente che di navigazione pensava di sapere tutto ed ha dimostrato di sapere ben poco. Basti pensare che spesso sulle ordinanze provinciali si legge, riferito alle stesse unità, il termine natante o imbarcazione come fossero sinonimi, a palese dimostrazione che chi scrive non ne conosce la differenza (tanto per fare un esempio).

Forse prima di fare disegni di legge, o addirittura leggi, sarebbe il caso di chiedere a chi ne sa di più. Resta per esempio da risolvere ancora la questione del porto di Arco, all'interno della quale non vi è il divieto di balneazione perché a detta degli "esperti" dell'ispettorato di porto "non è un porto" (allora cosa ci fanno il molo e le barche ormeggiate?).

Resta la questione del divieto di accesso alla spiaggia di Tempesta ai subacquei negli orari in cui i bagnanti (in realtà è uno solo, che però ha saputo evidentemente toccare i tasti giusti) vanno a prendere il sole (per di più quel solo lo fa spesso nudo).

Resta da chiarire perché (secondo normativa che non rientra nella legge in oggetto, ma che fa parte del dedalo di norme assurde che complicano la vita a chi fruisce il lago) chi paga un ormeggio a Porto San Nicolò dovrebbe essere costretto a compilare un "registro delle uscite" e, in teoria, se non dimostra di usare la barca almeno un tot di volte nell'arco dell'anno perde il diritto al posto barca, anche se lo paga (della serie: ti affitto la casa ma se scopro che non ci abiti dentro ti sfratto anche se non sei moroso).

Resta da chiarire perché non è mai stato istituito, dall'ispettorato di porto, un registro dei sommozzatori portuali ed i lavori nei porti vengono attribuiti a ditte delle quali, spesso, il personale non è nemmeno in possesso del titolo di Operatore Tecnico Subacqueo, indispensabile secondo la legge nazionale alla quale anche la provincia autonoma si deve attenere.

Sempre la legge nr. 9/2001, alla lettera "d" dopo aver richiamato il comma 1 dell'Art. 15, in deroga al divieto di navigazione a motore recita: "alle unità di navigazione di diporto a vela con motore ausiliario, oltre che per l'uscita e l'ingresso nei porti secondo quanto disposto dalla vigente normativa in materia, per il rientro in porto in caso di sopravvenuta oggettiva assenza di vento o in caso di motivata necessità."

Ergo se una domenica il diportista vuole uscire da Porto San Nicolò con la sua barca a vela ma il vento si trova solo dopo Navene non può... Può usare il motore solo per rientrare. Sarebbe molto semplice invece di "aggiungere pezze" di dubbia utilità (a chi interessa poter andare in giro col motore elettrico fra le 19,00 e le 8,00?) dare una sistemata a quella legge così mal articolata e vietare, invece della navigazione a motore, la navigazione ai motoscafi ed ai battelli pneumatici. In questo modo chi ha un'unità a vela può utilizzarla anche col motore ausiliario, come in tutto il resto del mondo è normale che avvenga.

Non si venga a dire che "poi tutti escono a motore" perché in occasione delle regate, grazie alle deroghe e ai permessi speciali, si trovano spesso in acqua più gommoni d'assistenza che barche a vela. A cosa servono i divieti se poi le deroghe vengono concesse indiscriminatamente?

 

Raffaele Ferroni *

 

* Appuntato Carabinieri in congedo, in servizio sulla Motovedetta di Riva del Garda dal 2006 al 2010

La navigazione sul lago di Garda

Chi è online

 329 visitatori online