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Nuova prossima gelata del credito trentino

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Ceduti a marzo ulteriori 780 milioni€ di sofferenze, con ulteriore prevedibile riduzione dei prestiti alle imprese

Trento, 21 marzo 2019. - di Giorgio Garbellini*

Anche se Draghi ha dovuto "rivedere" la cessazione del QE, la nuova cessione obbligatoria delle sofferenze bancarie delle banche locali trentine fa prevedere una ulteriore stretta dei crediti concessi o rinnovati nel corso del 2019 anche in Trentino, mentre l'aumento della concorrenza cinese potrà aumentare i casi di difficoltà di liquidità di imprese "sane", innovative e competitive.

Pensare globalmente ed agire localmente è uno slogan sempre attuale. In questi giorni "la via della seta" con la firma del memorandum da parte del Governo italiano, propone il tema della concorrenza cinese in Italia ed in europa.

Tra USA e Cina è guerra fredda sui dazi e big data (affare Huawei), con i rischi che una globalizzazione accelerata e non gestita comporta, dove i due colossi mondiali sono passati non a caso dal multilateralismo agli accordi bilaterali con i Paesi europei per tenere divisa un'Europa che in questo modo rimane ai margini delle decisioni globali, indebolita da una Brexit che la isola da gran parte del mondo dei commerci marittimi e dalla principale piazza finanziaria europea quale è la City di Londra.

Per non volare troppo alto e dato che la rubrica sono "parole nel vuoto", mi rinvio all'articolo apparso su Il Sole 24 ore del 20 marzo, pagina 8, in cui Giulio Tremonti, ex Ministro delle Finanze ed esperto di finanza, spiega cosa significhi l'accordo programmatico con la Cina per i fondamentali dell'economia Italiana ed europea, invitando come sempre i lettori a rileggere questo articolo fra un po di tempo, quando i crediti e gli affidamenti bancari della propria azienda, con varie motivazioni, verranno ridotti o quando il piccolo imprenditore scoprirà che il suo prodotto artigianale od industriale, o entro pochi anni anche alcuni prodotti del settore moda, sarà venduto anche in Trentino a prezzi concorrenziali da un'azienda cinese con sede in Trentino e sarà di progettazione, design e produzione cinese.

Mi limito oggi a ricordare che già ad inizio marzo 2019 il Presidente uscente della BCE Mario Draghi ha dovuto rivedere la cessazione del Quantitative Easy facendo "aperture" per non creare, nell'abbondanza di liquidità generale, uno stop traumatico alla liquidità di sistema nell'area europea all'economia reale, rinviando questo argomento ad un successivo incontro di analisi con un'opportuna serata dedicata al microcredito alle piccole e medie imprese, alla recente presentazione del 4 marzo a Torino del venture capital ed il nuovo sito nazionale degli incentivi alle imprese incentivi.gov.it

In Trentino in queste settimane è apparsa la notizia di una nuova cessione di sofferenze bancarie locali per 780 milioni, con prevedibili futuri impatti sul credito locale i cui meccanismi ho già spiegato in precedenti articoli.

Per venire all'oggi, mi limito a riassumere le considerazioni fatte da Altroconsumo.it, dall'Università Bocconi e dalla BCE sull'affidabilità delle Banche italiane, allo scopo di consentire a chi fa impresa di valutare per tempo sulle diverse forme di accesso al credito altenativo al tradizionale sistema bancario locale.

So che la scelta di pubblicare queste tabelle può risultare noiosa al lettore medio, ma non a chi è interessato a scelte imprenditoriali consapevoli ed informate.

Lo studio di Altroconsumo.it

Lo studio di Altroconsumo.it ha stilato una classifica delle banche migliori e peggiori su un campione di 325 istituti bancari.

Il rating è stato espresso in stelle da 1 a 5: più alto il punteggio maggiore la sicurezza della banca: 1.Cassa Centrale Bcc del Nord Est Spa - 1.048,76 – 5*; 2.Cassa Centrale Banca Gruppo bancario - 911,20 – 5*; 3. Aletti e. C Banca di Investimento Mobiliare - 474,04 – 5*; 4. ICCREA Banca - 415,57 – 5*; 5.BCC di Napoli - 397,42 – 4*; 6.Banca Leonardo Spa - 384,08 – 4*; 7.Bcc Basilicata credito coop. Laurenzana e comuni lucani -370,82 – 4*; 8.Banca Leonardo Gruppo - 356,20 – 4*; 9.Banca Finnat - 352,38 – 5*; 10.BCC Santeramo - 350,05 - 4*

Tra le banche più note anche: FinecoBank - 256,43 – 5*; Crédit Agricole Cariparma -243,48 – 5*; Intesa Sanpaolo -225,57 – 5*; UniCredit (spa) - 224,78 – 5*; Banca Generali (gruppo) - 199,84 – 4*; BPER - 196,16 – 4*; MPS (spa) - 191,63 – 4*; Banca Generali (spa) - 188,23 – 4*; Banca Mediolanum (gruppo) - 187,34 – 4*; Banca Mediolanum Spa - 186,42 – 4*; Ing Bank - 169,32 – 4*; BPER (gruppo) - 168,65 - 4*

Classifica banche sicure (Bocconi)

Nel 2017 anche l'Università Bocconi di Milano ha stilato la classifica delle banche più sicure in Italia, mettendo a disposizione dei correntisti un ottimo strumento per gestire i propri risparmi. In quell'occasione tra i nomi degli istituti più solidi sono figurati:

1. Intesa Sanpaolo, con un punteggio complessivo di 114 punti; 2.UBI Banca con 111 punti; 3.Banco Popolare* con 101 punti; 4.Credem con 101 punti; 5.BPM* con 95 punti; 6.MPS con 85 punti; 7.BPER con 85 punti; 8.Credito Valtellinese con 80 punti; 9.Banca Carige con 71 punti; 10.UniCredit con 81 punti.
*prima della fusione

Per compilare la citata classifica delle banche più sicure in Italia, l'Università Bocconi di Milano ha utilizzato un metodo analitico e complesso, basandosi su sette indici differenti.
I ricercatori hanno analizzato i primi 20 gruppi bancari italiani utilizzando sette indici differenti per definire le banche migliori. Nel dettaglio, i sette indici utilizzati sono stati: tre indici relativi alla patrimonializzazione: Cet1, Tier 1, Total capital ratio; un indice di redditività sul totale attivo: il margine d'interesse più il saldo da commissioni e altri ricavi; uno indice relativo all'andamento in Borsa nell'anno in oggetto; due ISC: l'indicatore sintetico del costo annuo che dà un prezzo di riferimento del conto corrente.

Il team di Stefano Caselli dell'Università Bocconi ha studiato i bilanci delle banche e i risultati del primo trimestre 2018 evidenziando una maggiore solidità degli istituti. Tra le banche tradizionali più solide sono emerse allora:
1.BPER: Cet1 (marzo 2018) al 14,61%; 2.MPS: 14,4%; 3.Creval: 14,4%; 4.Mediobanca: 13,9%; 5.Credem: 13,63%; 6.Banco BPM: 13,48%; 7.Intesa Sanpaolo: 13,3%; 8.UniCredit: 13,13%; 9.Banca Carige: 12,1%; 10.Ubi Banca: 12%; 11.Pop. Sondrio: 11,72%; 12.Banco Desio: 11,65%; 13.Banca Sella Holding: 11,49%
Ancora tra le banche online, dirette e/o altri modelli: 1.Mediolanum: 21,7%; 2.Banca Generali: 20,3%; 3.FinecoBank: 20,15%; 4.Banca Fideuram: 16,8%; 5.Ing. Group: 14,3%; 6.Banca Farmafactoring: 12,9%; 7.Banca Sistema: 11,8%; 8.Banca Ifis: 11,1%

Classifica banche sicure (BCE)

La valutazione del rating sulle banche italiane effettuata nel 2017 dalla BCE ha individuato cinque istituti bancari più sicuri nel nostro Paese.

Tra i criteri utilizzati per realizzare la classifica nell'ambito della procedura Srep (Supervisory Review and Evaluation Process) troviamo:

• il Cet1 - valore che misura il livello di sicurezza e solidità di una banca;

• il Cet1 ratio - il rapporto che indica la soglia di capital guidance.

Le indicazioni date in occasione dello stress test della BCE dell'estate 2016 e i dati di bilancio del periodo hanno mostrato il rispetto dei requisiti dell'Eurotower da parte di 5 banche sicure - anche se è opportuno ricordare che entrano in gioco numerosi altri fattori nel definire se effettivamente un istituto è sicuro.

Tra quelli individuati dalla BCE: 1.Intesa Sanpaolo; 2.Unicredit; 3.UBI Banca; 4.Credem; 5.BPER.

*Per info:
Dr Giorgio Garbellini
Tutor Ente Nazionale Microcredito e mediatore creditizio
Via Guido Donegani 12
38050 Calceranica al Lago (TN)
cell 347 9923491
e mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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