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Riso cambogiano: Dreosto sottoscrive una lettera alla Commissione

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Strasburgo, 26 febbraio 2020. – di Dario Buscema

L'Eurodeputato Marco Dreosto, congiuntamente ad altri MEP, ha sottoscritto una missiva, direttamente indirizzata a Phil Horgan, Commissario per il commercio della Commissione UE, chiedendo l'adozione di misure di salvaguardia sulle importazioni di riso dalla Cambogia.

La questione era già emersa nel febbraio 2018, quando il governo italiano, sostenuto da tutti gli altri Stati membri dell'UE produttori di riso (Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Ungheria, Romania e Bulgaria), a norma dell'articolo 22 del regolamento (UE) n. 978/2012, presentò una richiesta per l'adozione di misure di salvaguardia relative al riso "Indica", originario della Cambogia.

L'analisi avviata dalla Commissione europea, aveva poi determinato che le importazioni di riso cambogiano erano notevolmente aumentate nelle cinque stagioni precedenti e che i prezzi erano sostanzialmente inferiori a quelli del mercato dell'UE.

L'aumento delle importazioni a basso prezzo ha causato gravi danni ai coltivatori europei, che hanno visto scendere la propria quota di mercato dal 61% al 39%. A tal proposito, il 18 gennaio 2019 la Commissione era intervenuta, ripristinando il normale dazio doganale sul riso "Indica". In riferimento a quanto accaduto e in considerazione alla scadenza delle misure di salvaguardia a gennaio 2022, la Commissione europea dovrebbe attuare un costante monitoraggio degli sviluppi del mercato del riso proveniente dalla Cambogia, al fine di poter adottare tutte le misure necessarie per preservare la sostenibilità di una produzione strategica dell'agroalimentare europeo, in termini sociali, economici e ambientali.

Se la situazione dovesse persistere senza registrare alcun miglioramento significativo per i nostri produttori, i parlamentari chiedono l'impegno della Commissione nell'attuare tempestivamente tutte le procedure necessarie per estendere le misure di salvaguardia, applicandole anche ad altre tipologie risicole, tra cui la "Japonica", visti i gravi danni economici causati dal continuo aumento delle importazioni a basso costo di detta varietà.

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