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Covid-19 e la sicurezza sul lavoro. Utile o eccessiva burocrazia a carico delle imprese?

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Trento, 4 luglio 2020. - di Damiano Luchi

Un periodo di difficoltà si spera possa almeno portare qualche cambiamento positivo. Troppo carico è sulle spalle delle imprese e piccoli datori di lavoro.

Molte piccole medie imprese si sentono soffocare dalla burocrazie e dai molti adempimenti tra i quali anche la formazione in ambito di sicurezza sul lavoro tanto da assurgere a considerare "Lobby" i soggetti che operano in questo settore.

Nulla è più prezioso della salute e della sicurezza, soprattutto in ambito lavorativo, ma si deve riconoscere che effettivamente gli adempimenti sono molti ed onerosi per il datore di lavoro, a volte possono sembrare anche sproporzionati.

Puntare sulla competenza e sulla meritocrazia potrebbe essere vincente a superare queste sensazioni, obbligare alla presenza fisica per diverse ore, soprattutto degli adulti può essere controproducente e demotivante. Valorizzare le competenze e la capacità di apprendere in autonomia può stimolare l'attenzione e l'interesse, il risultato dovrebbe essere l'acquisizione di competenze più che l'imposizione di obblighi non sempre comprensibili.

Aumentando la difficoltà dei test finali ad esempio o lasciando la possibilità di studiare il materiale senza obblighi di orari è responsabilizzante e non cambia il risultato finale. Non è nel numero di ore seduti su una sedia che si può valutare la qualità di insegnamento e soddisfazione dei discenti.

Chiaramente può far piacere ed essere utile un confronto o dei chiarimenti su delle tematiche in presenza ma i costi superano i benefici? Con lo smart working e smart learning si è potuto fare molto, superare molti ostacoli e forse la realtà del domani potrebbe cambiare.

L'emergenza covid ha fatto emergere le nuove possibilità di formazione a distanza e probabilmente verranno fortunatamente a cadere gli obblighi di frequenza in aula.

Chiaramente le molte società specializzate in formazione, comprese quelle di formazione nelle materie della sicurezza su lavoro, potranno provare ad opporsi, perchè riducendo le frequenze d'aula obbligatorie potrebbero perdere del fatturato.

In poche parole potrebbero diminuire i profitti se non sarà più necessario pagare un docente per delle lezioni in presenza poiché è evidente che con la formazione a distanza, dei video registrati, ed esercitazioni su delle piattaforme informatiche con diversa fruibilità sono meno onerosi.

All'interno del processo di Lifelong Learning, l'educazione in età adulta viene considerata come quella circostanza che induce gli adulti, attraverso le proprie potenzialità di apprendimento, a rivedere il proprio ruolo, i propri compiti, in relazione a se stessi e agli

altri, indipendentemente dall'intenzionalità di definire luoghi e occasioni specifiche di formazione.

L'Educazione in età adulta offre nuove modalità di strutturare, modificare e gestire i continui cambiamenti sociali. La conoscenza delle norme relative alla sicurezza sul lavoro ed il continuo aggiornamento fanno parte dell'apprendimento continuo ed è opportuno calibrare e personalizzare la docenza sui vari tipi di utente per raggiungere dei risultati ottimali.

I cambiamenti, infatti, sono sempre generatori di apprendimenti avvenuti nel breve o lungo periodo e, al contempo, ogni apprendimento, se profondo, è tale da suscitare cambiamenti mentali.

Questi ultimi producono variazioni nelle rappresentazione di sé, dei soggetti, della propria comunità, del mondo. Quando ciò accade, l'apprendimento assume connotati coscien\uFFFEziali, riflessivi e meta-cognitivi. Con " Educazione degli adulti" (Eda), s'intende una disciplina che mira allo studio e alla ricerca degli ambiti teorico operativi in cui i soggetti adulti sono impegnati in processi
di apprendimento finalizzati ad obiettivi diversi (professionali, realizzazione di sé,...).

La molteplice varietà di stili cognitivi, intelligenze, canali comunicazionali e modalità di apprendimento induce a pensare che una efficace formazione non possa non tenere conto di tutte le specificità dei soggetti investiti; pertanto l'obiettivo della massima efficacia può

essere perseguito solamente adottando metodologie formative che siano inclusive di tutte le peculiarità soggettive. Nei corsi per adulti, compresi quelli sulla sicurezza sul lavoro si dovrebbe maggiormente tenere conto non solo dell'età dei partecipanti ma anche delle esperienze lavorative e gradi di istruzione.

Nella formazione aziendale attualmente si possono trovare contemporaneamente nella

stessa aula 4 generazioni, con la necessità che i medesimi argomenti siano efficacemente

raggiunti da stili cognitivi completamente diversi. Le generazioni a cui facciamo

riferimento, e che sono attualmente presenti nel mondo del lavoro sono:

❖ Baby boomers : dal 1946 al 1964

❖ X generation : dal 1965 al 1979

❖ Millennials: dal 1980 al 1994

❖ Z generation: dal 1995 al 2010

❖ Alpha generation: dal 2011

Ogni generazione deve avere un percorso personalizzato per non svilire l'opera formativa a mero obbligo di legge. Il Governo dovrebbe pensare a diversificazione della formazione ed incentivare la meritocrazia.

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