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Iva su Tia, la lunga strada della giustizia italiana

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Cassonetto per rifiutiTrento, 4 marzo 2012. - Siamo a raccontarvi per l'ennesima volta la sconcertante vicenda dell'Iva sulla Tia (tariffa di igiene ambientale). Con sentenza n. 238/09, la corte costituzionale dichiarava che l'Iva non si dovesse pagare per la raccolta dei rifiuti urbani, perché la Tia è una tassa e non un servizio. Per questo, lo "Scudo" aveva diffidato Trenta spa (e gli altri gestori della raccolta rifiuti operanti in Trentino) di non gravare pro futuro i cittadini dell'Iva sulla tassa medesima e a restituire, a partire dall'introduzione della TIA, vale a dire dal 2003, le somme indebitamente riscosse.

Per una serie di vicissitudini che rinviamo al nostro "archivio storico" (chi volesse approfondire consulti il nostro archivio 2005-2011 alla voce Iva su Tia) siamo ancora nella prima fase del contenzioso giudiziario. L'avvocato Zeno Perinelli dello Studio legale Benvenuto-Perinelli di Trento, che cura gli interessi dell'Associazione "Lo Scudo" e dei cittadini che hanno promosso la vertenza contro Trenta spa, comunica che il giudice dell'appello ha rinviato la causa,  per la precisazione delle conclusioni, all'udienza che si terrà per il giorno 19.09.2012 ad  ore 9.00. In quella sede concederà i termini di giorni 60 più ulteriori 20 per le conclusioni. Si può presumere che la sentenza, se tutto andrà bene, potrà essere emessa non prima della fine del corrente 2012, quindi oltre tre anni dalla sentenza della Corte Costituzionale. Ci risulta, infine, che l'unica Associazione dei consumatori che abbia coltivato la causa sia "Lo Scudo" di Trento.

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