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Notizie in pillole: la riforma del fisco, aliquote, scaglioni, detrazioni

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Trento, 3 giugno 2022. - di Claudio Taverna

Ebbene ci siamo, ma per modo di dire.......tanto si è parlato della riforma del fisco, ma poco si sta facendo se non continuare sul sistema della delega. Così la montagna ha partorito il topolino, così Draghi ha dato alla luce il sorcino.....

In buona sostanza, il nocciolo della questione, anche se siamo ancora nella fase delle intenzioni, si tratta della riforma del Catasto, del super algoritmo per scovare gli evasori, fino al riordino delle deduzioni e delle detrazioni.

Le risorse ottenute (ciò significa che qualcuno comunque le dovrà pagare) saranno destinate ad alleggerire in contribuenti IRPEF, partendo dai redditi medio-bassi.
Tuttavia, il testo della delega fiscale subisce – a quanto pare – l'ennesima limatura con mediazioni infinite ed estenuanti dei partiti della composita maggioranza con Draghi e fra i partiti.

Il nuovo testo, limato e corretto, è stato distribuito ai gruppi parlamentari in vista dell'esame in commissione Finanze della Camera dei deputati che dovrebbe ripartire il 14 giugno.

A proposito della situazione in essere, le nuove disposizioni disciplinate dalla legge di bilancio 2022, anticipano alcune disposizioni della riforma fiscale.

Ecco come cambia il sistema della tassazione delle persone fisiche.

Aliquote e scaglioni IRPEF 2022

Per quanto riguarda le aliquote, dal 1° gennaio 2022, si applicano le seguenti percentuali e scaglioni di reddito:
a) fino a 15.000 euro, 23%;
b) oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 25%;
c) oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 35%;
d) oltre 50.000 euro, 43%.
Pertanto, rispetto alla disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2021:
- il penultimo scaglione si ferma a 50.000 euro anziché a 55.000 euro;
- scompare lo scaglione 55.000-75.000 euro in precedenza tassato al 41%;
- le due aliquote intermedie del 27% e del 38% si riducono, rispettivamente, al 25% e 35%.

Le detrazioni per lavoro

Per i redditi di lavoro dipendente, spetta una detrazione, rapportata al periodo di lavoro nell'anno, pari a

a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro. L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro;
b) 1.910 euro, aumentata del prodotto tra 1.190 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 13.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 28.000 euro;
c) 1.910 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 22.000 euro.
Il suddetto importo si incrementa di 65 euro per i redditi da 25.000 euro a 35.000 euro.
Invece, per i redditi di pensione, la detrazione non cumulabile con quella prevista per il lavoro dipendente, rapportata al periodo di pensione nell'anno, è pari a:
a) 1.955 euro, se il reddito complessivo non supera 8.500 euro. L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 713 euro (2);
b) 700 euro, aumentata del prodotto fra 1.255 euro e l'importo corrispondente al rapporto fra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 19.500 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.500 euro ma non a 28.000 euro;
c) 700 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 22.000 euro.
La detrazione è aumentata di un importo pari a 50 euro, se il reddito complessivo è superiore a 25.000 euro ma non a 29.000 euro.
Infine, se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi assimilati al lavoro dipendente (articoli 50, comma 1, lettere e, f, g, h, i - ad esclusione di quelli derivanti dagli assegni periodici di cui all'art. 10, comma 1, lettera c - 53, 66 e 67, comma 1, lettere i, l, TUIR) spetta una detrazione dall'imposta lorda, non cumulabile con quelle previste per lavoro dipendente o pensione, pari a:
a) 1.265 euro, se il reddito complessivo non supera 5.500 euro.

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