Sab12072019

Last update11:40:03

Back Magazine Magazine Economia ed Esteri Giovanni Bort: Meno tasse e più credito, ecco la formula per il rilancio

Giovanni Bort: Meno tasse e più credito, ecco la formula per il rilancio

  • PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

gianni bortTrento, 26 aprile 2012. - Dopo l'intervista a Roberto De Laurentis, presidente dell'Associazione degli Artigiani e Piccole Imprese, di qualche settimana fa, Trentino Libero ha sentito Giovanni Bort, presidente di Confcommercio Trentino e vicepresidente con delega all'amministrazione della Confcommercio nazionale, che ha accettare di rispondere alle nostre domande. Lo ringraziamo per la disponibilità e cominciamo subito a chiedergli.

Trentino Libero La situazione economica è molto seria. L'inflazione è in crescita, le tasse sono sempre più pesanti, le aziende chiudono, la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, una piaga preoccupante. Anche il Trentino non sfugge alla crisi. Secondo Lei, la ripresa è dietro l'angolo? Oppure, il futuro è ancora più difficile di come lo possiamo immaginare?

Giovanni Bort È molto difficile, oggi, fare delle previsioni per il futuro dell'economia trentina e nazionale. Di sicuro la ripresa non è dietro l'angolo: ci attendono mesi ancora molto difficili, che probabilmente aggraveranno la situazione di imprese e famiglie. La contrazione dei consumi sarà ancora più accentuata in vista del pagamento della prima rata dell'IMU e dell'aumento dell'IVA previsto per ottobre prossimo. Le imprese fanno fatica a resistere; imposizione fiscale, stretta del credito e aumento dei costi del carburante sono problemi seri che non sembrano potersi risolvere a breve.

Trentino Libero La caduta del mercato interno è la conseguenza della contrazione dei consumi. La gente spende meno perché pensioni e stipendi non crescono. Anzi l' euro ha dimezzato la capacità di acquisto dei cittadini. Inoltre, la tassazione elevata (siamo a quota 55%) è concausa della recessione. Per la crescita, sarebbe necessario alimentare il mercato interno. Invece il governo Monti lo deprime ulteriormente. Sarebbe indispensabile un'inversione di tendenza. Che ne pensa?

Giovanni Bort Indubbiamente, come dicevo, i consumi costituiscono il motore dell'economia. L'inversione di tendenza è auspicabile e necessaria: non possiamo mortificare cittadini, che sono lavoratori e imprenditori. Occorre ridare fiducia agli investimenti e ai consumi, in primis con l'alleggerimento della pressione fiscale e con la sburocratizzazione. Invece assistiamo, in effetti, ad un accanimento che sta bloccando crescita e sviluppo. La fitta interrelazione delle economie nazionali, poi, impone un ragionamento su una scala (almeno) europea.

Trentino Libero Le piccole e medie imprese  sono la spina dorsale del tessuto economico nazionale. Anche in Trentino, sono in prima linea contro la crisi. Oltre al peso fiscale, la stretta creditizia è altro, grave elemento di criticità. Confcommercio Trentino ha lanciato un grido d'allarme sulla sopravvivenza delle aziende: Lei ha preso carta e penna e ha scritto a Provincia, ai Comuni e alle banche,  sollecitandoli a fare qualcosa. A distanza di un mese, c'è stato qualche risultato?

Giovanni Bort Qualcosa, anche a livello nazionale come l'accordo tra ABI e organizzazioni imprenditoriali, si muove ma è ancora troppo poco. La stretta creditizia è ancora troppo rigida e penalizzante. Le banche chiedono sempre maggiori garanzie, sono sempre più restie a concedere fidi e mutui e, come non bastasse, peggiorano le condizioni delle linee in essere in modo unilaterale o, addirittura, senza alcun preavviso. È un problema serio che impone una soluzione al più presto. Oltre a far pervenire un appello alle amministrazioni trentine ed ai principali istituti di credito, abbiamo anche condotto un'indagine tra i nostri associati. I risultati sono, a dir poco, preoccupanti. Le banche stanno abdicando al loro ruolo di partner delle imprese nello sviluppo per arroccarsi in posizioni insostenibili.

Trentino Libero Le banche, comprese quelle trentine, hanno avuto un'importante iniezione di liquidità dalla BCE al tasso dell'1% . Le imprese quando riescono ad ottenere dei prestiti, pagano interessi 10 volte superiori. E inoltre, le banche, utilizzano i finanziamenti della BCE per acquistare titoli del debito pubblico, anziché erogarli al sistema delle imprese. Lei che ne pensa?

Giovanni Bort Il problema è molto delicato. Se per certi versi l'acquisto di parte del debito pubblico è un intervento che ha ridato ossigeno all'Italia, dall'altra solleva una questione che – come dicevo – pone gli istituti di credito lontani da quello che dovrebbe essere il loro ruolo all'interno del sistema economico. L'intervento della BCE non è il primo caso di iniezione di liquidità pubblica a favore delle banche: vorremmo che queste fossero più attente a trasferire tale interventi verso l'intero sistema economico, evitando speculazioni e inspiegabili dinieghi di fronte a richieste di apertura (o mantenimento) di linee di credito.

Trentino Libero Il professor Giacinto Auriti, sosteneva che non esiste sovranità popolare se non c' è sovranità monetaria. Le banche, tutte private, lucrano il signoraggio, cioè la differenza tra il valore della moneta e il costo di produzione. Sono le banche centrali, nel caso la BCE (cioè tutte le banche centrali), che stampano moneta e la cedono agli Stati in cambio dei titoli del debito pubblico, sul quale si pagano gli interessi. Quindi le banche centrali alimentato il debito pubblico, oltre agli sprechi e spese inutili. Presidente Bort, qual è la sua opinione?

Giovanni Bort Anche su questo punto ci auspichiamo che le manovre dei governi e delle banche centrali abbiano come obiettivo sostenere la crescita e lo sviluppo dell'intero sistema economico. E per l'Italia, e il Trentino, questo significa sostenere la piccola e media impresa. Non è sostenibile un sistema in cui chi dovrebbe porsi al fianco delle imprese trattenga risorse o, peggio, le sperperi in sprechi ed inefficienze. Ogni deve assumersi le proprie responsabilità come, ritengo, in questi mesi stiano dimostrando di fare le imprese, con sacrifici e fatica. La riforma dell'apparato pubblico nel suo complesso, poi, è un capitolo a parte che va affrontato. Burocrazia e bizantinismi ci bloccano e frenano in maniera intollerabile la libera iniziativa di imprese e dei cittadini.

 

Intervista  a cura di Claudio Taverna

Giovanni Bort: Meno tasse e più credito, ecco la formula per il  rilancio

Chi è online

 203 visitatori online