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L'Europa abolisce i dazi per i prodotti tessili del Pakistan

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tessili pakistaniStrasburgo, 13 settembre 2012. - "L'Europa dimostra, ancora una volta, di tenere più ai Paesi extra-UE e ai forti interessi commerciali ed economici in quelle aree, che ai cittadini europei e alle nostre imprese. A due anni dall'alluvione che ha colpito il Paese asiatico, infatti, Bruxelles fa un altro bel regalo al Pakistan, decidendo di abolire i dazi sulle loro merci destinate all'Unione Europea". Così l'europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto commenta il via libera del Parlamento Europeo, riunito in sessione Plenaria a Strasburgo, al provvedimento sulle cosiddette "preferenze commerciali d'urgenza per il Pakistan".

"E' la prima volta che l'UE utilizza la sua politica commerciale per fini umanitari, e lo fa incredibilmente per far fronte a un'emergenza di oltre due anni fa e per la quale sono stati già sborsati la bellezza di 423 milioni di euro di aiuti da parte dei contribuenti europei - dichiara l'on. Bizzotto - Evidentemente le pressioni della Ashton e degli euroburocrati inglesi hanno sortito l'effetto sperato ed ora l'UE si precipita, nuovamente, in soccorso degli amici pakistani, anche a costo di mettere in ginocchio il nostro comparto tessile".

Il provvedimento consiste infatti nella totale eliminazione dei dazi, fino al 31 dicembre 2013, su un determinato elenco di 75 linee di prodotti pakistani che, di fatto, riguarda quasi esclusivamente il settore tessile.

"Dall'Europa arriva l'ennesimo schiaffo in faccia alle nostre imprese - aggiunge l'on. Mara Bizzotto – Infatti, nonostante una 'clausola di salvaguardia' limiti ad un massimo del 25% l'ingresso dei prodotti pakistani nel mercato comunitario, è evidente che ci saranno pesanti ripercussioni sul settore tessile italiano, già duramente colpito dalla negativa congiuntura economica e dalla concorrenza sleale operata da numerosi Paesi Asiatici".

"Oggi il Pakistan, domani l'india, la Cina o il Brasile - conclude l'on. Bizzotto - La politica commerciale dell'Unione Europea fa acqua da tutte le parti e, quello che è più grave, sembra volta a tutelare più gli interessi dei Paesi concorrenti che quelli delle nostre imprese e dei nostri piccoli e medi imprenditori".

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