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Tempi standard, costi standard e parametri di efficienza

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UMBERTO SERVADEITrento, 16 luglio 2013. - di Umberto Servadei

Lasciando per un poco da parte qualsiasi teoria mi sento di reagire ai messaggi generici che sono stati trasferiti riguardo l'applicazione dei costi standard alla sanità!!! Tramite i "costi standard" ,si racconta e si evoca che si otterranno notevoli risparmi perché tutta la Sanità (Nazionale!) dovrà spendere le tariffe minori con un incrocio virtuoso tra le singole Asl.

Senza offendere nessuno, soprattutto i miei possibili lettori, vorrei sintetizzare il tema dei tempi e costi standard, dei parametri di efficienza ricordando che l'argomento è stato trattato e approfondito sul piano tecnico, organizzativo e scientifico da decenni con una bibliografia amplissima.

Cosa è un tempo standard?

Rammentando che i tempi standard hanno avuto importanza enorme quando il costo del lavoro era la variabile più significativa del "costo prodotto" possiamo descrivere questo strumento di gestione e controllo su tre livelli di lettura:

- il tempo standard è l'unità di tempo uomo o macchina NECESSARIO in un dato momento, con una certa risorsa (competenza e abilità), con determinati macchinari/impianti (livello di investimento) e una determinata industrializzazione di prodotto (dal progetto al processo) per realizzare una unità di prodotto; il conseguente costo standard è il prodotto tempo/costo ora uomo o macchina.

- il tempo standard è l'OBIETTIVO di tempo uomo o macchina che si prefigge l'azienda, in accordo o meno con i lavoratori, per realizzare una unità di prodotto, ne consegue il costo standar.

- il tempo standard è la PREVISIONE di tempo uomo /macchina necessari in prospettiva per realizzare una unità di prodotto, con il conseguente costo.

Se la sintesi è stata efficace vediamo la complessità e il "rischio" imprenditoriale connesso alla decisione di formulare i costi, e quindi i "prezzi" di vendita, nell'una o nell'altra metodologia.

La dinamica dei sistemi di controllo della gestione e di valutazione del sistema azienda con la trasformazione e la crescita esponenziale dei "servizi" e del "terziario" rispetto alla "produzione" ha determinato l'introduzione dei parametri, prima quantitativi e poi anche qualitativi,per la valutazione delle performance e della competitività.

Anche per questa tecnica formulo esempi "elementari" e, spero, non noiosi:

- un azienda di trasporto pubblico si controllo sì per il costo Km. o costo per passeggero trasportato,ma deve rapportare (parametro) tale risultato con la frequenza e la qualità del servizio,diverso è quando il servizio passa ogni 20 minuti o ogni ora!!!

- il costo del prodotto in una azienda marketing oriented deve essere parametrato con il livello di assistenza o di qualità implicito o riconosciuto dal mercato,diverso è un impianto con garanzia e uno senza ecc., diverso è un "marchio" tessile moda da un altro.

Mi permetto di trasferire la mia perplessità, dopo questo excursus tecnico superficiale, ma già implicitamente complicato, davanti al messaggio di apertura: con i costi standard faremo economia nella sanità!!!!!

Pensiamo ,per un attimo, senza ironia, ma con lucidità, al fatto che una operazione di appendicite a yyyyyy costi xy euro tra chirurghi, infermieri, degenza, materiale sanitario, quota di costi fissi e di ammortamenti ecc., tale dovrà essere il costo nell'ospedale di zzzzzz. !!!!

Il materiale sanitario dovrebbe trovare un riferimento standard nell'acquisto e nella conseguente distribuzione nei presidii.

Credo che il messaggio sia demagogia pura, diverso un approccio di responsabilizzazione dei dirigenti e dei professionisti della sanità verso l'economicità e l'efficienza.

Tempi standard, costi standard e parametri di efficienza

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