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Flop dell'edilizia pubblica e sociale

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Itea RoveretoTrento, 3 agosto 2013. - di Walter Alotti *

La UIL del Trentino richiama la politica ad occuparsi di temi pratici e scottanti, basta con la lotteria dei candidati ed i giochi ettorali. Dopo Sanità e Scuola pubbliche la UIL sollecita partiti e politici su un'altro tema importante e centrale: "la casa". Sia rispetto alla possibilità di far ripartire uno dei volani classici di sviluppo dell'economia, ma soprattutto alla esigenza di proporre soluzioni concrete alle migliaia di famiglie che non riescono ad aver risposta efficace dalle attuali politiche di edilizia pubblica sociale.

Particolarmente urgente oggi, in questa fase della crisi, soprattutto in Trentino, visto il boom degli sfratti (quasi sempre per morosità) che coinvolge in Trentino alcune centinaia di famiglie, con un incremento percentuale 2011/2012 del +18,08%. Eppure il mercato dell'affitto non accenna a calare. Piuttosto tanti alloggi privati rimangono sfitti, data la paura dei proprietari ad affittare, a chi magari non pagherà ed occuperà per mesi l'alloggio. Abitazioni sfitte che si aggiungono a qualche centinaio di alloggi pubblici, pur'essi sfitti, che non si riesce a rimettere velocemente a disposizione delle tante famiglie in lista d'attesa presso le Comunità di Valle ed il Comune di Trento.

E' purtroppo, a giudizio della UIL del Trentino, uno degli effetti della deludente Riforma ITEA, "battezzata Dalmaso", con tutte le successive periodiche modifiche apportate dal 2005 ad oggi, che ha evidentemente fallito i suoi scopi, e costringerà, a nostro avviso, la nuova Giunta a ripensare la politica di edilizia pubblica trentina e ridisegnarne governance e progetti futuri.

Peraltro è cambiato l'universo mondo in questi ultimi 10 anni, dalla tecnica delle costruzioni, al concetto di difesa del suolo e dell'ambiente. Giustamente più di qualcuno non parla più del "diritto alla casa" (vecchio slogan degli anni '70), ma di un "diritto all'abitare", una nuova filosofia che va oltre la necessità di quattro muri ed un tetto sulla testa, prevedendo anche la fruizione di tutti i diritti di cittadinanza e servizi sociali, contribuendo in modo significativo, nel limite delle proprie possibilità, alle spese corrispondenti.

Ricordiamo inoltre quanto prevede anche la Costituzione Italiana, all'art. 47, che si spinge ad ipotizzare finanche "l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione", quindi la possibilità, di attivare percorsi simili a quelli gia' in essere nel vicino mondo tedesco .

Il Piano decennale, scaturito dalla Riforma Dalmaso, che doveva produrre 9.000 appartamenti fra alloggi di risulta, a canone concordato e "sociali" ex novo, non traguarderà mai, nei 10 anni previsti i risultati programmati.

Di questa fase ci rimarrà la consapevolezza che "le assegnazioni di alloggi a canone moderato" sono gradite alle famiglie ed agli enti locali e vanno a coprire una fascia importante di famiglie, troppo ricche per l'assegnazione di un alloggio pubblico, non abbastanza per comprarselo, costruirselo o ristrutturarlo.

Si dovranno poi effettivamente rilanciare i piani di Housing Sociale, che garantiscono investimenti pubblici e privati per la costruzione o ristrutturazione di insediamenti abitativi, studiando fattibilità e sinergie possibili con il mondo cooperativo, anch'esso interessato a proporre un nuovo modello (Hausing Sociale Cooperativo) per fronteggiare anche i nuovi disagi abitativo.

Proponiamo inoltre che, se vendita di alloggi ITEA debba comunque prevedersi, si ritorni alla modalità di cessione prioritaria, condizionata, a prezzo oggettivo, agli assegnatari o si ripristini l'istituto del "riscatto", comunque non si proceda alla vendita commerciale, depauperando un Patrimonio abitativo in gran parte costituito con il contributo pubblico, dei lavoratori e dei pensionati (GESCAL) a cui ancora, in tanti, chiedono di accedere (6.000 domande).

Come si può facilmente comprendere, con una politica meno miope ed il semplice ascolto delle parti sociali, sarebbe stato possibile e ci auguriamo per il futuro sarà possibile, assumere provvedimenti e finanziare progetti più concreti, capaci di mantenere sufficientemente attiva, viva, pure l'industria delle costruzioni e con essa dinamico, sostenibile e forte lo sviluppo economico e sociale del Trentino.

 

* Segretario generale della Uil Trentino

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