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Cosa comporta (al netto delle balle) l’aumento oggi dell’IVA al 22% per gli operatori?

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balleRoma, 1 Ottobre 2013.  di Loris Modena

Con l’aumento dell’IVA dal 21 al 22% questa volta hanno fatto un vero casino. Non sono state certo di aiuto le dimissioni dei ministri PDL che hanno focalizzato tutta l’attenzione dei media sulla crisi di governo, non dando spazio all’informazione corretta dei cittadini riguardo l’aumento. Oggi sono molti gli operatori commerciali che non sono al corrente dell’aumento e che non hanno provveduto in tempo ad aggiornare i software gestionali e i registratori di cassa riguardo questo aumento che era tecnicamente inevitabile già da qualche giorno. Parliamoci chiaro nessuno nel governo ha provato ad evitare l’aumento, ma tutti si sono tenuti sul vago fino all’ultimo minuto utile per emanare un decreto d’urgenza. Questo comportamento è servito solo a creare confusione infarcendo la vicenda con abbondanti balle.

 

L’articolo 40, comma 1-ter del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 (come da ultimo modificato dall’art. 11, comma 1, lett. a) del decreto legge 28 giugno 2013, n. 76) ha disposto l’aumento dell’aliquota Iva ordinaria dal 21 al 22% a decorrere dal 1° ottobre. Il decreto è varato durante il Governo Berlusconi IV.

Partiamo da un presupposto: abbiamo una scadenza inderogabile per 1 (UNO) ottobre, e un’altra scadenza a dicembre. Ovviamente daremo la priorità assoluta priorità alla scadenza più vicina. Quindi perché dare priorità alla seconda rata dell’IMU? Semplicemente perché l’aumento dell’IVA era voluto!

I media non danno nessuna informazione riguardo l’aumento e gli adempimenti che questo comporta, se un operatore economico oggi ha fatturato al 21% non deve comunque disperare, l’Agenzia delle Entrate ha già rilasciato un comunicato che spiega come comportarsi.  

Come già chiarito in passato, quando entrò in vigore l’aliquota ordinaria del 21%, qualora nella fase di prima applicazione ragioni di ordine tecnico impediscano di adeguare in modo rapido i software per la fatturazione e i misuratori fiscali, gli operatori potranno regolarizzare le fatture eventualmente emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto effettuando la variazione in aumento (art. 26, primo comma, del DPR n. 633 del 1972). La regolarizzazione non comporterà alcuna sanzione se la maggiore imposta collegata all’aumento dell’aliquota verrà comunque versata nei termini indicati dalla circolare n. 45/E del 12 ottobre 2011, cui si rinvia per gli ulteriori chiarimenti.” [Agenzia delle Entrate | Comunicato Stampa 30 Settembre 2013]


* Autore di “L’Ateo Scettico

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