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Euro in alto a sinistra

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Trento, 17 agosto 2014. - di Paolo Danieli *

Qualche giorno fa un caro amico mi ha inviato su Facebook un video in cui il prof. Aldo Giannulli, docente alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bari, analizza una banconota da dieci euro, ma sarebbe lo stesso con qualunque altro taglio. Mi ha colpito la chiarezza dalla spiegazione, tipica delle cose vere.

Tutti i giorni maneggiamo gli euro, ma non ci rendiamo conto di cosa abbiamo per le mani. Nessuno dei soloni che pontificano di economia dalle pagine dei giornali e dai talk-show, così bravi a confondere le idee con inutili spiegazioni sulla crisi, si è preso la briga di dire quello che questo bravo e simpatico professore barese ha spiegato in pochi minuti.

Innanzitutto fa notare che in nessuna euro-banconota c'è scritto, com'era per le lire, "pagabile a vista al portatore". Per forza: la Banca Centrale Europea - che fra l'altro non è nemmeno una banca centrale, ma una banca privata costituita dalle banche centrali dei singoli stati- non ha riserve auree e quindi non potrebbe pagare un bel niente.

Inoltre non c'è scritto "la legge punisce i fabbricanti e gli spacciatori di biglietti falsi". Perché?

E' presto detto. Su ogni banconota in alto a sinistra, accanto alla bandiera europea e prima dell'acronimo BCE, scritto nelle diverse lingue, c'è, talmente piccolo che difficilmente lo si nota, il simbolo del copyright, una lettera c inscritta in un cerchio. Che cosa significa? Significa che, essendo il copyright un istituto di diritto privato e non pubblico, le banconote in euro, a differenza delle altre monete, non possono avere corso forzoso in quanto sono un titolo privato, come un assegno o una cambiale.

Corso forzoso significa che chiunque, all'interno del territorio dove la moneta ha corso legale, è obbligato ad accettarla. Non può rifiutarsi. Ma ciò non vale per l'euro. Esso viene accettato solo per convenzione. Ma cosa succederebbe se per qualche evento politico o economico, ad esempio una grave crisi, come quella avvenuta recentemente in Argentina, questa convenzione saltasse e l'euro non venisse più accettato?

Semplice: ci ritroveremmo tutti con in mano un pugno di mosche.

Conclusione: l'impressione che la costruzione europea manchi quantomeno di trasparenza è sempre più forte.

* già senatore della repubblica Lettera politica 541

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