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Boom dell'imprenditoria straniera, soprattutto cinese

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Trento, 17 agosto 2015. - di Claudio Riccadonna

La crescita delle imprese straniere è in costante aumento. Tra il 2013 e il 2014 c'è stato un incremento pari al 4,1%, superando la quota, in termini assoluti di 733500 unità. Sul podio il Marocco occupa il gradino più alto con 74520 imprese, seguito dalla Romania con 70104 e subito dopo, in forma ravvicinata, dalla Cina con 69401. Il Bangladesh tra il 2009 ed il 2014 ha registrato una crescita esponenziale del 121% sul territorio nazionale.

Rispetto al 2009, anno in cui ha cominciato a farsi sentire in modo rovinoso la crisi economica, in controtendenza, le attività rumene e quelle cinesi sono aumentate rispettivamente del 42,7% e del 39,2%, contro un incremento medio dell'imprenditoria straniera presente in Italia pari a 22,5 per cento.

In particolare, per quanto concerne la Cina, oggetto di approfondimento dell'indagine promossa dalla CGIA di Mestre, i settori più interessati riguardano il commercio , con quasi 25000 attività (con un buon numero di imprese concentrate tra i venditori ambulanti), il manifatturiero, con oltre 18.000 imprese (soprattutto il tessile-abbigliamento e le calzature) nonchè la ristorazione-alberghi e bar, con circa 15000 attività.

Da rilevare, anche se ancora contenuta, è anche la presenza di imprenditori cinesi nell'ambito dei servizi alla persona, in particolare tra i parrucchieri, le estetiste e i centri massaggi: il numero totale è di poco superiore alle 4.100 unità, ma tra il 2013 ed il 2014 l'aumento è stato molto evidente: +22,4 per cento.

"Al netto delle situazioni di illegalità e di sfruttamento della manodopera che vanno assolutamente contrastati – sottolinea Paolo Zabeo della CGIA – la storia ci insegna che da sempre i cinesi hanno manifestato una spiccata propensione all'autoimprenditorialità. Verso la metà degli anni '80 hanno cominciato a conquistare il nostro mercato domestico del tessile, della calzatura e della pelletteria. Ora, una parte dei pubblici esercizi, dei piccoli negozi commerciali e delle attività legate alla cura della persona - come i parrucchieri, le estetiste e i centrimassaggi – sono guidate da cittadini cinesi che praticano una concorrenza fortissima nei confronti degli operatori italiani. Questi ultimi, sfiancati dalla crisi, stanno progressivamente gettando la spugna, lasciando sempre più spazio ad attività straniere che stanno cambiando completamente il volto dell'offerta commerciale
delle nostre città."

Sicuramente, a supporto di questa forte vocazione imprenditoriale dei migranti cinesi, è la percentuale degli imprenditori rispetto ai suoi residenti in Italia. 1 su 4, addirittura il 26,1 per cento, guida un'attività economica (rispetto al 14,6% degli altri imprenditori stranieri). Insomma, un numero record: su oltre 265.800 cinesi residenti in Italia, ben 69.401 svolgono attività commerciali. La Lombardia, con oltre 15.252 imprese cinesi, è la regione in testa alla classifica.

Il Trentino A.A. risulta la regione che rispetto al 2009 ha registrato la più elevata percentuale di crescita delle imprese cinesi, con un +70,7%. Al 31/12/2014 gli imprenditori cinesi risultavano 642.

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