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Grande successo dell’annuncio per la ricerca d’una compagna (2)

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copertina 50Tutte muoiono dalla voglia di conoscermi, ma nessuna viene, e tutte sopravvivono

Verona, 7 dicembre 2016. - di Sergio Stancanelli

Dopo la campionatura delle risposte che non ebbero sèguito ("Trentino libero" , 2 dicembre), passiamo come preannunciato a quelle selezionate quali suscettibili di sviluppo positivo, avvertendo sin d'ora che, ad onta d'un primo contatto – sempre telefonico – risultato promettente, nessuna si è poi concretata in un esito risolutore: nel senso che, a distanza ormai di poco meno che un anno, l'inserzionista non ha trovato quel che cercava, una compagna con cui condividere le giornate. Ha avuto però modo di trascorrere ore ed ore al telefono, di illudersi d'aver trovato, e alla fine di trovarsi a dover pagare bollette d'importo decuplo del normale. Andiamo per ordine, precisamente in ordine alfabetico, secondo le schede che via via ho dovuto compilare, poi che non sono un computer in grado di immagazzinare e ricordare nomi e dati di ciascuna, e di ciascuna il numero di telefono.

Cominciamo con Angela, d'una località in provincia di Rovigo. Cerca tranquillità e pace, e viene spesso a Verona per motivo, diciamo così, medicale. Dal 13 febbraio, data della sua prima telefonata, forma il mio numero o io formo il suo ventitré volte, ma il più delle volte il suo cellulare è non raggiungibile o comunque non risponde. Vuol ricominciare ma non sa da dove, le piace come parlo, verrà a Verona mia ospite. Il mattino del 30 maggio mi telefona piangendo: voleva sentire la mia voce. A metà agosto c'è un messaggio sul mio cellulare: pensa di non corrispondere alle mie esigenze, è in un momento critico e delicato della sua vita, non mi dimenticherà, ciao e... a presto (!). Poi che mi aveva fornito il suo indirizzo, le rispondo per via postale ma non ne avrò più notizie.

Carmen, o Carmela, trapiantata a Milano, risponde al mio annuncio il 30 gennaio. E' giovanile e verrà a conoscermi al più presto, ma ha la madre malata, che le dà un gran daffare. Ci sentiamo una diecina di volte. Il 19 giugno mi informa che va in Liguria qualche giorno. Il 3 luglio mi conferma che deve assistere la madre e quindi non può muoversi. A fine mese le lascio messaggi in segreteria ma non si fa più viva. Un'altra Carmen, o Carmelina, trapiantata in una nota cittadina in quel di Firenze, è abbondante e morbida, carina, e corteggiata da molti. Verrà senza dirmi quando, vuol farmi una sorpresa. Vuol essere ospitata e coccolata nei modi più svariati, nessuno escluso, sino ad una intesa perfetta. I contatti restano solo telefonici e vanno dal 3 marzo al 30 luglio, poi lascio perdere.

Concetta non s'è trapiantata, è rimasta dov'era, ma – mi dice telefonandomi il 30 gennaio – si muoverà per venire da me per più giorni. Ha - apprendo successivamente, - tette ben proporzionate, quarta misura, e me le porterà presto, deve fare un po' di conti e vedere come organizzarsi. In febbraio fa troppo freddo, verrà in primavera. In marzo dice che verrà a Pasqua. In aprile aspetta il bel tempo per venire. A fine maggio mi dice sue poesie: le porti con sé, le dico, e vedrò di fargliele pubblicare. A fine giugno mi telefona dalle Dolomiti, dove si è recata. Vedrà di passare per Verona rientrando in Calabria. E' in Rovereto, non sa l'itinerario. Entri in un'agenzia di viaggi e lo chieda! Non ne saprò più nulla. Edi, 4 febbraio, è figlia d'una pianista (e cantante) e d'un aviatore. Possiede animali grandi e piccoli, di terraferma e subacquei. E' credente, puritana, e logorroica. Passano i mesi, sinché a metà settembre mi informa che nei primi di novembre sarà a Verona per la Fiera dei cavalli. Occorre accordarci per un incontro, ma alle mie successive chiamate risponderà solo una segreteria.

Antonella di Santa Margherita deve andare a Milano dove ha una causa con inquilini che non pagano l'affitto, potrebbe con l'occasione arrivare a Verona. E' giù di morale, ha voglia di coccole. Dico la terrò fra le braccia, dice che bello. Va qualche volta in chiesa ma odia la Chiesa. Il sesso, dice, è la cosa più importante della vita. Dal 29 gennaio siamo arrivati a metà marzo: con la telefonata successiva non mi parla che di orticoltura, frutta e cucina. In aprile dico venga apposta a Verona o se no è inutile che continuiamo a intrattenerci: dice ormai manca poco, andrà a Milano in maggio. Poi risulta sempre non raggiungibile, sino a luglio quando è giù di morale, non ha risolto i suoi problemi. Vado io in un'agenzia a farmi dire gli orari dei treni e la chiamo per comunicarglieli, ma dice di richiamarla più tardi perché ora sta cenando. La cosa finisce qui, però passano due mesi e il 10 settembre la candidata inaspettatamente si riaffaccia per dirmi che niente da fare, siamo troppo lontani. Ne prendo atto, ma altri due mesi dopo, il 24 novembre scorso, mi richiama ancòra: il morale dev'essersi sollevato, perché ride e scherza, ma per ora non viene.

Fulvia in quel di Cagliari parla come una macchinetta, è nubile, credente, ha belle tette, e non ha difficoltà a venire a Verona. E' il 26 gennaio e mi intrattiene dalle ore 18.30 alle 20. La richiamo l'indomani mattina e dice che credeva l'avessi dimenticata. Il suo debole sono le tette, ha dieci punti sensibili e devo individuarli. Altre telefonate nel corso del giorno, sinché il mattino del 28 mi trattiene per un'altra ora e mezza scegliendo argomenti a lei congeniali. Cinque telefonate nel corso della stessa giornata, l'ultima all'1.40 della notte, che dura sino alle 3,25. Altre sette il 29, l'ultima a mezzanotte e quaranta, quando apprendo che oggi ha comperato della carta vetrata e cucinato non capisco e non m'interessa che cosa, sino a che perdo la pazienza e chiudo. L'indomani di buon'ora mi chiama per informarmi che sono un maleducato e che verrà tra quindici o venti giorni, anzi fra venticinque: propongo di risentirci per allora. Siamo come detto al 30 gennaio: la richiamo il 15 febbraio, ha la cugina malata. Arriviamo a fine mese: una sera mi aveva detto d'essere appassionata di poesia, e le avevo recitato il primo canto dell'"Iliade"; ora le dico "Riviere", una delle poesie più belle in cui mi sia mai imbattuto, lei dice è la più bella che abbia mai sentito, e l'indomani va a comperarsi "Ossi di seppia". Ma il viaggio costa 220 euro, ha avuto tante spese, e deve rimandare. Perché non si prenota the last minute? Lo farà. L'ha fatto. Ma ha un sacco di problemi. La cugina deve fare degli esami medicali. C'è lì la cugina e non può parlare. E' impegnata, le dispiace, mi richiamerà appena potrà. Siamo al 19 ottobre, sono trascorsi dieci mesi. Il numero delle telefonate fatte e ricevute è paragonabile a quello dei baci che Catullo mandava a Lesbia.

Con Francesca di Perugia, dal 24 gennaio al 12 novembre ho annotato una quarantina di chiamate, sue a me o mie a lei, queste ultime per lo più cozzanti contro «il cliente chiamato non è raggiungibile». Con la prima telefonata mi dice che verrà in agosto quando avrà le ferie. Con la quindicesima le chiedo conferma e mi risponde che da ora ad allora c'è tempo. Il tempo passa sino a luglio, quando pluriquotidianamente sembra che stabilmente le linee telefoniche abbiano cessato di funzionare. La prospettiva di vederla in agosto cade però in altro modo, precisamente quando a metà mese mi telefona di aver letto su Cinquanta e più un mio annuncio, e di essere interessata. Poi si rende conto che mi aveva già chiamato sei mesi prima, ma io ritengo opportuno congedarmi. Comunque, la richiamo il 24 agosto per chiedere sue notizie dopo il terremoto. Tutto bene, solo rumore. Il 12 novembre improvvisamente ricompare con due messaggi: a fine gennaio 2017 andrà in pensione e verrà a conoscermi.

Giovanna di Gallarate. Anche con lei innumerevoli telefonate. 6 febbraio, fa troppo freddo, verrà da me in luglio. 12 luglio, fa troppo caldo. Gianna di Rieti, 18 gennaio, è innamorata del Terminillo e non manda in giro sue foto (che io non le ho chiesto) Poi me ne manda due formato tessera per raccomandata. Ha tette, dice, come i Pirenei, e le sta bene essere baciata, anche – come dire? – al primo piano, oltre che al secondo, è tanto tempo che nessuno lo fa. Logorroica, è giù di morale, ha voglia di coccole, ma è piena di dubbi. Le mie successive chiamate trovano sempre la segreteria, le scrivo una lettera, ma non mi richiama e il 26 aprile la cestino. Quattro mesi dopo le telefonerò dopo il terremoto, ed apprenderò che ha sempre voglia di conoscermi, di vedermi, di trattenersi con me, non resiste più, mi scriverà una lettera. Mi aspetto una appassionata lettera d'amore, e ricevo venti giorni dopo, in busta chiusa, una cartolina illustrata della chiesetta S. M. della vittoria sul Terminillo, con distinti saluti.

Giuditta, poi Giulia, 22 gennaio, in quel di Macerata. Ama il mare e la musica sinfonica sino all'impressionismo. Le piace come parlo, ora va in Sicilia, poi in Thailandia: poi verrà da me, richiamarla il 15 marzo. 15 marzo: è tornata ma col raffreddore, verrà appena guarita. Omissis. 16 maggio: è a Verona, in sant'Anastasia! Prenda un taxi e venga da me. Al ritorno: ora va sul lago. Non la sento più. Un mese e mezzo dopo la richiamo, mi intrattiene mezz'ora, ora va al mare, fa troppo caldo. Lucia, o Luciana, della mia città natale, anch'ella mi telefona la prima volta il 22 gennaio, legge i miei articoli su "Trentino" e ha proprio voglia di conoscermi. A Verona deve venire a trovare un'amica ma verrà anche prima per incontrare me. Le telefonate si susseguono sino a luglio. Non viene più a Verona per trovare l'amica. Ha l'influenza. Pasqua la trascorre con i nipotini. Ha uno zio che non sta bene. Ha due cani grossi e non può muoversi.

Lucretia, rumena, sta in Treviso e cerca lavoro. Ha mandato un annuncio a "50&+" ma non è stato pubblicato. Dico lo mandi a me ché provo io. Lo trasmetto con tutti i crismi, inclusa la fotocopia della carta d'identità, ma sette mesi dopo non ha ancora visto la luce. Mi dispiace, avrei voluto aiutarla. Maria Pia, di Pescara, 31 gennaio, belle tette, stan facendole l'impiantologia, verrà a fine aprile. In aprile ha problemi con un dente, mi richiamerà lei appena risolto. I primi di luglio la richiamo io: verrà in settembre. Il 24 agosto le telefono per avere sue notizie dopo il terremoto, ma non risponde. Maria Incoronata, di Lucera, scrive poesie e chiede consulenza per pubblicare un libro. Ne parlo con l'editore Perez di Verona, che dice: le mandi con biografia e foto. Non c'è da pagare nulla, se gli parranno meritevoli le pubblicherà a proprie spese. E' contenta, me le manderà in giugno. Non ne so più niente; i primi di luglio la richiamo io, ma non risponde e il celulare smette di suonare.

Maria Luisa di Roma, 9 marzo/13 luglio, deve andare a Milano, verrà a Verona, la condurrò a teatro, mi cucinerà gli spaghetti. Maria di Grosseto, 29 gennaio/24 luglio, ha belle tette, tutta da baciare, vuol essere portata a letto e scopata, verrà a Verona appena bel tempo. Verrà con un'amica e si tratterranno più giorni. Verrà per più giorni dopo Pasqua ma da sola. Ha voglia di scopare. Deve andare in un'agenzia per vedere gli orari. Non ha potuto andarci perché ha dovuto fare la dichiarazione dei redditi. Le è morta una zia, devono fare il funerale, richiamarla a giorni. Ha problemi. Dico non la richiamerò più se non mi richiamerà lei per dirmi giorno e ora del suo arrivo. Maria di Roma, 15 gennaio/3 luglio, ben fatta, ama l'opera lirica, parla come una macchinetta, verrà col bel tempo, verrà per più giorni, verrebbe ma al momento è piena di impegni, deve restare vicino alla figlia rimasta vedova.

Nicla di Pescara, 20 gennaio/3 luglio, qualche chilo in più ma ben riposto nelle tette. Quattro anni fa ha contattato un tizio che non s'è più fatto vivo, ha perduto la fiducia. E' influenzata. Venga a Verona quando sarà guarita. Deve pensarci, non ha mai viaggiato. Ci riprovo e risponde la segreteria. Richiamo ancora due mesi dopo, il 24 agosto, dopo il terremoto, e risponde la segreteria. Loris di Pesaro, 20 gennaio/14 luglio, deve andare a Venezia e a Milano, sosterà in Verona. Ha l'influenza. Le è morto un cugino. Rosa di Massa Carrara, 7 febbraio/13 luglio, belle tette, mi abbraccia, fa troppo freddo, verrà con la bella stagione ma non mia ospite, andrà in albergo. Fa troppo caldo, verrà dopo l'estate.

Così ha avuto fine la ricerca. Oltre alle signore che ho menzionato, non poche altre qui ho trascurate perché copie conformi o non significative. Come ho riferito, qualcuna recentemente è risuscitata. Proprio non me l'aspettavo, e chissà che da una di queste riesumazioni non venga fuori altrettanto inaspettatamente la soluzione ricercata. Spes ultima dea, direi se non rifuggissi dalle banalità. Ricorrerò piuttosto a Cicerone: Aegroto, dum anima est, spes esse dicitur. In aliquo repono spem, alicui spem ostendo, praeter spem.

Grande successo dell’annuncio per la ricerca d’una compagna (2)

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