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Con la salute non si scherza

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Verona, 20 novembre 2011 - Il Ministero della Salute il 4 novembre ha inviato a tutti i responsabili ed alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale una circolare con il seguente oggetto: importazione di batteri antibiotico-resistenti in pazienti libici trasferiti in ospedali europei.

Con tale comunicazione, recepita a sua volta dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie di Stoccolma, il Ministero mette in allerta le strutture sanitarie italiane su un pericolo noto da tempo ai medici, ma purtroppo per lo più sconosciuto alla gran parte dei cittadini: il fenomeno dell'antibioticoresistenza. Riassumiamo brevemente di che cosa si tratta. L'uso e l'abuso di antibiotici che si è verificato negli ultimi cinquant'anni ha indotto nei batteri, che sono gli agenti patogeni responsabili delle infezioni per guarire le quali questi farmaci vengono usati, una resistenza agli stessi antibiotici.

Si tratta, mutatis mutandis, di una specie di immunità che i microbi sviluppano contro questo o quell'antibiotico, che così diventa inefficace. Inizialmente, cioè alcuni decenni fa, il fenomeno era limitato a qualche ceppo. Oggi, con il largo consumo che se n'è fatto e se ne fa un po' in tutto il mondo, comincia a diventare un problema, al punto che esso è all'attenzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità come una priorità da affrontare. Alla base di questo fenomeno stanno l'ignoranza, la faciloneria nelle prescrizioni, l'accesso troppo facile all'acquisto degli antibiotici, interessi economici.

Fino ad oggi il problema è stato abbastanza sottovalutato. Oggi però comincia a farsi sentire nei suoi effetti. Essi consistono semplicemente nel potersi trovare di fronte ad un'infezione batterica che non risponde alla terapia. E la cosa non è per niente simpatica. In questo quadro non propriamente rassicurante s'inserisce la comunicazione del Ministero della Salute che riguarda i libici arrivati in Italia. Come già scritto in precedenti Lettere politiche ce ne sono anche a Verona, alcuni dei quali, neanche a farlo apposta, alloggiati proprio all'interno dell'Ospedale di Borgo Trento.

Magari saranno anche sani come pesci, ma, visto che in Libia la guerra è finita, che cosa aspettano a rimandarli a casa loro? Con la salute non si scherza. Con l'immigrazione abbiamo già avuto in regalo il ritorno della tubercolosi, che era già stata debellata. Ora ci arriva anche l'antibioticoresistenza. Ma che cosa si aspetta a sottoporre ad uno screening di massa tutti coloro che arrivano in Italia, specie se giungono da aree a rischio?

Paolo Danieli già senatore della repubblica - Verona

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