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Le malattie virali si debellano sempre

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Monselice, 29 febbraio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Prendendo come riferimento due epoche, quella moderna e quella contemporanea, se vogliamo parlare di epidemie, tema talmente attuale che siamo diventati talmente dei "geni" a farlo diventare il problema quasi irreversibile, come d'altronde sembra risultare in questo Paese ogni tipo di problema ( mi riferisco al Coronavirus) è la Storia stessa che studiandola c'insegna a vedere semplicemente dei dati.

Dal XIV secolo in poi il diffondersi delle epidemie in buona parte del mondo, soprattutto in Europa, sembrerà un paradosso, è andato progressivamente a diminuire, se non vi fosse stata la funesta influenza delle guerre e nel '900 ben due conflitti mondiali. Le malattie infettive in questo vecchio continente non avrebbero esondato dal loro ordinario andamento endemico di come, invece, si sono propagate e sviluppate, per cause ben precise.

La seconda Guerra mondiale ne fu un esempio perché non causò epidemie gravi come la precedente, la "Spagnola", in cui questa pandemia provocò non meno di 400.000 morti, solo, in Italia. Dicevo che il secondo conflitto ha tuttavia determinato, in questo, come in molti altri Paesi europei, un rifiorire di malattie scomparse ormai da molti anni, o una recrudescenza di altre. Nell'Italia meridionale si ebbero in un solo anno, 1943-1944, epidemie di vaiuolo e di tifo esantematico (malattie da molti anni scomparse dal territorio italiano), sulla cui entità poco si può precisare, perché a causa degli eventi bellici mancò una esatta raccolta di dati. La vaccinazione di Edward Jenner, colui che scoprì il vaccino per il vaiolo ancora nel 1798, venne effettuata su larga scala, mentre l'uso del DDT fu adottato per la lotta contro i pidocchi, diffusissimi in un'Europa distrutta, bombardata e dilaniata dalla più totale carenza di cibo, nonché sopraggiunta, conseguente condizione di completa miseria, in tutti i territori che furono teatro di vasti ed aspri combattimenti.

In aggiunta bisogna anche ricordare che le distruzioni delle opere di bonifica ed il disordine apportato ad ogni sorta di regime idrico, causarono un'intensa riacutizzazione della malaria, che raggiunse il suo apice nel 1944. Riuscirono a domarla gli Alleati, perché erano fortunatamente attrezzati da moderni mezzi di lotta, che la contrastarono soprattutto alla fine delle ostilità, non solo tra le città ed i paesi liberati, ma in particolare nei campi di concentramento, una volta entrati e bonificati i prigionieri di guerra.

C'è altresì da menzionare che fra le malattie virali, quelle che in quasi tutti i paesi colpiti dalla guerra hanno subìto una maggiore esacerbazione, furono la tubercolosi e le febbri tifo-paratifoidee. La prima si diffuse a causa della ipoalimentazione e delle tristi e malandate condizioni degli abitanti, mentre le seconde insorsero per il frequente disordine apportato nelle fognature, che rappresentarono un apporto di tantissimi episodi di natura idrica ed alimentare.

C'è da non dimenticare una malattia che ebbe una diffusione in tutta Europa che dopo la seconda guerra mondiale fu l'epatite epidemica: una forma caratterizzata da ittero febbrile, di natura benigna. Una particolarità di questa malattia è la facilità con cui venne trasmessa accidentalmente in seguito a trasfusioni di sangue o ad iniezioni di sieri provenienti da portatori del virus causale o anche a mezzo di siringhe male sterilizzate.

Poi ci fu il colera, che ha sconfinato dai suoi focolai asiatici e si è infiltrato in Egitto nel secondo semestre del 1947, ma non si sa bene quale percorso abbia fatto. Sono stati denunciati oltre 21.000 casi, dei quali circa la metà mortali, ma è probabile che il numero effettivo sia stato anche maggiore. In considerazione dei numerosi scambi commerciali marittimi ed aerei, la presenza del colera in Egitto costituí un serio pericolo per l'Europa al punto che tutti gli stati europei adottarono severe misure difensive. Indipendentemente dalle influenze belliche ci furono affezioni virali che si espansero velocemente e per il loro progressivo aumento, benché costituissero uno dei più importanti problemi sanitari, con il sovrapporsi di tali fenomeni alle già precarie condizioni di vita, usciti da un conflitto, ci fu la straordinaria capacità di riuscirli a debellare tutti, in silenzio, con tanta ammirevole determinazione, ma soprattutto con altrettanta dignità e grande forza d'animo.

Le malattie virali si debellano sempre

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