Di tecnologia si muore

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Monselice, 9 giugno 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Non se ne può più di sentirsi come imprigionati, fra non molto, da ulteriori invenzioni tecnologiche legate ad onde elettromagnetiche che "faciliterebbero" la trasmissione di dati, via etere, con tutto ciò che interessano i dispositivi di telefonia mobile, computer, apparati televisivi e chissà cos'altro!

Siamo nella "cultura innovativa" di volere facilitare "al meglio" ogni tipo di comunicazione, avendo, ora, inventato un'altra novità: i 5 G. Si tratta di una modalità digitale di interconnettersi con sistemi di reti che rappresenterebbero il futuro iperconnesso, velocissimo, con questa ulteriore trovata. Non bastano già le centinaia di migliaia di antenne che si trovano, ormai, a distanze di metri, in tutta la Penisola! Ognuna di queste emette il proprio campo magnetico che va ad interagire, sovrapponendosi a tanti altri.

Quindi, un'ulteriore installazione d'impianti disseminabili nei circa 8.000 Comuni che abbiamo in Italia di una tecnologia "avanzata", a mio avviso, fa avanzare anche quello che di atmosferico risulta già avanzato: l'inquinamento, con le conseguenze probabili delle malattie tumorali. Insomma, il volere dimostrare che l'Italia non resti indietro in settori tecnologici, adesso il rischio, a mio avviso, è che le sperimentazioni che avverranno, senza linee guida da parte del governo, ma che sicuramente non tarderanno ad arrivare, saranno senz'altro approntate dal benestare da parte del Ministero della Salute: organo istituzionale di rilevanza puramente politico-burocratica, con sempre meno rilevanza scientifica.

Insomma, queste antenne di quinta generazione, così le chiamerebbero, diventerebbero una specie di foresta amazzonica, dove, per protesa sottomissione al solito "business"economico, puntualmente, non ci saranno serie perizie epidemiologiche, per cui a farne le spese sarebbe sempre l'impatto ambientale e tutto quello che lo supporta, in primo luogo, le persone, gli animali, le piante ed il terreno. Se poi ci aggiungiamo l'ultima ideona originale dell'applicazione sui telefonini moderni dell' App. Immuni, la vita diventerebbe proprio una giungla di connessioni su connessioni e, solo uno stolto asserirebbe che non esisterebbero radiazioni.

Non sono un esperto di queste smanie a cui c'è una tendenza, del tutto politica, a volersi dirigere verso un mondo sempre più sofisticamente interconnesso, ma se rubare alla natura, che di per sé dimostra già la sua fragilità, la sua salubrità, per finire in milioni di gabbie di campi radioattivi, lentamente, ma progressivamente, l'autodistruzione umana diventa solo un'attesa, con tutto ciò che d'inquinante c'è già, per il "trionfo" della tecnologia e del progresso.

Di tecnologia si muore