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Sedazione palliativa: cos’è e quando viene eseguita

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Trento, 21 aprile 2021. - Redazione

Ogni cittadino ha il diritto di ricevere cure ed assistenza nel caso in cui provi una sofferenza psichica e fisica, al fine di migliorare la qualità della propria vita.

Ogni medico è chiamato a curare la sofferenza dei malati. Proprio per alleviare i sintomi refrattari si può ricorrere alla sedazione palliativa. Vediamo nello specifico cos'è, quando bisogna applicarla e quali sono le attività che vengono svolte dalle onlus per alleviare la sofferenza dei pazienti.

Sedazione palliativa: che cos'è?

La sedazione palliativa consiste nella intenzionale riduzione della coscienza del paziente fino al suo possibile annullamento, allo scopo di alleviare il suo dolore e la sua sofferenza.

Questo atto terapeutico viene eseguito da un medico attraverso determinati farmaci e rientra nell'ambito delle cure palliative.

In tale contesto si inserisce l'attività di VIDAS che fornisce in modo costante assistenza ai pazienti, anche per poter lenire il dolore cronico attraverso la sedazione palliativa.

Tipologie di sedazione palliativa

Tale trattamento sanitario può essere eseguito in diverse modalità. Vediamo quali sono.

La sedazione moderata e superficiale è quel trattamento che non toglie completamente la coscienza, quella temporanea viene eseguita solo per determinati periodi di tempo e invece quella intermittente è consigliata solo in determinate circostante.

Nei casi più gravi si parla di sedazione palliativa profonda continua nell'imminenza della morte. In cosa consiste? Si tratta di quel trattamento sanitario al quale si ricorre per poter consentire ai pazienti inguaribili di non provare più alcun tipo di dolore e sofferenza, dopo che tutte le altre terapie eseguite sono state inefficaci.

Il termine:

● "palliativo" si riferisce all'intenzione di proteggere (dal latino pallium) il paziente dal dolore;
● "profonda" fa riferimento al fatto che si annulla completamente la coscienza del paziente per fargli evitare totalmente tutte le sofferenze.
● "continua" se viene eseguita in modo costante fino alla morte del paziente.

Quando viene attuata?

I medici esperti prima di avviare il trattamento devono essere a conoscenza di tutte le condizioni ritenute imprescindibili del paziente. Le situazioni ritenute necessarie sono:
● Una malattia inguaribile ad uno stato avanzato;
● morte risulta imminente, entro pochi giorni oppure ore;
● sintomi refrattari e considerati intollerabili dal paziente. In tal caso vengono prima effettuati interventi con farmaci con l'obiettivo di ridurre la sofferenza del paziente.
● consenso informato del paziente. Il consenso però non deve essere firmato con un documento cartaceo e avviene quando è condiviso dal medico, dal paziente e dai suoi familiari.

Sedazione palliativa e eutanasia: sono la stessa cosa?

La sedazione palliativa si precisa che non è l'eutanasia. La morte del paziente, infatti, non viene causata dalla sedazione ma dalla malattia di cui è affetto.

Sedazione palliativa: cos’è e quando viene eseguita

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