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Etica anti sprechi in sanità: teoria o caccia alle streghe?

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Stefano BiasioliVicenza, 18 giugno 2012. - di Stefano Biasioli 

Il Prof. Giuseppe Remuzzi, nefrologo di Bergamo e responsabile del Mario Negri di Bergamo, predica bene ma razzola male (Corriere Sera 16/06/12, pag.54). Sostiene che , in sanità, occorre tagliare il 30% della spesa: si tratterebbe di spese inutili: farmaci ed analisi inutili, che non portano alcun beneficio agli ammalati. Sostiene che l'etica di evitare gli sprechi debba essere un imperativo morale per i medici e che vada utilizzata la spending review per riformare la sanità, partendo dall'etica di evitare gli sprechi.

Tutti siamo favorevoli al contenimento degli sprechi, in sanita'. Ma quando dalla teoria si passa alla pratica, allora:

1) Ci si dimentica che il primo spreco è legato alla medicina difensiva. Finche' non verra' varata una seria legge sul RISCHIO CLINICO e sulla RESPONSABILITA' delle STRUTTURE nei confronti dei cittadini, la medicina difensiva continuerà a crescere. Remuzzi lo sa, ma non lo dice.

2) Finche' la politica continuerà ad interferire sulle scelte gestionali in sanità (compresa la scelta dei medici, dei sanitari, della strumentistica, del numero delle ASL e degli Ospedali etc), non ci saranno risparmi concreti. Remuzzi lo sa, ma non lo dice. Un esempio: i recenti scandali, anche nella sanità lombarda, invasa da Comunione-Liberazione, dalla Compagnia delle Opere, da Abelli e C. La magistratura indaga ancora: dopo il Santa Rita, dopo il San Raffaele...si continua.

3) Finche' la politica non influenzerà l'industria del farmaco, continueranno gli sprechi inutili: inutili blister, inutili scatole, confezioni di compresse non adeguate allo scopo (banalmente, se un mese ha almeno 30 gg, perche' le confezioni degli antipertensivi sono tarate a 28 compresse?). Remuzzi lo sa, ma non lo dice.

4) Finche' la politica (non i medici) deciderà i LEA (livelli essenziali di assistenza) e le malattie da "curare", come potremo garantire la copertura "reale" delle malattie orfane, del dolore, dei malati terminali?

5) In questo Paese vanno fatti risparmi verticali, selettivi, non orizzontali. Ma perche' occorre risparmiare sul welfare, riducendo le garanzie essenziali alle persone, soprattutto a quelle piu' povere e piu' deboli? Il nostro welfare ha un costo che rientra nella media OCSE, soprattutto dopo i tagli della Fornero....

Remuzzi, su questo, tace. Perchè?

Stefano Biasioli  *

*  E' medico e componente del Cnel

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