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Spending Review. Tagli sul costo dei farmaci equivalenti

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medicinali equiVALENTITrento, 27 giugno 2012. - di Elisa Visconti

La spending review sta iniziando a dare i suoi frutti con un risparmi nelle tasche delle famiglie di oltre il 40% sul costo dei farmaci generici o equivalenti. Ma cosa sono i farmaci generici? E sono sicuri?

Il farmaco "generico" (introdotto dall'art. 130, comma 3 della L. 28.12.1995, n. 549) è una specialità medicinale definita come "essenzialmente simile" ad un prodotto il cui brevetto è scaduto, e del quale imita la formulazione, ed è quindi costituito dalla stessa composizione quali-quantitativa di principio/i attivo/i e da una forma farmaceutica equivalente. Il termine "generico", si è dimostrato infelice in quanto percepito dal pubblico come una sorta di rimedio passepartout: ossia simile, ma non uguale a uno o più medicinali indicati per la stessa patologia. Per questa ragione i prodotti "generici" sono stati ridefiniti "medicinali equivalenti" (L. 149 del 26 luglio 2005). E come definito nel codice comunitario concernente i medicinali per uso umano (Dlgs 24 aprile 2006, n. 219), le "specialità medicinali", sono state ridefinite medicinali, con lo scopo di evitare l'attribuzione di caretteristiche particolari al termine "specialità". I medicinali equivalenti sono registrati e commercializzati con la denominazione comune internazionale del principio attivo seguito dal nome del produttore (titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio) e devono avere un prezzo inferiore di almeno il 20% rispetto a quello del prodotto innovatore o brand (con nome di fantasia).

L'attuale normativa italiana incentiva la scambiabilità tra il prodotto brand e l'equivalente, in quanto dopo la scadenza della copertura brevettuale, rimborsa al farmacista il prezzo dell'equivalente di riferimento piuttosto che quello del prodotto innovatore, brand. A meno che il medico esprima chiaramente in ricetta la non sostituibilità con l'equivalente; nel qual caso, il fruitore dovrà accollarsi la parte eccedente quanto rimborsato dal SSN.

La finalità del prodotto equivalente (ex generico) è ridurre o contenere il prezzo dei medicinali il cui brevetto è scaduto, facendo risparmiare il SSN ed i cittadini, al tempo stesso mantenendo un equivalente livello di benefici e rischi terapeutici.

Il mercato inglese dei farmaci generici è attualmente al primo posto in Europa per numero di prescrizioni: nel 1995, infatti, la diffusione del generico era pari al 50% del mercato a quantità (Southworth, 1996). A raggiungere tale risultato hanno contribuito una serie di decisioni di carattere normativo che hanno incentivato il mercato di tale categoria di farmaci, la più significativa delle quali si è rivelata l'introduzione del fundholding, ovvero l'attribuzione di un budget di spesa ai gruppi di medicina di base.

Il medico inoltre è obbligato a segnalare in ricetta ricetta l'eventuale esistenza del farmaco generico, se questo costa meno.

Ma i medici non ci stanno. Fimmg: "È il contrario delle liberalizzazioni". Snami: "Logica da supermarket". "Dal momento in cui è immesso in commercio un farmaco generico, il medico, salvo che non sussistano ragioni terapeutiche contrarie nel caso specifico, inserisce in ogni prescrizione medica anche le seguenti parole: 'o farmaco equivalente se di minor prezzo' ovvero specifica l'inesistenza del farmaco equivalente". Così recita il comma 9 dell'art. 14 dell'ultima bozza del decreto "Cresci Italia" .

Ma, contrari o non rimane il fatto che i farmaci equivalenti rappresentano un'importante risorsa sia per le famiglie che per il Sistema Sanitario Nazionale, sia dal punto di vista economico che della salute. Poiché oltre ad avere la stessa efficacia e sicurezza dei farmaci "di marca", i generici hanno un costo significativamente più basso, consentendo un risparmio importante sia per le famiglie che per lo Stato. Si è calcolato che mediamente una famiglia italiana, utilizzando i farmaci generici, potrebbe risparmiare 60 euro l'anno. Già a partire da metà aprile quindi i farmaci generici costano ancora meno, con limature ai listini fino al 40%. La misura riguarda 4.188 prodotti e porterà un risparmio per lo Stato di 830 milioni di euro all'anno. Solo nel 2011 si stima un risparmio di 625 milioni di euro. Il via libera ai tagli è arrivato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), che ha applicato la manovra estiva 2010 per riequilibrare i prezzi dei farmaci generici a quelli europei e per incentivarne il consumo.

Il modello anglosassone ancora una volta accompagna i medici in questa nuova direttiva con l'inserimento del Foundholding... Dovremmo come sempre prenderlo d'esempio. Dal canto mio mi sono sempre chiesta se questi farmaci sono sottoposti a regolari controlli, visto che costano così poco rispetto a quelli di marca. Perché l'importante è trovare un sano equilibrio tra il risparmi e la qualità dei farmaci. E' di certo fondamentale risparmiare sull'economia domestica. Ma non certo sulla salute.

Rimane il fatto che l'Italia è molto molto indietro sia rispetto al modello francese che anglosassone. Soprattutto per quanto riguarda la ricerca e l'innovazione che dovrebbero essere delle priorità invece sono ancora purtroppo supportate solo da privati, e associazioni. Ma la salute non è il bene prioritario? La chemio terapia ne vogliamo parlare? distruggere un tumore con un veleno ne vogliamo parlare?La fitoterapia, l'omeopatia che vorrei ricordare in Francia è mutuabile ( la francia in questo caso, come nel caso delle cure mediche agli animali mutuabili, ci da la paga 3 a zero) le famose terapie (borderline) boderline perchè non riconosciute (veronesi e moltissimi altri), certo se si ha un cancro uno va al centro tumori e si fa fare di tutto, farei la stessa cosa.... ma possibile che noi non possiamo pretendere alternative certe e minim invasive? Proprio per questo Alleanza Italiana ha formato un comitato scientifico per la ridiscussione del programma nazionale sanitario dando molto più spazio alla ricerca e all'innovazione e alle terapie non riconosciute.

Elisa Visconti  *

Sociologa, giornalista, scrittrice. Fondatore e Presidente Nazionale di Alleanza Italiana

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