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Tumori: Scoperta nuova modalità per contrastarli

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CelluleTrento, 2 settembre 2012. - di Giuseppe Scicchitano 

E' stato individuato il meccanismo che tiene in vita le cellule tumorali ed è stata ideata una terapia per accelerarne la morte. Ma ci sarà bisogno ancora di molto tempo prima di poter confermare gli studi e sviluppare una terapia. I ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano hanno mostrato che una proteina, la DBC1, è in grado di far ripartire il meccanismo che porta le cellule tumorali a invecchiare e poi a morire. Un aumento artificiale di questa proteina ha causato negli esperimenti la diminuzione del livello di un'altra proteina, la SIRT1, la cui presenza sostiene le cellule tumorali e le rende sempre giovani e aggressive.

Relazione fra cellule tumorali, SIRT1, DBC1 e P53

Bisogna premettere che quando una cellula presenta un'alterazione grave del proprio DNA, la proteina P53 (un vero e proprio cane da guardia del genoma) attiva un processo che porta questa cellula ad una "morte naturale". Questo meccanismo è fondamentale perché preserva il nostro patrimonio genetico. Purtroppo in caso di tumore tutto ciò non si attiva. Inoltre, come se non bastasse, la proteina SIRT1 contribuisce a mantenere in vita le cellule tumorali per un periodo superiore alla norma.

È a questo punto che potrebbe entrare in campo, aiutandoci nella lotta contro il tumore, un'altra proteina, la DBC1. Infatti è stato dimostrato dall'Istituto Nazionale dei Tumori che un aumento di DBC1 causa una diminuzione di SIRT1, che a sua volta provoca un aumento di P53, che accelera il fenomeno di "morte naturale" delle cellule tumorali.

Come spiega la ricercatrice del Dipartimento di Oncologia Laura Zannini: "In pratica la BDC1 inibisce la SIRT1", che solitamente preserva le nostre cellule, ma in caso di cellule tumorali dovrebbe farsi da parte e permettere la loro eliminazione.

Al momento la ricerca ha studiato in particolare la presenza delle proteine e delle interazioni fra esse nei tessuti del tumore del seno. Ma "questi risultati sono applicabili anche a diverse forme di cancro", come spiega Domenico Delia, un responsabile dell'istituto che porta avanti lo studio.

Per ora gli avanzamenti fanno ben sperare nella lotta contro il cancro. Inoltre l'analisi di questi meccanismi potrebbe portare a progressi anche in molti altri campi, come per le malattie metaboliche, ad esempio l'obesità. Oppure si potrebbe aiutare a rallentare il fenomeno dell'invecchiamento.

Studi precedenti in contrasto, ci vorrà tempo

Dobbiamo però ricordare che studi precedenti sugli stessi fenomeni avevano portato a risultati diversi per quanto riguarda la funzione della SIRT1 in relazione al tumore. Come l'analisi pubblicata dalla Rockfeller University il 20 aprile 2012 sulla rivista Journal of Cell Biology, che sostiene che l'effetto di questa proteina non sia assolutamente da contrastare.

In ogni caso secondo la maggioranza degli studiosi, dato che si tratta ancora di esperimenti in laboratorio, ci vorranno alcuni anni prima di avere un'eventuale nuova terapia funzionante. Quindi non ci rimane che aspettare e tifare per la scienza.

 

Giuseppe Scicchitano *

 

*  L'articolo è stato pubblicato il 1 agosto 2012 da CometaNews

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