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La marijuana aiuta a contrastare la schizofrenia.Uno studio americano ci dimostra come sia possibile

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cannabis-marijuana-terapeuticaTrento, 11 ottobre 2013. - di Domenico Cianci

Ancora una volta la cannabis stupisce per le sue qualità mediche. E anche questa volta la notizia è davvero importante. Secondo le ultime novità che arrivano dal mondo scientifico, infatti, la cannabis potrebbe addirittura contrastare, se non tutti, almeno i sintomi principali della schizofrenia. In che modo? Entrando nel corpo della persona affetta dal disturbo, stimolando i recettori dei cannabinoidi, e permettendogli di combattere quelle barriere che gli impediscono di avere una vita sociale normale.

L'esperimento scientifico, finanziato dal National Institute of Mental Health con sede a Rockville, nel Maryland, e dalla Brain & Behaviour Research Foundation di New York, ed i cui risultati sono poi stati pubblicati dalla rivista Neuropsychopharmacology, aveva come scopo l'analisi delle reazioni di alcuni ratti affetti da schizofrenia e sottoposti ad un trattamento a base di cannabinoidi di sintesi.

Dopo un determinato lasso di tempo nel quale era stata somministrata ai ratti la cura a base di cannabinoidi, il cui uso ha portato all'attivazione dei recettori CB1, si è notato un cambiamento nel loro stato di salute. Lo studio ha infatti certificato che l'uso di questo tipo di cannabinoidi ha portato ad un'inversione, all'interno dell'organismo dei ratti, del cosiddetto "ritiro sociale", il quale rappresenta forse il sintomo più importante ed evidente che si manifesta in tutti i soggetti affetti da questa malattia.

Ma che cos'è, di preciso, il ritiro sociale? Le persone o, come in questo caso, gli animali, che sono affetti da schizofrenia, spesso e volentieri non riescono ad allacciare rapporti interpersonali ed intimi normali. A volte risulta addirittura quasi impossibile, per loro, coltivare rapporti d'amicizia come, invece, fanno tutti i soggetti non affetti da questa malattia. E l'uso di cannabinoidi di sintesi avrebbe effetti positivi su questo sintomo. In pratica, li aiuterebbe a non fuggire di fronte alle altre persone, a non chiudersi in se stessi e, quindi, a non "ritirarsi socialmente".

Ma per una buona notizia che mette in luce le potenziali proprietà benefiche della cannabis, ce ne sono tante altre che riguardano il nostro paese e che, purtroppo, ci parlano solamente dei guai con la legge in cui incappano le persone sorprese a coltivarla o a fare uso dei suoi derivati. Qui in Italia, del resto, la cannabis viene ancora vista esclusivamente come un qualcosa di negativo, mentre in ormai molti paesi stranieri avanzati la marijuana terapeutica è considerata un'opportunità per migliorare la vita di tutti.

Prendendo in considerazione soltanto gli episodi di cronaca avvenuti la scorsa settimana sul nostro territorio, possiamo citare quanto capitato ad un uomo di 62 anni residente in provincia di Trento, che coltivava in casa sua quattro piante di marijuana, e ad un trentaseienne che, ad Aldeno, aveva costruito in casa sua una piccola serra. Entrambi gli uomini sono stati denunciati dai carabinieri.

Solo pochi giorni prima, invece, a Bolzano era stato arrestato un ventinovenne di origini marocchine per il possesso di un chilo di hashish.

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