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Preveniamo le cadute dei nostri anziani

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anzianiTrento, 17 dicembre 2013. - di Claudio Riccadonna

Senectus ipsa est morbus («la vecchiaia è di per sé stessa una malattia»). Questa nota sentenza di "condanna" rivolta, indistintamente, all'umanità intera appartiene allo scrittore latino P. Terenzio Afro, commediografo vissuto nel II secolo a.C., e sottolinea i malanni fisici e le privazioni che di solito si accompagnano alla senescenza. E' proprio nella terza età, la stessa. della saggezza "ciceroniana" esaltata nel De senectute, che, a dispetto all'inesorabile trascorrere del tempo capace di fiaccare anche i fisici più atletici e vigorosi, si susseguano frequenti le cadute (circa il 40% cade più volte in un anno).

Secondo i dati riportati dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, gli ambienti domestici risultano le "sedi privilegiate"in tal senso; a maggior rischio sono la cucina (25%), la camera da letto (22%), le scale interne ed esterne (20%) ed il bagno (13%).

Le conseguenze principali delle cadute riguardano le fratture del polso, soprattutto in un'età compresa tra i 70 e i 75 anni, nonchè quelle dell'anca che predominano all'appropinquarsi degli 80 anni. Le più temibili continuano ad essere quelle del femore, eventi traumatici abituali tra le donne, in particolare tra quelle soggette a forme di grave osteoporosi (infatti il 75% delle fratture femorali riguarda il mondo femminile e, dato allarmante, circa la metà dei "colpiti" perde parzialmente o totalmente l'autosufficienza, dopo aver subìto questa lesione, con la conseguente necessità in molti casi di un ricovero permanente in una casa di riposo). Ovviamente tali "rotture" hanno un'incidenza sul piano psicologico e finiscono per insinuare nel soggetto anziano una sindrome ansiosa post caduta, per cui l'individuo, cominciando a convivere con naturali sentimenti di paura e di insicurezza legati all'instabilità motoria, riduce drasticamente movimento e attività fisica. Inoltre aumentano in modo considerevole le difficoltà dei familiari e dei parenti poi nel gestire improvvise situazioni di emergenza.

Le cadute negli anziani costituiscono comunque il 40% degli eventi accidentali in pronto soccorso, oltre ad essere una delle prime cause di morte correlabile a lesioni fortuite (non è purtroppo rara l'eventualità di un decesso post-frattura: succede nel 33 per cento degli ultrasettantacinquenni). I fattori di rischio ambientali, ossia i fattori estrinseci, sono per lo più gli scalini, la scarsa illuminazione, la carenza di dispositivi di sostegno, nonchè l'uso di calzature non adeguate. I fattori biologici dovuti all'invecchiamento, i cosiddetti fattori intrinseci legati direttamente alla condizione fisica e psichica del soggetto di età avanzata, vanno dalla debolezza muscolare, alla riduzione della sensibilità propriocettiva, ai disturbi visivi e dell'equilibrio, alle malattie neurologiche e all' assunzione eccessiva di sostanze esogene (farmaci, alcol). Anche le patologie che colpiscono in età avanzata (ictus, morbo di Parkinson, neuropatie, miopatie e deterioramento cognitivo, patologie del piede e della vista, patologie cardiache), non fanno che aumentare esponenzialmente il rischio.

Tuttavia, ricordiamoci di mettere in atto quegli utili ed elementari suggerimenti che possono prevenire, o comunque diminuire, le cadute dei nostri cari più "maturi": un'illuminazione adeguata con interruttori della luce facilmente raggiungibili; mobili disposti in modo da lasciare libero il passaggio; pavimentazioni regolari, non scivolose, non cerate; rimuovere tutti quei tappetini mobili ed arredi nei quali si rischia di inciampare; le scale dovrebbero risultare ben illuminate e dotate di corrimano; avere il telefono a portata di mano. In bagno, luogo frequente di scivoloni, sarà indispensabile installare strisce o tappeti di gomma antisdrucciolo nella vasca o doccia, fissare maniglie d'appoggio sulla parete in prossimità dei servizi, usare sedili da toilette regolabili in altezza; utilizzare calzature adeguate, vestaglie o pantaloni della giusta lunghezza.

Vorremo incoraggiare quella campagna di prevenzione per la salute degli anziani di qualche anno fa che sosteneva questo motto, nel rivolgersi agli anziani: "HAI TANTE COSE DA FARE ANCORA, NON FARTI SPEZZARE !".

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