Dom01242021

Last update06:16:41

Back Magazine Magazine Salute e Medicina "Bip….Bip…. Bip…. Uno spazio infinito….."

"Bip….Bip…. Bip…. Uno spazio infinito….."

  • PDF
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

Trento, 18 febbraio 2014. – d LoLoris Puleoris Puleo

Cari Lettori, oggi Trentino Libero racconterà una storia piena di umanità che parla di malattie, sofferenze,  trapianti e  trapiantati, che grazie alla "generosità" di altri sono, proprio con i loro organi,  rinati. Ma non saremo noi a farlo. Lo farà, per noi, Loris Puleo.

«Bip....bip....bip....bip....bip....bip....Uno spazio infinito ....Bip .... bip....bip....bip .... Bip .... bip....

C'è silenzio, c'è quiete.... I continui "bip" sembrano fluttuare nell'aria come corpi in assenza di gravità ... Non sento nulla .... non sento il mio corpo ....Sono completamente sopraffatto da una sensazione di beatitudine ....

"Sarà questo il paradiso?", mi chiedo. Invece no, piano piano qualcosa inizia a disegnarsi attorno a me....Un leggero tremolio sfiora le mie palpebre che, fanno da sipario verso una nuova vita...

Bip...bip...bip...bip...bip...

I "bip" ora sembrano occupare volume nello spazio apparentemente infinito, come se accompagnassero, per mano, i battiti del mio cuore... Apro gli occhi e mi accorgo che il disegno è completo.

L'oscurità di quello spazio ormai definito inizia ad accogliere una tenue luce verde....

Dinanzi a me riesco a scorgere un candido lenzuolo che mi copre quasi per intero, leggermente macchiato dalla luce verde della quale solo ora, a stento, riesco a decifrare l'origine...

Alla mia destra, come un angelo custode , prende forma una strana figura che continua ad accompagnarmi con i suoi "bip" e a scaldarmi con la sua intensa luce, verde....

Sento un altro rumore; è sempre quella strana figura, quell'angelo che con i suoi tubicini sta soffiando aria dando voce ai miei polmoni....

Alla mia sinistra una parete, sulla quale scorrono i secondi, i minuti, le ore....un orologio che sembra non conoscere il tempo....

Chissà quanti avranno inciso nelle loro menti quelle lunghe lancette nere....

E' il 6 Dicembre 2007 e quell'orologio segna le 23:35... ...e qui ha inizio la mia nuova vita.»

Mi chiamo Loris e quello che avete appena letto è il ricordo degli attimi che hanno accompagnato il mio risveglio, la notte del 6 dicembre 2007 nella clinica universitaria di Innsbruck.

La mia vita è cambiata il giorno prima, esattamente alle ore 21:52 quando ho ricevuto la chiamata che ''per noi'' significa tutto .

Alla fine degli anni novanta, quasi diciottenne, mi ritrovo in una delle camerate per la visita militare... ''Ematoproteinuria nelle urine, evidentemente deve aver fatto qualche particolare sforzo nei giorni scorsi, siamo costretti a mandarla all'ospedale militare di Verona per accertamenti''.

Con queste parole il medico di leva mi congeda dal servizio...

Confesso che era più la gioia di saltare la ''naja'' che la preoccupazione la sentenza dal dottore. Nulla poteva turbare la mia adolescenza, mi sentivo forte ed ero convinto che un ragazzone della mia età e della mia stazza non potesse essere scalfito da nessun tipo di male...

Qualche stagione dopo, invece, quel fisico giovane e vigoroso inizia a conoscere i primi sintomi di una ''cosa'' più grande e più forte di lui.

Accusavo forti dolori alla testa, non ne capivo la natura e nemmeno i farmaci riuscivano a ridurne l'entità..

Non ero in grado di delinearne i tratti, e il mio male stava silenziosamente crescendo dentro di me...

Poco tempo dopo ed esattamente il 3 gennaio 2001 inizio la terapia dialitica in ospedale. Da allora sono trascorsi 11 anni, sette dei quali passati vivendo grazie ad una macchina.Gli anni in dialisi hanno segnato profondamente la mia esistenza, con un susseguirsi di emozioni terribilmente forti che ricordo come se fosse ieri.

Fortunatamente quel 5 dicembre di cinque anni ho ricevuto un dono, un rene nuovo che ha messo fine a tutte le mie sofferenze.

Ora ho trentaquattro anni, un lavoro stabile presso un importante istituto di ricerca trentino, una mamma, un papà che mi amano e ho ritrovato finalmente la salute. Sono entusiasta di avere la possibilità di raccontare la mia storia, sento il bisogno di condividerla con tutti coloro che vorranno leggerla per dare loro un messaggio...

La convivenza col mio male, credo, mi abbia insegnato e lasciato molto...Ho pianto, ho sofferto e alla fine ho gioito, ma la cosa più importante è che non mi sono mai dato per vinto, non ho mai mollato e forse è per questo che ora sono qui a raccontarmi...

Un augurio di buona salute a tutti, Loris

Loris Puleo

Chi è online

 185 visitatori e 1 utente online