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Trapianti: giornata di sensibilizzazione tra i banchi di scuola

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Loris PuleoTrento, 3 marzo 2014. – di Loris Puleo

Resoconto della splendida mattinata, passata tra i banchi delle scuole superiori di Castelfranco Veneto. Entriamo in classe, Umberto Esposito ed io. Ad attenderci, due quinte, una cinquantina di ragazzi in tutto. Cerco di incrociare qualche sguardo mentre Umberto inizia a raccontarsi; le sue parole rompono il silenzio e man mano che procede col suo racconto, l'emozione, lentamente, si avvicina sem...pre più ai ragazzi, a tal punto da sedersi di fianco a loro.

Il mio amico, ''sente'' ancora molto tutto ciò che ha segnato inevitabilmente la sua vita, ed ha qualche attimo di esitazione ma poi si riprende e continua la sua presentazione.

Io sono in disparte, voglio leggere nei volti dei ragazzi le sensazioni che i loro giovani occhi vogliono esprimere; momenti intensi, qualche studente abbassa lo sguardo, verso il pavimento, come se il suo intento fosse quello di cercare qualche punto di riferimento, oppure solamente perché le parole di Umberto sono forti, tali da entrargli e fargli vibrare qualcosa, dentro.

Il mio amico racconta poi del cambiamento, della sua nuova vita, e poi mi passa la parola.

Mi alzo, tralascio tutto ciò che era già stato detto e prima di iniziare, faccio ancora una volta il mio giro di sguardi, voglio guardare gli occhi della maggior parte di quei ragazzi per confrontarli poi, con quelli che incontreranno i miei di occhi, alla fine della mia lettura.

Inizio a leggere lo stralcio del libro che sto componendo, lo stesso che oramai molti di voi tengono stretto nel loro cuore, come fosse diventato loro.

Sto raccontando momenti particolari, intrisi di sensazioni, emozioni vissute in attimi diventati eterni. Riesco a percepire vicino a me la presenza di tutti coloro che stanno ascoltando, anzi ''sentendo'' un pezzo della mia vita.

Concludo il racconto con la frase :'' Incrociai nuovamente gli occhi di mia madre, e fu come vedere scendere gocce di rugiada da un cielo azzurro turchese. Aveva capito tutto''.

Alzo la testa, e l'emozione più grande me la regalano loro, ho capito di essere riuscito nel mio intento, sono rimasti lì con me, affianco a me, fino alla fine, e nonostante avessi terminato , erano ancora lì. Le mie parole avevano raggiunto i loro cuori, ed erano proprio gli occhi, quelli che avevo osservato prima di iniziare la lettura, a farmelo capire.

Alla fine abbiamo lasciato spazio alle domande, ed una in particolare mi ha colpito:

'' dopo la malattia e dopo il trapianto, avete cambiato l'idea/la concezione che avete della morte''?

La mia risposta?

Ho cambiato, semmai , la mia concezione di VITA, ho imparato l'essenza della parola che in sé racchiude tutto, ma soprattutto ho imparato a godere della vita, in ogni sua sfumatura ed a viverla appieno.

 

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"Bip....Bip.... Bip.... Uno spazio infinito....."


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