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Il problema del "pronto soccorso" ospedaliero

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Stefano BiasioliVicenza, 3 giugno 2014. - di Stefano Biasioli*

Il problema del "pronto soccorso" ospedaliero (ovvero "pensieri in libertà sulla DGRV n°74 del 04/02/14).

Che il pronto soccorso ospedaliero (P.S.) costituisca un momento di forza e di criticità dell'intero SSN, nulla quaestio. Forza, perché è l'unico luogo dove si affrontano le emergenze extra-ospedaliere, prima di affidarle allo specialista d'ospedale.

Criticità, perché al P.S. arrivano anche pazienti non urgenti (codici bianchi e verdi) che intasano il P.S. stesso e – soprattutto- impediscono che il 100% del personale sia concentrato al 100% sulle vere emergenze.

Da ciò, le lamentele dei pazienti e dei parenti dei pazienti, per i tempi di attesa (in P.S.) prima che si arrivi ad una diagnosi affidabile, alla terapia ed alla scelta (ricovero specialistico, osservazione breve, ritorno a domicilio).

Criticità, perché l'assegnazione dei codici è , di solito, affidata al personale infermieristico e ad una serie di elementi soggettivi, che non sempre tengono conto della storia complessiva del paziente, delle comorbidità, dei farmaci in via di assunzione etc.

Criticità, perché alle scelte del P.S. sono spesso dovute le azioni legali di rivalsa dei pazienti. Criticità, perché il super-lavoro condiziona anche le relazioni interpersonali tra sanitari e pazienti/parenti.

Insomma, un mucchio di problemi. In linea di principio, quindi, sarebbe da considerarsi "buono" l'impegno della Giunta Regionale Veneta a deliberare (DRGV citata) l'adozione regionale di un documento di linee guida regionali per la gestione delle attese in P.S.

In linea di principio, però perché – in pratica- il testo della delibera (ed il suo Allegato A), nonché la relazione dell'assessore Coletto creano invece e creeranno problemi di prassi, che incrementeranno il contenzioso legale futuro.

Cosa dicono le linee guida?

In sintesi:

1) Il P.S. deve essere confortevole (spazi adeguati, illuminazione naturale, colore pareti, separazione tra area critica ed area restante); arredato in modo gradevole; con segnaletica in italiano ed in inglese; con anello luminoso sulla attività in corso; con prese elettriche, con punto d'acqua potabile, con distributori automatici, con rete wire-fi..... NULLA pero' si dice sulla PRESENZA di BAGNI ADEGUATI (numero, tipologia, facilità di accesso ai disabili...);

2) L'INFORMAZIONE va garantita da cartellonistica, opuscoli informativi, monitors.

3) L'ACCOGLIENZA va cosi' effettuata: accesso con deposito barelle/carrozzine + telecamera; l'infermiere effettua il TRIAGE ed informa paziente e (se costui è d'accordo)l' accompagnatore; braccialetto identificativo al polso paziente; la sala di attesa va riservata solo ai pazienti + 1 accompagnatore/paziente; per il dolore, va seguito un protocollo.

4) La COMUNICAZIONE: i pazienti in sala d'attesa vanno ricontattati periodicamente (ogni 60 minuti, se codice verde; ogni 90 minuti, se codice bianco) salvo riacutizzazione; le nuove informazioni vanno comunicate agli interessati; in caso di OBI (osservazione breve) il familiare deve essere informato sui tempi necessari; informazione piena va data in caso di ricovero o dimissione.

5) Per favorire 4, viene istituita la figura dell'ASSISTENTE di SALA, tramite tra il paziente ed i sanitari. Detta figura può essere costituita da operatori sociosanitari, da studenti che frequentano corsi sanitari o di comunicazione oppure da volontari (tutti attivati dopo adeguata formazione).

Capite? Poiché non si dispone di un numero sufficiente di medici o di infermieri, si delegano aspetti delicatissimi (informazioni cliniche) a personale terzo, anche non esperto in temi sanitari !!!!!

6) E' previsto un servizio di mediazione culturale (anche con pronta disponibilità).

7) GESTIONE dei FLUSSI (punto 6 dell'Allegato A). E' il punto più critico, con pesanti implicazioni medico-legali.

8) Infatti esso prevede che un p. con una RICHIESTA URGENTE (U) del medico di medicina generale (MMG) – per visita specialistica od accertamento diagnostico – POSSA ACCEDERE DIRETTAMENTE ALLA STRUTTURA SPECIALISTICA OSPEDALIERA, senza passare attraverso il "filtro" del P.S.

Si tratta di una "bestialità clinica" che – se applicata- intaserebbe la vita dei reparti ospedalieri, distruggendone l'organizzazione quotidiana.

Un esempio, su tutti: la visita urgente per "dolore toracico", fatta immediatamente da un cardiologo, senza esami di supporto (ora richiesti invece dai medici di P.S., prima dell'eventuale visita cardiologica". Oppure riferite "difficoltà minzionali "(in prostatico, cardiopatico, diabetico,cirrotico) con accesso diretto allo specialista "X" (chirurgo? urologo? nefrologo? internista? epatologo? geriatra?).

E' la cosiddetta "FAST-TRACK", che puo' essere applicata anche alle indagini strumentali urgenti, richieste dal MMG (e non filtrate dal P.S.).

9) Nulla da dire, invece, sulla creazione – tra i medici del P.S. – della figura del "referente organizzativo", con compiti di monitorare i flussi dei pazienti delle criticità e dei tempi di attesa. Una figura "necessaria", pero' – forse- un lusso, oggi, date le carenze strutturali di medici in P.S.

Conclusioni

Questa, in sintesi, la DGRV 74/2014. Ci si potrebbe fermare qui, se non fosse che essa prevede anche:

a) L' invarianza della spesa ??!!);

b) Il varo, entro 90 giorni (4/2/14--5/5/14) di un PROGETTO AZIENDALE di GESTIONE del PRONTO SOCCORSO in ogni azienda sanitaria veneta (ASL-AULSS) ed in ogni struttura privata accreditata, sede di P.S.

c) Previsione che, ad oggi, non risulta concretizzata in modo ubiquitario. (gradiremmo un resoconto dettagliato, su questo!).

In definitiva,

questa delibera sarà fonte di confusione operativa ( con aumento del rischio clinico: chi fa cosa? A chi compete?); aumenterà l'accesso indiscriminato sia ai P.S. che (soprattutto) ai reparti specialistici ; aggraverà il lavoro di tutti i sanitari.

Nei fatti, sarà un sistema per by-passare le liste di attesa e per evitare le lunghe attese in P.Soccorso.

La soluzione sarebbe ben diversa e costosa: aumentare gli organici medici e sanitari nei P.S., identificare con piu' accuratezza il rischio dei singoli pazienti (Charlson, Elixhauser, SBC), usare strutture "adeguate per spazi, personale, comunicatività"; garantite una totale copertura del rischio clinico, a tutto il personale.

Chi vivrà, vedrà.

*Medico Ospedaliero in pensione

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