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Le cavolate di Donata Borgonovo Re

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Donata Borgonovo ReTrento, 2 novenbre 2014.- di Claudio Taverna

Sono rimasto esterrefatto nel vedere (e ascoltare) l'assessore provinciale alla salute che in TV raccomandava ai medici di base di fare meno richieste di visite specialistiche e di indagini diagnostiche. Lo diceva nel contesto dell'introduzione dei ticket in sanità provinciale e nello spirito di una riduzione della relativa spesa.

Sono curioso di sapere se oltre agli inviti televisivi vi siano direttive in tal senso. Ma non è solo curiosità!

In ogni caso, in sanità, come in qualsiasi altro campo, i soldi pubblici devono esser ben spesi, ma che i risparmi vanno conseguiti sulla pelle dei cittadini, assolutamente no.

Non solo. Quella "raccomandazione" avrebbe dovuto far saltare sulla sedia i medici di base, di fatto accusati, con il trasferimento alla specialistica di ogni responsabilità diagnostica, di rinunciare alla loro professione.

Non mi risulta - davvero mi spiace - alcuna reazione. Ciò mi convince, vieppiù, che in Trentino, tutti sono allineati e coperti.

Ad ogni buon conto sulla salute dei cittadini non si scherza. La diagnosi precoce è fondamentale per la cura. E allora si deve rinunciare (o limitare) – per ragioni di bilancio - alla specialistica e alla diagnostica strumentale? Ma stiamo scherzando!

I risparmi si facciano altrove. Ci sono almeno cento settori dove si può intervenire, altro che ticket!

Le "raccomandazioni" della Borgonovo Re vanno, dunque, decisamente e duramente respinte. Lo dico come cittadino e come utilizzatore del servizio sanitario provinciale.

E i medici di base esercitino, come sanno fare, la professione in autonomia e secondo coscienza nell'interesse dei loro pazienti e non secondo logica di bilancio!

Le cavolate di Donata Borgonovo Re

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