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Il 29% dei Trentini a rischio alcolismo

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alcolismo giovanileTrento, 6 giugno 2015. - di Claudio Riccadonna

I numeri parlano chiaro e in modo poco incoraggiante. Infatti, secondo l'inchiesta condotta dal sistema di sorveglianza PASSI ( acronimo per Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), che ha peraltro il compito di indagare in modo continuato aspetti relativi allo stato di salute e alle abitudini di vita, il 29% dei trentini può essere considerato consumatore di alcol a maggior rischio e riguarderebbe circa 100000 residenti in provincia.

Rappresenta una cifra significativa, in chiave negativa, se la si confronta con quella relativa alla media nazionale, che si aggira attorno al 17%. %. Tra i trentini, il 5% consuma alcol abitualmente in modo elevato, il 19% soprattutto fuori pasto, il 14% è un bevitore che assume grandi quantità di alcol in maniera episodica (il cosiddetto fenomeno del binge drinking, letteralmente "abbuffata alcolica", che riguarda spesso giovanissimi, termine oggi in uso per misurare oggettivamente il bere eccessivo e/o a rischio, convenzionalmente indicato come 5 o più unità alcoliche bevute in un'unica occasione).

Tuttavia, il 37% tra i 18 e i 69 anni (oggetto del campione) non consuma alcol, il 34% lo fa moderatamente.

Come fa notare lo studio, l'assunzione di alcol a maggior rischio è correlata al genere e all'età: è un'abitudine più diffusa tra gli uomini e tra i giovani. Molto alta è la quota di giovani 18-24enni che consumano alcol a maggior rischio (64%), tra i ragazzi (3 su quattro), ma anche tra le ragazze (oltre la metà) in conseguenza, come già riferito, a comportamenti come il "binge drinking" e il consumo di alcol fuori pasto (ad esempio durante l'happy hour) diffusi in particolare tra i giovani.

Ricordiamo che oltre 30 anni fa, nel 1984, furono fondati in tutte le USL i servizi di alcologia, attualmente 10 e radicati in tutte le valli, che rappresentano per la popolazione locale un valido punto di riferimento su cui poter contare. Parallelamente a fianco d'essi sorsero i primi Club, oggi 162, che hanno costituito l'occasione per tanti soggetti di smettere di bere e di cambiare quindi il proprio stile di vita. La loro distribuzione territoriale capillare ha consentito e consente ogni giorno a tutte le famiglie con problematiche alcolcorrelate del Trentino di trovare una risposta a pochi chilometri di distanza da casa propria.

Inoltre, i Servizi di Alcologia hanno promosso nel tempo varie iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado, già dalle materne con interventi indirizzati agli insegnanti. D'altra parte, come sostenuto con forza, "la promozione della salute deve partire da concetti quali l'educazione razionale emotiva e l'insegnamento delle "life skills" (le "competenze per la vita"), ovvero deve essere rivolta non solo al problema alcol, bensì a tutti gli stili di vita".

Il 29% dei Trentini  a rischio alcolismo

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